Grüner Veltliner 2018 Ott

L’asssaggio è di Giuditta Dina Lagonigro

L’entusiasmo che segue all’assaggio di un buon vino è pari a quello di un bambino che scarta un regalo. Questa è stata la sensazione provata  dopo aver aperto  una bottiglia di Grüner Veltliner 2018- Wagram-, dell’Azienda Ott a Feuersbrunn,   nella bassa Austria, regione vinicola Wagram. 

 Le uve  provenienti da piante giovani  allevate in diverse particelle,  vengono  poi assemblate. L’annata  2018  con i suoi sentori delicatamente vegetali, floreali, fruttati e speziati,  ha un’acidità ben equilibrata e un piacevole residuo zuccherino che danno al vino una buona struttura. 

 Ha ben accompagnato  i cavatelli con ceci neri e scampi, aromatizzati con un po’ di succo di arancia di Ribera e qualche zesta che ha regalato  ancor più intensità. La giusta nota di acidità ha dato la spinta alla pasta coi i ceci neri, molto rustici ma con tendenza dolce; i sentori  fruttati- soprattuto l’agrumato-  che si  percepivano anche in bocca,  hanno valorizzato gli scampi. Una combinazione casuale ma ben centrata.

Da segnalare l’utilizzo del tappo a vite, una presenza che si sta facendo largo tra le bottiglie…  

Il Grüner Veltliner è il vitigno a bacca bianca autoctono  più diffuso in Austria, Dopo aver studiato il Dna delle viti è stato appurato che esso  sarebbe un incrocio  naturale fra  il Traminer  e il Sankt Georgen, vitigno ritrovato nel 2000 in una zona del Burgenland. 

È certamente un vino piacevole, che  merita l’attenzione dei curiosi enoappassionati.

JNK – VINI SENZA TEMPO

La firma è di Giuditta Dina Lagonigro

Šempas , già Sanpasso è un  piccolo ma accogliente paese sloveno, nella parte bassa della Valle del Vipacco,  a pochi chilometri da Nova Gorica, quindi dalla stessa Gorizia. È un territorio  vocato all’agricoltura con molte aziende vitivinicole che con discrezione e silenziosamente popolano la regione Primorska che dall’entroterra, attraversando il Carso, passando tra frutteti, uliveti e vigneti, arriva fino al mare, sull’assolata costa adriatica.

Boleslav Mervič

Kmetija Mervič, – JNK è una delle protagoniste di quei luoghi. Tre ettari e mezzo di vigneto distribuito in varie particelle che si trovano fra i 100 e i 350 metri s.l.m. Elemento fondamentale è la ponka, terra con formazioni stratiformi di marne e argilla, ricca di sostanze minerali che danno corpo e struttura ai vini.

L’azienda, raccontano Kristina e suo padre Boleslav, ha origini antiche, seppur con qualche interruzione. Il primo, piccolo vigneto fu impiantato da Ivan Mervič  -JNK era il suo soprannome- nel 1820. Il figlio Peter nel 1910 impiantò altre viti di uve autoctone ma la seconda guerra mondiale, si sa, portò distruzione e si riusciva a sopravvivere solo vendendo o scambiando prodotti agricoli insieme a vino e  grappa. Solo nel 1977 Oscar, Andrej e Boleslav ripresero l’attività vitivinicola. Boleslav, da sempre affiancato da Kristina, staccatosi dai fratelli, ha dato una diversa impostazione al lavoro in vigna e nella produzione dei vini. Chardonnay, Malvasia, Pinot bianco, Ribolla gialla, Sauvignonasse (Tocai), Sauvignon, Cabernet Sauvignon e Merlot sono le uve allevate. La vendemmia è manuale con una meticolosa selezione dei chicchi che vengono posti a macerare per tempi variabili: 3-5-8 giorni per le uve a bacca bianca e 30-40 giorni per le uve a bacca nera. Il passaggio successivo è l’affinamento in botti di varia grandezza  (dipende dai vini e dalle annate), dove sostano per  qualche anno. Dopo l’imbottigliamento sono messi in vendita l’anno successivo. Kristina e suo padre Boleslav nel racconto rivelano  grande passione ma soprattutto spirito di sacrificio e perseveranza. –“ Le rese sono molto basse; è importante che l’uva sia  sana e che giunga a perfetta maturazione. I tannini proteggono ma devono maturare”-. 

In un’intensa mattinata abbiamo assaggiato:

Malvasia

Malvasia 2015 – Tre  giorni di macerazione, da vigne vecchie più di trentacinque anni; quest’anno con profumi più intensi che immediatamente arrivano al naso. È cicciona, con un’acidità ben presente, salinità finale che lascia un po’ di amaro nel lungo finale. Rimane in barrique usate per sedici mesi circa (dipende dalle annate). È una Malvasia importante, immessa nel mercato dopo 4/5 anni; la Malvasia 2015 è già disponibile ancor prima delle annate 2013 e 2014, a dimostrazione che ogni annata ha un suo corso e percorso; per l’uva e il vino i calendari seguono tempi diversi.

Jakot.È  2015 Tocai – È ancora molto giovane, sprigiona profumi di fiori bianchi, note vegetali, delicatamente aromatico. Rimane quattordici mesi circa, in barriques vecchie. Quest’annata è stata complicata mentre ci si aspetta grandi cose da Jakot.È 2019, ci dice Kristina.

Jacot. È 2008 È stata una buona annata; il vino si presenta con un sentore balsamico e una “acidità volatile”, non eccessiva, che sappiamo bene, è la spalla forte del vino. Le erbe aromatiche si sovrappongono; è un vino asciutto, secco e deciso; non è ancora in commercio. 

Chardonnay 2010 – Nota potente di alcol che dopo fa spazio a un guizzo mentolato, cui seguono profumi di erbe aromatiche e poi arriva la vaniglia. È un vino ampio, grasso, morbido con un’acidità ancora presente che lo sostiene. Solo 28/30 quintali di resa per ettaro, neanche 850 g di uva per pianta, per concimare la terra si utilizza il letame. Nel 2010 la pioggia abbondante ha lavato anche lo ioidio, l’uva è stata raccolta per ultima.

Ribolla gialla 2011 -Bello il suo color ambra con riflessi dorati e il suo piglio deciso; al naso fiorellini di campo ed erbe aromatiche;  è asciutta, con una leggera astringenza. “- La Ribolla vuole terra magra, la ponka  (terra fatta di marna e arenaria insieme) e il caldo; le vigne esposte al sole della mattina sono le migliori”- ci dice Boleslav Mervič.

Sveti Mihael 2012 – Da  poco in commercio. Il nome è quello della vigna, a 350 metri s.l.m.  da cui provengono le uve di Pinot bianco e Sauvignon che  sono le protagoniste di questo vino. Al naso si susseguono profumi di fiori ed erbe aromatiche che ricordano le colline nella tarda primavera, cui seguono frutta bianca e spezie. Il vino rimane dodici mesi in botti usate, da 500 litri.  Quella del 2012 è stata una buona annata.

Sveti Mihael 2013 -Non è ancora pronto, anche se si rivela già  scattante, agile, dinamico.

Merlot 2011 – Nonostante un bel po’ di anni alle spalle ha un’acidità ben presente e contemporaneamente smussata, ben integrata con i tannini non invadenti. Al naso è vegetale, con sentori di muschio, corteccia d’albero, bosco e sottobosco. Rimane due anni in vecchie botti da 500 litri.

C’è una storia particolare che caratterizza l’etichetta delle circa diecimila bottiglie di vino prodotte da JNK e la racconta Kristina. “-L’immagine rappresenta  un fossile Mervicia exima gen , conchiglia unica al mondo, ritrovata nel 1967, nella palude Barje di Lubiana, dallo zio Joze che era lì per motivi di studio. Il nome della gemma, dal color perla, riporta il cognome della famiglia. L’etichetta è dedicata a zio Joze. Il vino è come un fossile, può durare tanti anni…“- Parola di Kristina Mervič.

Kmetija Mervič, Šempas 57/c – 5261 Šempas, Slovenija – jnk.si

Krimiso – Catarratto di Aldo Viola

La firma è di Giuditta Dina Lagonigro

Ci è voluto molto più di qualche minuto, come accade per vini con una spiccata personalità, per entrare con tutti i sensi nel Krimiso – Catarratto 2017 Terre Siciliane IGP di Aldo Viola. Non ho ancora avuto il piacere di conoscere personalmente il vignaiolo di Alcamo (Tp), che con nove ettari di superficie coltivata produce trentaduemila bottiglie per anno, di cui diecimila “in modo artigianale e naturale” ( fonte: viniveri.net).

Appena versato nel calice, il Krimiso, con il suo raggiante color dorato, ha sprigionato un intenso profumo di incenso, chiodi di garofano e subito dopo cannella. Questi sentori per quasi un’ora dalla stappatura hanno prevalso sugli agrumi che cercavano di farsi spazio…Anche in bocca si sono riproposte le stesse caratteristiche olfattive, con la stessa intensità. Dopo qualche ora le varie componenti che quasi scazzottavano tra loro, si sono acquietate. Sono emersi fiori di campo ed erbe aromatiche in un bouquet da Donzelletta che vien dalla campagna…Profumi di terra con intromissioni marine spinte dalla spiccata sapidità. In bocca, anche dopo un paio di giorni ( mi piace mettere a dimora vini che mi incuriosiscono o mi lasciano perplessa), seppur più delicatamente si sentono ancora le spezie, c’è un’attesa astringenza che non infastidisce anzi, pulisce il palato e, insieme a una moderata acidità invoglia a bere un altro sorso. Il nome è appropriato, parla della terra da cui arriva il vino se è vero, come ipotizzo, che possa ispirarsi al mitico fiume Crimiso di Sicilia(oggi fiume San Bartolomeo)… Chissà, appena possibile me lo farò raccontare.

Per l’abbinamento ho pensato a piatti a base di pesce e in particolare ad alcune ricette di Martino Ragusa, gastronomo, giornalista, scrittore, con le arance di Ribera. I suoi due ultimi libri “Cucina Siciliana di popolo e signori 1 e 2″ sono dedicati a gustose ricette tradizionali e innovative.

Io ho preparato un carpaccio di baccalà e arance ma naturalmente non c’è che l’imbarazzo della scelta.

www.aldoviolavini.it info@viniviola.it

KEBER Edi – Collio riserva 2009- Un vino da ricordare

La firma è di Giuditta Dina Lagonigro

Le ricorrenze sono sempre una buona occasione per preparare cibi gustosi accompagnati, quando possibile, da vini appropriati.

Una bottiglia memorabile che  ha certo contribuito ad aprire piacevolmente il nuovo anno, è stata una “magnum” di  Collio Riserva 2009 – Doc Collio di Edi Keber. Il vino, prodotto da uve di vecchie vigne di Ribolla gialla, Malvasia e Friulano (Tocai) è stato mantenuto sui suoi lieviti  naturali, poi imbottigliato senza essere filtrato. Come si può leggere sull’etichetta, prima di stappare bisogna seguire un  particolare accorgimento del vignaiolo/contadino Keber: agitare prima di servirlo

In dieci anni il vino ha raggiunto una  struttura potente e  delicata al contempo, che lascia davvero senza fiato. Cattura lo sguardo  l’intenso colore dorato, le nari si arricciano per meglio respirare i profumi di  fiori di campo, di erbe aromatiche,  spezie, miele, in un abbraccio di profumi che la Ribolla, la Malvasia e il Friulano (Tocai) hanno reso possibile nel corso del tempo. In bocca si ritrovano la leggiadria della giovinezza  e la certezza del presente. Il sorso regala sensazioni multiple di benessere.

Questo è un vino che mi ha emozionato (non sono facile ai turbamenti, né scrivo bugie…)  perché racconta e racchiude l’aria che si respira sul Collio: in autunno, tra i colori cangianti della vegetazione, in inverno, tra le vigne che riposano, in primavera quando la natura regala  la pace attraverso  le verdi e morbide colline e in estate, quando il sole abbacinante riscalda la pelle e l’anima.

KEBER Edi Collio Riserva 2009 è il vino del territorio.

A Capodanno è stato perfetto con un menu a base di pesce.

Questa tipologia di vino non è più in produzione, anche se spero che vi siano altre “magnum”  in qualche cantina, ristorante o enoteca.

Ci confortiamo comunque, per aver avuto il piacere di assaggiarlo anche più volte, nella consapevolezza che potremo gustare altre ottime annate di vini di Edi e di Kristian Keber che ci ha già sorpreso e sicuramente ci regalerà altre emozioni.

Azienda Keber Edi – Località Zegla, 3071 Cormons (Go).

Metti una sera a cena…

La firma è di Giuditta Dina Lagonigro

Ogni tanto gli astri si allineano in congiunzioni favorevoli che regalano piacevoli sorprese. Metti un informale invito a cena, metti insieme un’allegra compagnia, ottimo cibo e vini che, senza alcuna programmazione, ben si uniscono a quanto preparato. La conclusione? La scoperta di una ricetta tradizionale con una variante che stranamente ignoravi e che ben si abbina al vino che hai portato e in più ritrovare il gusto di una carne che non mangiavi da anni, valorizzata da vini che non conoscevi… Insomma una cena didattica!

Capunti con cime di rapa, alici salate, mollica e cipolla fritte.

Il piatto preparato dalla mia nuova conoscente è un classico della tradizione murgiana: capunti (cavatelli) con cime di rapa… Questa ricetta, tipica di una cittadina in provincia di Bari che si chiama Santeramo in Colle, prevede più passaggi e altri condimenti. Infatti, all’ aglio dorato in olio evo, alle alici salate, alle cime di rapa e al peperoncino, si aggiungono la mollica di pane di semola e la cipolla tagliate sottilmente e soffritte, sempre in olio extravergine di oliva.

Ecco in sintesi i vari passaggi. Sbollentare le cime di rapa e tenerle da parte; far dorare l’aglio nell’olio aggiungere alici salate e peperoncino; cuocere i cavatelli ( o altra pasta) e nel frattempo soffriggere la mollica fino a farla dorare e la cipolla che deve diventare croccante.

Far insaporire le cime di rapa nell’olio con aglio, alici e peperoncino, scolare la pasta, unirla alla verdura e mescolare. Impiattare mettendo sulla pasta e cime di rapa prima la mollica e poi la cipolla…

Un piatto dai mille sapori, un’esplosione di gusto che a ogni boccone rivela un ingrediente. Questa goduria delle papille è stata amplificata sorseggiando un altro protagonista della serata, un vino che arriva da Komen, sul Carso sloveno: un Sauvignon 2005 Čotar.

Potrete approfondire la conoscenza dei “Vina Čotar” su questo stesso sito. Da un territorio roccioso, dove la viticoltura è davvero eroica, nascono viti che resistono alla Bora, nemica – amica; viti che si nutrono dalla roccia e uve che respirano anche l’aria salmastra che arriva dal vicino mare. I vini macerano sulle bucce, la fermentazione parte con lieviti indigeni, nessuna aggiunta di zolfo, affinamento in botte per periodi variabili secondo che si tratti di vini bianchi o rossi. È una bottiglia storica per la mia esperienza, acquistata durante la prima visita in azienda, conservata appositamente per seguirne l’evoluzione e condividerla con amici che l’avrebbero apprezzata. Il passare del tempo non ha danneggiato il vino, anzi. In bocca è sorprendente, scevro da tutti gli orpelli ha conservato il sapore dell’uva, la sua croccantezza. Riempie il palato con potenza e resistenza. Un matrimonio felice quello con i capunti e le cime di rapa, coppia perfetta, simbiotica. Il piacere dei sensi che si preparano a un’altra emozione, almeno per i non vegetariani.

Costolette di pecora

Il padrone di casa ha voluto deliziarci con costolette di pecora alla brace, delicatissime e saporitissime, senza alcuna nota di “selvaticità”. Ad accompagnare la carne naturalmente un vino rosso, anzi due: Susumaniello 2018- Passamante 2018 Salice Salentino dell’azienda Masseria Li Veli- Cellino San Marco (Br).

Il Susumaniello, antico vitigno autoctono che da qualche anno sta trovando nuovi spazi, regala profumi di bosco e spezie, che si ritrovano in bocca insieme a un tannino vellutato. Il Passamante, da uve Negroamaro, ha una buona struttura, è vigoroso e persistente, accattivante per chi ama vini moderatamente morbidi. Anche questo è stato un abbinamento esemplare.

Salame all’aceto con cipolla, su crema di fave secche.

A cura di Giuditta Dina Lagonigro

Questo non è un blog di ricette ma ogni tanto mi piace condividerne qualcuna. Oggi ho preparato un piatto che lega due parti d’Italia in un’esplosione di sapori: il salame all’aceto, tipico del Friuli Venezia Giulia e la crema o purea di fave secche, tipicamente meridionale.

Ingredienti per 4 persone:

200 g di fave secche sgusciate

salame non molto stagionato

1 cipolla di medie dimensioni ( sceglietene una dolce)

olio extravergine d’oliva

sale grosso

Di solito i legumi prima della cottura si lasciano a bagno almeno una notte, io ho acquistato le fave in un negozio di Altamura -si trovano anche on line-.

Ho proceduto alla cottura senza tenerle a bagno.

Utilizzate un tegame proporzionato alla quantità delle fave che devono restare compatte, mettete mezza cipolla tagliata finemente insieme alle fave che ricoprirete con acqua, a filo. Portate a ebollizione a fuoco medio e seguite con attenzione la cottura; le fave giocano brutti scherzi, basta un attimo per trovarle completamente asciutte. A metà cottura aggiungete un filo d’olio e salate moderatamente. Girate spesso con un cucchiaio di legno, le fave saranno cotte quando si trasformeranno in una crema; passatele con un frullatore a immersione per farne una purea. Qualche minuto prima di servire il piatto tagliate finemente l’altra metà della cipolla, fatela appassire dolcemente in un po’ d’olio, aggiungendo un po’ d’acqua per evitare che si bruci. Quando si sarà ammorbidita aggiungete le fette di salame che non devono essere sottili, saranno sufficienti da due a quattro a testa (secondo le dimensioni del salame). Fatele rosolare velocemente da entrambi i lati, aggiungete due cucchiai di un buon aceto e lasciate cuocere per qualche minuto. Disponete la crema di fave calda, su un piatto, ponete sopra le fette di salame condendo con l’olio e la cipolla che si saranno insaporiti con il grasso sciolto, del salame.

ENOTECA DI CORMONS – UN BRINDISI LUNGO QUASI TRENT’ANNI

La firma è di Giuditta Dina Lagonigro

L’Enoteca di Cormons (Go), considerata il “centro del vino friulano”è nata nel 1990 con lo scopo di promuovere e valorizzare la produzione vinicola del territorio, con uno sguardo anche sui prodotti della gastronomia. Le varie anime riunitesi in cooperativa con un unico obiettivo, sono quelle dei più dei trenta vignaioli soci che, insieme alle varie amministrazioni comunali di Cormons, hanno creduto in un progetto, nel tempo rivelatosi valido: quello di accompagnare gli appassionati alla conoscenza dei vini delle Doc Collio e Isonzo. Uno degli appuntamenti annuali fissi, è la serata dedicata agli auguri per le festività natalizie e di fine anno. Un momento corale durante il quale, insieme ai vignaioli e ai collaboratori dell’enoteca, si ritrovano vecchi e nuovi amici.

La serata di fine 2019 è stata particolarmente emozionante. Nei mesi scorsi infatti, c’è stato un epocale cambio della guardia della presidenza e del consiglio direttivo. Dario Raccaro, presidente dell’enoteca per circa tre decenni ha lasciato spazio a un giovane vignaiolo: Michele Blazic. Anche il consiglio direttivo è composto per la maggioranza, da giovani vignaioli e naturalmente da un giovane rappresentante dell’amministrazione comunale.

La serata dedicata agli auguri è stata l’occasione per rinnovare i ringraziamenti al past president Raccaro da parte di Michele Blazic, con un percorso a ritroso, attraverso la visione di foto d’epoca. In regia Elena Orzan, conduttore in qualità di storico del territorio, nonché autore di testi e foto, il dott. Claudio Fabbro.

Lo scorrere del tempo attraverso vecchie fotografie, ha riportato alla mente, sin dal 1990, storie e volti di uomini e donne che si sono avvicendati nella collaborazione con l’Enoteca di Cormons. Un’intensa commozione ha pervaso l’aria nel ricordo di amici che hanno lasciato questo mondo. Ma si sa, panta rei, tutto scorre, l’importante è serbar la memoria… Al presidente Dario Raccaro è stata donata un’opera grafica con i volti -in caricatura-, di tutti i soci dell’Enoteca; una copia è stata affissa all’interno del locale.

L’augurio, oltre a quello di trascorrere serene feste, va all’Enoteca di Cormons e a tutta le sua squadra, di continuare a essere portavoce di una realtà che comprende non solo vino e gastronomia ma anche meravigliosi luoghi e gente ospitale.

enoteca-cormons.it

comune.cormons.go.it

FIVI 2019-IL MERCATO DEI RECORD

La firma è di Giuditta Dina Lagonigro

Si ha bisogno sempre di qualche giorno per riordinare le idee dopo un’intensa giornata trascorsa al Mercato della FIVI – quest’anno con la novità dei tre giorni- svoltosi a Piacenza il 23/24/25 novembre. Come da copione, per quanto ci si applichi nella elaborazione di un percorso più o meno tracciato, almeno sulla cartina, dopo la prima azienda comincia il vorticoso giro interrotto, piacevolmente, da saluti a vecchi amici anche da parte di altri amici, fermate non programmate ma dettate dalla curiosità o dalla intercettazione di produttori che erano sfuggiti allo schema iniziale… In un modo o nell’altro le ore scorrono velocemente, anche troppo. Per chi ancora non dovesse saperlo ricordiamo che FIVI è l’acronimo di Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, che a oggi conta più di 1300 soci ed è nata con lo scopo di rappresentare la figura del vignaiolo davanti alle istituzioni. Il Mercato della FIVI, diventato itinerante anche se in proporzioni diverse, si svolge ogni anno a Piacenza Expo dal 2011. L’edizione 2019 ha registrato la partecipazione di ben 626 vignaioli e di circa 22.500 visitatori.

Per espressa volontà degli organizzatori i banchi di assaggio sono in ordine sparso per evitare , metaforicamente parlando, confini regionali, consentendo in tal modo di approfondire la conoscenza tra vicini. Mi sono adeguata e per non sprecare tempo ho assaggiato vini bianchi e rossi in ordine sparso, dovendo ovviamente tralasciarne alcuni tra quelli presentati dalle varie aziende. Io ho cominciato dalla emme…

Mazzone Azienda Agricola – Ruvo di Puglia (Ba).

Dandy Igp rosato, Nero di Troia, vino apparentemente leggero che conquista con i suoi profumi delicati di piccoli frutti rossi. Il nome richiama l’idea di un vino elegante come solo “un giovanotto alla moda” può essere…

Trousse Igp Puglia bianco, Minutolo in purezza ( il Traminer del sud…) Grande aromaticità e persistenza ma senza essere invadente.Anche qui il nome, per la peculiarità del Minutolo, è stato associato a un indispensabile ed elegante accessorio da donna…

Surliè Igp Puglia Malvasia bianca- Vinificata in botti grandi, viene poi affinata sui lieviti pertanto al naso è complessa, in bocca è equilibrata, senza essere sopraffatta dal legno.

Filotorto Igt Murgia Nero di Troia. È uno dei vini di punta, prodotto solo nelle migliori annate. Robusto, elegante, varietale.

Lucy Spumante Metodo Classico da uve Bombino bianco. Ultimo in ordine di arrivo, conquista con le sue note fragranti, il vivace perlage e una spiccata acidità che lo rendono scattante.

Pietraventosa- Gioia del Colle (Ba).

Un crescendo di sensazioni organolettiche che fanno comprendere le varie sfumature del Primitivo.

Est Rosa IGT Murgia rosato – Vino da bevute spensierate, seppur abbia i suoi 13,5^; racchiude i sentori della Murgia con fiorellini di campo, infiorescenze di erbe aromatiche, piccoli frutti rossi. Tutto si risente amplificato in bocca e ciò invita ad altri sorsi. Il nome è stato scelto anche per giocare con le lettere e dare interpretazioni diverse, cimentatevi!

Volere Volare Igt Puglia Primitivo Non filtrato, è un vino di buona struttura non eccessivamente impegnativo, nel senso che la sua complessità si nasconde dietro una invitante freschezza.

Le Vigne di Luca AttanasioManduria (Ta)

Primitivo Igp Salento rosato – Tonalità cerasuolo, un vino di grande impatto che lascia il segno in tutti i sensi… Profumi di fiori di campo a cui seguono note di lampone, ribes e ciliegie croccanti.I suoi quasi 16^di alcol non si sentono, almeno ai primi sorsi…

Dodecapolis primitivo Salento Igp Il nome è in ricordo dell’antica Dodecapoli Messapica. Il vino ha i profumi varietali di un Primitivo che, scaldato dal sole ha reso l’uva ricca di profumi. Affinato in acciaio conserva la grande struttura di un vino potente e senza fronzoli.

Librante Primitivo di Manduria Dop L’affinamento in barrique per dodici mesi conferisce al vino un’elegante morbidezza, pur rimanendo ben in equilibrio con una buona freschezza, nonostante i 16,5^.

Dalla Puglia alla Valtellina, dal Primitivo al Nebbiolo è stata questione di qualche attimo…

AR.PE.PE Società Agricola – Sondrio

Rosso di Valtellina 2017– Chiavennasca è il nome proprio del Nebbiolo di Valtellina, in questo caso si tratta di vitigni posti a circa 400 m s.l.m. È un vino apparentemente semplice, in realtà è il prodotto di una viticoltura eroica e in cantina, di un affinamento delle uve in botte grande che gli conferisce una bella personalità.

Il Pettirosso- Valtellina Superiore Docg 2016 – È una bella storia quella del pettirosso che arriva in cantina a preannunciare quasi un presagio.Una botte aveva una perdita e bisognava sostituirla immediatamente… Il vino ha profumi di frutti di bosco e di spezie. In bocca il tannino, non aggressivo rivela il lungo periodo di affinamento in botte e poi in bottiglia.

Weinhof KOBLER Magrè sulla strada del vino BZ.

Oberfeld Grauer Burgunder 2018 Alto Adige Doc -Pinot grigio elegante con i suoi profumi fruttati e fine al palato. Una curiosità:l’etichetta rappresenta i sei vigneti dell’azienda, stilizzati.

Gewürztraminer Feld 2018 Alto Adige Doc Rosa, chiodi di garofano, spezie, con residuo zuccherino basso, un Gewürz non stucchevole.

Armin Kobler per i suoi vini ha scelto il tappo a vite.

Pierluigi Zampaglione Azienda Agricola – Calitri (Av)

Don Chisciotte Fiano-Campania 2018

Vino macerato che rimane a contatto con le bucce all’incirca dieci giorni, ( il tempo varia a seconda delle annate) in vasche di acciaio. È un Fiano fresco, vivace, giovane, con una personalità decisa, figlio di un territorio dal clima aspro che lo rende invincibile.

Moroder-Viticoltori nel Conero- Frazione Montacuto (An)

Vasta la gamma dei vini presentati, fermi, spumanti e dolci, due i miei assaggi.

Moroder Zero 2018 Rosso Conero Doc. Il vino, uno degli ultimi prodotti dell’azienda, senza solfiti aggiunti ha una buona bevibilità, lascia tracce di profumi di frutti di bosco e in bocca è fresco e godibile.

Moroder Dorico Conero Riserva D.O.C.G.Montepulciano in purezza è il vino di punta dell’azienda. Anche in questo caso si manifestano profumi dei luoghi in cui crescono le viti: viola, ciliegie che si ritrovano in bocca e che si allineano con un tannino elegante.

Bele Casel Asolo Prosecco Asolo D.O.C.G. – Caerano di San Marco (Tv)

Un’altra bella storia di vignaioli “svegli in un sogno realizzato”dopo molti sacrifici. Luca e Paola Ferraro ne sono i portavoce. Tra le varie tipologie di Prosecco il protagonista è:

Asolo Prosecco Colfondo Docg da uve Glera,Bianchetta trevigiana e Perera– Stessa base di partenza degli altri Prosecco “ma invece di fare la seconda rifermentazione in autoclave la fa in bottiglia, come un Metodo Classico”. Un ritorno al futuro del Prosecco della tradizione.

Azienda Agricola Sergio Arcuri Vini Artigianali Bio – Cirò Marina- KR

Aris Cirò DOC Rosso Classico Superiore 2016 da uve Gaglioppo, affinamento in tini d’ acciaio per diciotto mesi . Poche migliaia di bottiglie per un vino schietto e deciso, che ricorda, com’è naturale che sia, i profumi portati dal vento che soffia tra terra e mare…

Azienda Agricola Bajaj – Monteu Roero (Cn)

Prometheus – Vino bianco ottenuto da sole uve Arneis con vinificazione in anfora. Ultimo nato sulla scia degli orange wine – vini macerati. Promette bene con il suo bel colore giallo dorato; dopo quaranta giorni di macerazione in anfora, l’Arneis diventa più polposo, con sapidità e tannino che si prendono per mano senza spintonarsi…

Montenidoli – San Gimignano (Si)

Vernaccia 2011 – Vino austero con una evoluzione gradevolissima. Complimenti!

Josko Sirk, tra i massimi esponenti dell’ enogastronomia in Friuli Venezia Giulia, alla Fivi è in veste di rappresentante del gruppo Amici Acidi, cinque produttori di aceto che intendono riportare alla memoria dei consumatori, l’antico e vero sapore dell’aceto. Sirk Aceti, Acetaia San Giacomo, Mieli Thun,Pojer e Sandri e Baron Widmann sono i fautori di un progetto che restituisca la dovuta dignità all’aceto che viene prodotto rispettando tre regole: materia prima di qualità, tempo e temperatura. Imperdibile, tra gli altri utilizzi dell’aceto, è una lieve vaporizzazione sullo zucchero filato…

Non poteva mancare un saluto agli amici del Friuli Venezia Giulia per un brindisi.

Raccaro Società Agricola- Cormons (Go) Friulano 2018 Doc Collio- un vino potente per corpo e struttura.

Korsic Wines . Loc. Giasbana San Floriano del Collio (Go) Friulano 2018 Doc Collio con profumi di erbe aromatiche e il leggero amaro, varietale, della mandorla.

Due aziende vicine ma vini con caratteristiche diverse perché ogni zolla di terra ha il suo respiro…

La prima regola del degustatore è quella di assaggiare i vini con un palato neutro (bisognerebbe mangiare un po’ di tempo prima…) però è difficile non lasciarsi tentare dai profumi che arrivano dallo stand riservato alla gastronomia. Bombette pugliesi, salumi e formaggi locali, quest’anno anche il panino con il polpo, dolci, caffè, tutte materie prime di qualità, naturalmente.

Appuntamento al prossimo anno e ad maiora sempre.

Borgo Conventi inaugura il nuovo wine shop.

wine shop Tenuta Borgo Conventi

Si è svolta lo scorso sabato, 23 novembre la cerimonia inaugurale del nuovo Wine Shop di Borgo Conventi. La famiglia Moretti Polegato, che da qualche mese ha acquistato la Tenuta di Farra d’Isonzo, è legata al nome di Villa Sandi, prestigiosa azienda veneta, che si trova a Crocetta del Montello (TV), ai piedi delle colline trevigiane del Prosecco. Nell’occasione dell’apertura del nuovo punto vendita della Tenuta Borgo Conventi, Giancarlo Moretti Polegato, Presidente di Villa Sandi e la gentile consorte, signora Augusta, hanno accolto autorità civili, militari ed ecclesiastiche, vignaioli del territorio insieme ai numerosi collaboratori e amici. L’occasione è stata data dall’apertura del nuovo wine shop, in pratica un accogliente punto vendita nel quale, nuovi visitatori e storici clienti dell’azienda potranno degustare, scegliere e acquistare i vini di Borgo Conventi e di Villa Sandi.

Nel saluto di benvenuto Giancarlo Moretti Polegato ha dichiarato la sua soddisfazione nell’aver acquisito la Tenuta Borgo Conventi “storica realtà produttrice in un’area a grande vocazione e di prestigio, coronamento di un sogno per chi, come noi, è sempre guidato dalla ricerca della qualità e dell’eccellenza, rispettando le identità del territorio”…Anche la signora Augusta Pavan Moretti Polegato ha salutato i presenti e ringraziato il gruppo di lavoro dell’azienda, che garantisce la continuità lavorativa.

La Tenuta Borgo Conventi nasce su un territorio fertile e vocato alla viticoltura. Trenta gli ettari di vigneti che si estendono tra il Collio con la- ponka -roccia friabile-, una volta fondo del mare, la quale rilascia salinità e mineralità ai vini bianchi della Doc Collio e l’Isonzo, il fiume dal color smeraldo che durante le piene “nutre”i vigneti che sorgono nella zona, da cui nascono i vini della linea Fiori del Borgo, Doc Isonzo; a questi si affianca una linea di Cru. Circa trecentomila sono le bottiglie prodotte, naturalmente i vini bianchi, da uve autoctone e internazionali, costituiscono la parte più cospicua ma non mancano vini rossi, anch’essi molto apprezzati.

Per il brindisi augurale la famiglia Moretti Polegato ha scelto di offrire un calice di Friulano 2018 Doc Collio, per ribadire il rispetto del territorio e dei suoi abitanti.

Giuditta Dina Lagonigro

borgoconventi.it – villasandi.it