Farra Wine Festival 2019

Con discrezione e grande impegno organizzativo è giunto alla quinta edizione il Farra Wine Festival- Food & Wine Experience che si svolgerà il 24 agosto nella Corte dell’azienda Colmello di Grotta, in via Gorizia 133, a Farra d’Isonzo, dalle 19.00 alle 23,30. Milena Colucci, la mente organizzativa dell’evento, quest’anno riserverà ancor più sorprese in una manifestazione ricca di protagonisti, in persona e in materia del mondo dell’enogastronomia e dello spettacolo.




Saranno in degustazione vini di rinomate cantine di Farra d’Isonzo, del Collio, del Carso, del Brda (Collio Sloveno), della Vipavska (valle del Vipacco-Slo), e del Cof (Colli Orientali del Friuli), che saranno abbinati a pietanze preparate da ristoranti, wine bar e attività agro alimentari ben conosciuti nel territorio e non solo. Per concludere caffè e digestivo…

Per gli appassionati di vini macerati e per chi vorrà cominciare a conoscerli sarà predisposto l’angolo degli Orange Wine con aziende che a pieno titolo rappresentano quella tipologia di vini.

Ospiti due regioni italiane, Puglia e Sicilia, con i loro prodotti enogastronomici.

Scendiamo nei particolari:

Il benvenuto con Piè di Mont – Cuvée Spumante Metodo Classico.

Per il Contado di Farra d’Isonzo: Bressan Fulvio-Borgo Conventi-Colmello di Grotta-LaBellanotte-Jermann-Villa Parens-Tenuta Villanova

Per il Collio, Carso e Cof: Scolaris-Ferlat-Castelvecchio-Ca’Ronesca-Roncus-Bastianich.

Per l’angolo Orangewine: Radikon-Paraschos-La Castellada-Franco Terpin- Dario Princic.

Per l’angolo regionale: Cooperativa Elorina per la Sicilia (Noto) e Tenuta Viglione per la puglia (Santeramo in Colle).

Per gli assaggi di cibo e prodotti del territorio saranno presenti: La Ghironda-Ai Due Leoni-Agli Antenati-La Chef Mobile-Enoteca dell’Impero-Al Refolo Hosteria Creativa-Il Ciant dal Rusignol-Azienda Agricola Li.Re.Ste.-I Mieli di Romans-Il Forno Storico-Veliscek Società Agricola- Società Agricola 4 Principia Rerum-Mirco Snaidero Affettatrici-La Glacere-Osteria al Molino-Osteria Vite Selvatica-Agriturismo Drejce-Cantine Terre Petrussa-La Boatina-Ristorante 1883-Ristorante Buzinel-Osterija Zogica-Gredic Castelletto di Zegla-Castello di Kromberk- Che Lumaca-Istra Tartufi Italia- L’oca Golosa.

I prodotti siciliani in degustazione: Patè di pesce – Pomodori secchi-Caciocavallo ragusano semistagionato- Pasticceria alla mandorla.

I prodotti pugliesi: Pane di Altamura Dop e Olio extravergine d’oliva.

A conclusione il caffè Goriziana Caffè e il “nobile digestivo” offerto dall’ANAG -Assaggiatori grappe- delegazione di Gorizia.

L’intrattenimento sarà affidato al DJ Luca Persolija e a Pasquale Gentile, presentatore e animatore goriziano. Collegamenti anche con la trasmissione Videobook di TV Caffè 24.

Interverrà, arrivando da Altamura, in missione per conto della Murgia, il gruppo musicale de Uaragniaun, con canti e musiche della tradizione popolare pugliese, in particolare della Murgia barese.

Il costo del biglietto è di €40, in prevendita €35.

Per info: Milena cell. 347 0678042 e-mail milena.colucci@inwind.it

www.farrawinefestival.eu

www.uaragniaun.com

g.d.lagonigro

Degustazioni durante una cena poliphenolica…

É consuetudine affermata e confermata dagli anni, quella degli gli amici poliphenolici, di incontrarsi periodicamente a cena, trasformando l’appuntamento in un momento didattico… Alcune volte si decide di scegliere e degustare alla cieca vini dello stesso vitigno, di diverse annate, provenienti da differenti zone. Altre volte ciascuno porta il suo contributo in base al menù. In questa circostanza la cena era a base di pesce, adatta a una serata estiva:insalata fredda di orzotto con pomodorini gialli e rossi, tocchetti di formaggio primo sale, olive verdi e nere condite, zucchine e melanzane grigliate, crostini con patè di branzino, calamari, alici (chiamati sardoni in Friuli Venezia Giulia), filetti di gallinella e patatine fritte, accompagnati da verdure; pesche marinate, e dolci vari preparati homemade da alcuni poliphenolici. Non ci sono foto del cibo, credeteci sulla fiducia.

Il viaggio attraverso i vini ha toccato varie regioni d’Italia ma anche l’estero: Germania,Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna.

LEZER 2017 -Azienda Foradori IGT Teroldego, 12,5° – Mezzolombardo (Tn)- Triple A (agricoltori,artigiani,artisti). Vino rosato che nasce dall’assemblaggio di diverse prove di vinificazione in differenti contenitori (cemento, anfora, acciaio);prima della commercializzazione viene affinato in cemento per quattro mesi. È un vino “leggero” come dice il nome ma nel contempo fine, consigliato in abbinamento con antipasti o comunque con piatti non impegnativi.

PFALZ 2017 Riesling 12° Deutscher Qualitätswein-Muschelkalk- Tomas Hensel. Il Riesling si afferma con la sua freschezza, con un’acidità spiccata, di sicuro darà il meglio di se nel tempo.

Korsic Friulano 2018 13,5° Doc Collio -Azienda Rodolfo Korsic – San Floriano del Collio(Go); vino potente, elegantemente rappresentativo del Tocai della tradizione.

Korsic Malvasia 2018 14°Doc Collio-Azienda Rodolfo Korsic-San Floriano del Collio (Go); la Malvasia-ultimo prodotto dell’Azienda Korsic- e il pesce sono in perfetta sintonia.

Surliè 2018 Azienda Mariotti, vino frizzante ottenuto da uve Fortana dell’Emilia, Ferrara, Parco del Delta del Po, con il tradizionale metodo di rifermentazione in bottiglia. È un vino che incuriosisce per le sue caratteristiche, nasce infatti da vigneti a piede franco della fascia dunosa del Bosco Eliceo, su terreno sabbioso e piante centenarie che “risentono della vicinanza del mare e delle sue brezze”.

Ramandolo Il Longhino dell’Azienda Dario Coos – Loc. Ramandolo Nimis (Ud), da uve Verduzzo giallo- è un vino giovane, fresco, non stucchevole ottenuto dalla primizia di Ramandolo.

Giuditta Dina Lagonigro

Schioppettino di Prepotto Unico per natura-dieci anni di storia.

Si scrive Prepotto del Friuli ( Prapòt in friulano, Pràpot in friulano medievale), si legge Schioppettino di Prepotto, vino simbolo della cittadina immersa nella Valle dello Judrio, circondata  da una rigogliosa e florida natura, da lussureggianti boschi e  da ordinati vigneti che rientrano nella Doc Friuli Colli Orientali, sottozona  Schioppettino di Prepotto dal 3 giugno 2008. A tutela e valorizzazione di uno dei principali prodotti locali nel 2002 si è costituita l’Associazione Schioppettino di Prepotto, rappresentata da aziende  che lavorano  incessantemente per presentare lo Schioppettino alias Ribolla Nera o Pokalça,  in Italia e naturalmente oltre confine.  A rilanciare l’obiettivo  è stata la terza edizione dell’evento “Appuntamento a Prepotto- Incontro con lo Schioppettino di Prepotto,  Tradizione e Cultura”, organizzato  l’1 e il 2 giugno scorso, con il patrocinio del Comune di Prepotto e della Pro Loco, oltre a enti istituzionali  regionali.

Due intense giornate di grande respiro in senso lato giacché il Castello di Albana che ospita la manifestazione, offre l’opportunità di godere un meraviglioso panorama e di trovare sollievo in un ambiente incontaminato. Ricco il programma che comprendeva appuntamenti di diversa natura aperti ad adulti e bambini. Convegni, degustazioni di vini e prelibatezze degli artigiani del gusto, escursioni tra vigneti e boschi ma anche nel tempo anche attraverso racconti storici, hanno sicuramente arricchito quanti vi hanno partecipato. 

Tra queste attività, grande successo ha riscosso la degustazione organizzata dall’Associazione Produttori dello Schioppettino di Prepotto, attraverso un viaggio lungo otto anni con venticinque vini Schioppettino di Prepotto, delle annate 2016-2015-2013-2012-2011-2010-2009-2008, presentati dalle aziende vinicole associate. L’Associazione nata nel 2002, oltre alle iniziative volte  alla promozione del vino ha avviato studi e analisi sul vitigno e sulle sue peculiarità ampelografiche, creando tra l’altro, un vigneto catalogo. Importante la collaborazione con il Dott. Macrì dell’Enologica Friulana per il progetto di selezione del lievito autoctono dello Schioppettino, per cercare di caratterizzare ancor di più la produzione enologica.

Anna Muzzolini, Presidente dell’Associazione Produttori dello Schioppettino, salutando anche Leonello Gabrici, il proprietario del Castello di Albana che apre il maniero all’evento, ha riproposto la necessità di organizzarsi sul territorio perché si possa apprezzare la bellezza paesaggistica oltre ai prodotti  enogastronomici.

Il Sindaco, avv. Mariaclara Forti ha manifestato la ferma intenzione dell’amministrazione comunale di creare una rete tra tutti i protagonisti del territorio, per creare maggiore interesse  verso quei luoghi che meritano sicuramente più alti riconoscimenti.

La presentazione delle otto annate di Schioppettino di Prepotto è  stata guidata da Liliana Savioli, sommelier, relatrice, giornalista, con la partecipazione di Paolo Ianna, wine consultant, docente di Master vino Slow Food, grande esperto del mondo enologico e naturalmente anche  dello Schioppettino di Prepotto, al quale è stata data subito la parola. Importante è la ricerca che continua sul vitigno Schioppettino, ha affermato Ianna. Le ricerche si stanno rivolgendo allo studio del rotundone, la molecola  “responsabile “ del profumo di una spezia, nella fattispecie del pepe, presente anche in altri vitigni quali Nespolina, Syrah, Terrano, Pinot nero. Quel terpene entra a far parte del patrimonio olfattivo e quindi può essere riconosciuto nel tempo.  Grandi studiosi e ricercatori si stanno  occupando del rotundone, cercando di comprenderne l’origine, se c’è un suolo su cui vive meglio e se vi siano condizioni che ne favoriscano l’espressione. Gli Australiani stanno studiano la molecola nel Syrah ma non vi è ancora una sintesi. Il prof. Macrì con le sue ricerche ha raggiunto buoni risultati. Probabilmente nei prossimi mesi sarà pubblicato un resoconto accessibile a quanti ne fossero interessati. I produttori dell’Associazione Schioppettino di Prepotto, ha continuato Ianna, sono da lodare poiché in una terra di grandi vini bianchi hanno puntato su un vitigno a bacca nera, hanno elaborato un ottimo disciplinare oltre a continuare nella ricerca. Tasselli questi, che aiutano lo Schioppettino a trovare una propria identità. 

Liliana Savioli, ringraziando il Comune di Prepotto, l’Associazione Produttori dello Schioppettino e gli intervenuti ha proseguito con un’accurata esposizione del territorio e degli stessi vini. 

Prepotto, Prapotno in sloveno-la Slovenia è terra confinante- significa felce, comprende trentacinque frazioni con 740 abitanti. Risale al 1282 la traccia di viti nella zona di Albana.  La terra è fatta di ponca, “un impasto di arenaria e marna, ricco di microelementi stratificatisi nel corso dei secoli”. La ponca, secondo la zona può cambiare colore, ci sono anche marne  rosse perchè  ferrose. 

A 60/70 cm di profondità, sotto la ponca c’è la ghiaia. Un’altra variabile è l’acidità che caratterizza il terreno. Su duecento ettari solo trenta sono destinati alla coltivazione dello Schioppettino di Prepotto…

Citando uno stimolate contributo che il Dott. Claudo Fabbro e il Prof. Carlo Petrussi porsero in un’altra circostanza, ricordiamo le lunghe battaglie sostenute per salvare dall’oblio l’antico vitigno autoctono dello Schioppettino. Sicuramente presente da secoli nel territorio di Prepotto, si parla specificatamente  di uva delicata originaria di Prepotto negli Atti e memorie della società agricola di Gorizia del 1877.  Nella  metà degli anni settanta lo Schioppettino fu maltrattato dalla burocrazia locale, nazionale e comunitaria, fino a essere considerato fuorilegge. Solo grazie a vignaioli ribelli, supportati da eventi mediatici importanti e da stimate personalità del mondo dell’enologia, lo Schioppettino è stato riabilitato e riammesso in vigna. Non sono mancati testi di grande spessore dedicati al vitigno, nostro protagonista.  Ricordiamo Walter Filiputti, Attilio Scienza, Antonio Calò e Carlo Petrussi, secondo cui il primo vigneto di Schioppettino risale al 1981. A questo ne seguirono altri. Dodici sono i biotipi individuati: sei a Prepotto, cinque a Cividale, uno a Ruals, figli di una vigna ormai estirpata. Oggi si contano cinque cloni di Schioppettino (il clone è materiale che viene fuori da un unico ceppo, virus esente). Il vigneto- catalogo di Prepotto, continua Petrussi, nasce per mettere insieme biotipi ma anche per unire il territorio. Il vitigno deve esprimere la collegialità del territorio.

L’amore per la propria terra, la passione, la determinazione con cui i vignaioli lavorano vengono inevitabilmente trasportati nei vini e la degustazione didattica che è seguita lo  ha testimoniato. Ecco i vini presentati.

Annata 2016: Grillo Iole-Vigna Lenuzza- Marinig Valerio-Pizzulin-Ronco dei Pini-Stanig-Vigna Petrussa- Vie d’Alt- Colli di Poianis.

Annata 2015 : Antico Broilo-La Buse dal Lof-RoncSoreli-Vigna Traverso.

Annata 2013: Colli di Poianis-Vie d’Alt.

Annata 2012: Ronco dei Pini.

Annata 2011: Vigna Petrussa-Marinig Valerio-Stang.

Annata 2010: Antico Broilo (Riserva)-Pizzulin-Vigna Lenuzza.

Annata 2009: Grillo Iole-Vigna Traverso.

Annata 2008: Ronc Soreli (Riserva)

È stato entusiasmante viaggiare nel tempo attraverso vini con caratteristiche diverse ma con una sorta di marchio, d’impronta che, come si dice sempre, ma in questo caso è vero parla di territorio. In un susseguirsi di sentori di spezie, di violette, di frutti rossi, di vaniglia, sono stati percorsi i trenta ettari di vigneti dedicati allo Schioppettino di Prepotto. Naturalmente ciascun vino era frutto dell’annata e figlio del produttore. Ogni azienda è stata raccontata dai rappresentanti in sala. Tutti d’accordo con Michele Pavan (La Buse dal Lof-La tana del lupo) il quale ha ricordato il lavoro di nonni e padri che, con tutte le difficoltà presenti in un territorio di confine con l’allora Jugoslavia, hanno dovuto gestire le terre senza molta preparazione, lasciando però le basi alle nuove generazioni.  Grande è lo sforzo per produrre un buon vino, un buon Schioppettino di Prepotto, perciò è necessario che si badi alla qualità e non alla quantità.

Questo è anche il nostro auspicio.

Giuditta Dina Lagonigro

schioppettinodiprepotto.it

ROBERTO PICÊCH PRESENTA IL SUO “ATTO UNICO”

…Il cognome Picech, ci racconta Roberto, è di origine boema. -“Dagli archivi anagrafici parrocchiali risulta che i miei avi erano a Cormons (Go) già dal 1570, nel 1920  nonno Giuseppe si trasferisce in località Pradis (nel cuore del Collio) e negli anni 60 mio padre Egidio e mia madre Jelka acquisiscono le terre su cui già lavoravano”-. Nel 1989 Roberto diventa il condottiero dell’azienda e da allora  lavorando con grandi sacrifici, determinazione e passione è riuscito a raggiungere almeno in parte, i suoi obiettivi. Roberto ha conservato la caparbietà di suo padre “Il Ribel”,   ricordato dai conterranei per il grande senso di giustizia e onestà intellettuale… La storia di Roberto Picêch e della sua splendida famiglia, di cui potrete leggere su un altro articolo in questo sito, continua tra successi e qualche momento in cui la sorte, meglio la natura, gioca brutti scherzi. È accaduto in annate precedenti ma quella del 2018 è stata una vendemmia da ricordare o forse dimenticare poiché, dopo le ottime premesse e promesse per un ottimo raccolto, nel mese di luglio un’ondata di maltempo con una violenta grandinata hanno azzerato mesi di lavoro. I Picêch, colpiti in modo grave, non si sono persi d’animo. Hanno recuperato i superstiti, più sani grappoli e selezionato le migliori uve di Friulano, Malvasia e Ribolla Gialla che assemblati hanno dato vita a un vino chiamato come meglio non si poteva: Atto Unico. Unico nell’auspicio che quello del 2018 resti un unico episodio di tale gravità,Unico perché il vino nasce dallo sforzo di un vignaiolo, della sua famiglia e dei suoi amici, per non lasciarsi abbattere in momenti così difficili. Atto Unico, seppur non ancora imbottigliato ha rivelato potenza e grinta, esprimendo la passione con cui è stato creato. Sarà una produzione certamente inferiore rispetto a quella di altra annate ma di sicuro Atto Unico, anche attraverso la semplice, quanto esplicativa etichetta firmata da Maurizio Armellin, sarà il vino simbolo della tenacia e della risolutezza di Roberto Picêch, vignaiolo di Pradis, Il Ribel.

Giuditta Dina Lagonigro

picech.com


Fivi – Il Mercato dei vini in trasferta a Cormons

Due giorni dedicati alla Fivi quelli di venerdì 12 e sabato 13 aprile, con due eventi ospitati a Cormons (Go); l’uno si è svolto nell’Enoteca, l’altro in Piazza XXIV Maggio.

Articolo di Giuditta Dina Lagonigro

Venerdì 12 aprile- Enoteca di Cormons

Interessante quanto insolito l’incontro- degustazione con Walter Massa, uno dei due vicepresidenti della Fivi (Federazione Vignaioli Indipendenti) vignaiolo piemontese, meglio, dei Colli Tortonesi, al confine con Liguria, Lombardia ed Emilia Romagna, che qualche decennio fa, coinvolgendo altri giovani produttori, decise di recuperare un vitigno difficile ma in grado di dare molte soddisfazioni: il Timorasso. Lo incontrai a Gorizia nel 2003 e mi rimase ben impresso per il suo travolgente entusiasmo e per la passione con cui parlava del suo Timorasso. Caparbietà e determinazione sono state fondamentali per raggiungere il suo obiettivo, anche se tutto è sempre in divenire.

Tappature diverse…

Tappature alla cieca per otto vini di tre diverse annate, questo il tema dell’incontro nella sala degustazioni dell’enoteca di Cormons : Derthona 2016-2013 (Timorasso 100%), Monleale 2007 (Barbera) a confronto. La serata, introdotta da Kristian Keber, uno dei tre referenti Fivi per il Friuli Venezia Giulia insieme a Lorenzo Mocchiutti, ha registrato la presenza di numerosi vignaioli oltre a curiosi enoappassionati.

Il ” gioco” consisteva nel presentare i vini con le bottiglie rigorosamente coperte e con tappi diversi, in una sequenza casuale, escluso naturalmente i rossi serviti alla fine della batteria.

“Nel 2000 son passato da essere viticoltore a vignaiolo. Il viticoltore è colui che coltiva la vigna e porta l’uva al miglior offerente. Il vignaiolo è colui che coltiva la vigna e già vede il frutto della sua terra, della sua interazione con l’ambiente, studia l’etichetta, il modella della bottiglia e il tappo.No il tappo no…” Un incipit di Walter Massa che è già un programma.

Il tappo Diam – tappo sottoposto a processo di disaromatizzazione e privato dalle molecole responsabili dell’odore e sapore di tappo (tca cioè tricloroanisolo), il tappo Nomarcor- composto da un nucleo centrale di schiuma e da uno strato esterno i quali consentono un equilibrato scambio di ossigeno- il tappo di sughero – ricavato dalla quercia del sughero, presente in maggior quantità nella Penisola Iberica e in Italia in Sardegna e Sicilia è impermeabile, isolante e malleabile- il tappo Stelvin più conosciuto come tappo a vite, costituito da una guaina di metallo a protezione delle qualità organolettiche del vino-, si sono dati battaglia.

Walter Massa -Kristian Keber

Naturalmente il dibattito, tra domande e richieste di chiarimenti, ha sollevato più di una perplessità anche tra i vignaioli presenti.Walter Massa e Jermann un bel po’ di anni fa, hanno gettato il sassolino nello stagno, meglio, nel mare magnum del vino. Il tempo sarà l’unico e inconfutabile giudice…

Sabato 13 aprile – Piazza XXIV Maggio – Cormons

Su queste pagine abbiamo più volte raccontato della FIVI (Federazione italiana vignaioli indipendenti) https://www.poliphenolica.com/fivi-mercato-dei-vini-2018-le-conclusioni-dellassociazione/ .

L’appuntamento principale è quello che da qualche anno si svolge a Piacenza nel mese di novembre ma altrettanto interessanti sono le trasferte in altre città ( in Friuli Venezia Giulia questa è stata la chiusura del cerchio dopo Trieste, Pordenone e Udine) durante le quali sono coinvolte aziende vitivinicole e agro-alimentari non solo della zona.

Mercato FIVI Cormons – Dietro le quinte…

Dal Friuli Venezia Giulia i vini in degustazione delle aziende Aquila del Torre, Berra, Bessich, Blazic, Bolzicco, Borgo delle Oche, Cecchini Marco, Centa Sant’Anna, Ferlat, Flaibani, Keber Edi, Kociančič Rado, Il Carpino, La Dai Rocs, Le Favole, Lis Faedis, Piedimont, Raccaro, Murva, Rive Col de Fer, Ronco Blanchis, San Luris, Stroppolatini, Tarlao Vignis in Aquileia, Tenuta Stella, Terre del Faet, Vignai da Duline, Villa Job,Vosca.

Mitja Sirk era presente con un altro prodotto locale di qualità:l’Acero Sirk.

Dalla vicina Slovenia Blazic Vina, Edi Simčič, Marjan Simčič, Movia, Vinska Klet Ferdinand, Stojan Ščurek, Zanut.

Da altre regioni italiane: Azienda Le Fraghe – Cavion Veronese (Vr), di Matilde Poggi, Presidente Nazionale FIVI, Marco e Vittorio Adriano di Alba Walter Massa dai Colli Tortonesi, Armin Kobler proveniente da Magrè (Bz).

Gustosi gli assaggi gastronomici con il pane prodotto con farine autoctone dal Panificio Iordan di Capriva del Friuli, le primizie di Gigi Verdura, i formaggi delle aziende Zore di Taipana e della Fattoria Gortani di Merito di Capitolo. Non poteva mancare la parte naturalmente dolce a cui hanno provveduto Le aziende Bosc di Sot ed Eno-Bebe Api in vigna con mieli di vari nettari…

Alle degustazioni si sono affiancate attività collaterali dedicate a passeggiate in vigna o al rilassamento del corpo e dello spirito attraverso una seduta di yoga con sorpresa finale. Metti un vigneto a cui si accede dal centro di Cormons, una splendida giornata di primavera, il profumo dei primi dei fiori di campo, la coreografia delle viti padrone di casa e una guida dell’esperienza di Alessandra Neri… Quaranta minuti di simbiosi con la Natura, momenti di concentrazione e rilassamento per abbandonare gli orpelli che affliggono le nostre giornate, ritrovandosi con gli occhi rivolti al cielo, con il respiro che rallenta a nello stesso tempo si rafforza con l’energia della Terra… Svuotarsi di ciò che rende pesanti le nostre ore e avvolgersi di leggerezza e di consapevolezza di sé. A completamento di questo momento extraordinario non poteva che esserci un assaggio di vini che stanno preparandosi per offrirsi al meglio.

Sono i vino di NiKolas Juretic, giovane ma con una notevole formazione e “gavetta” che lo porteranno a raggiungere grandi risultati. Nikolas ha regalato un’anteprima dei suoi tre vini ancora da imbottigliare: Friulano in purezza 2018, il vino che segna il territorio, il Collio Bianco 2018 con Malvasia , Ribolla e Friulano, vino della tradizione e il Pinot grigio 2018, dal colore ramato, con intensi profumi che si ritrovano in bocca rendendolo piacevolissimo.

Una produzione limitata al momento ma in futuro di sicuro sentiremo parlare bene di Nikolas Juretic e dei suoi vini.

Ancora una volta l’incontro con i produttori della Fivi, seppur in numero limitato, ha regalato ore liete a chi ha partecipato al Mercato svoltosi questa volta a Cormons. Credere in un mondo migliore si può.G

CAVATELLI CON PESTO DI CAVOLO NERO, PECORINO E NOCI

Il cavolo nero, tipico della Toscana, ormai è coltivato in molte altre regioni d’Italia. Io lo acquisto da Terra di Ciona – agricoltura biologica a Fiumicello (Ud). La ricetta tradizionale prevede i pici ma in cucina è bello giocare con gli ingredienti quindi, al posto dei pici ho scelto i cavatelli, per unire idealmente tutta l’Italia. Il formato dei cavatelli, in questo caso è maxi, sono cioè cavati con quattro dita, per meglio raccogliere il condimento.

Ingredienti per 4 persone:

1kg circa di cavolo nero – 1 spicchio d’aglio- 100 g di pecorino di media stagionatura- 3 noci – ( o mandorle col guscio) – 4 cucchiai di olio evo-sale- peperoncino a piacere-sale.

Per i cavatelli:

400g di semola rimacinata- acqua tiepida


Con la semola formate la fontana sulla spianatoia e cominciate a impastare versando lentamente acqua tiepida. Impastate fino a formare un panetto liscio abbastanza duro, liscio e compatto. Lasciatelo riposare avvolgendolo nella pellicola oppure mettendolo sotto una coppa di plastica. Dividete il panetto in piccoli pezzi. Con i palmi delle mani formate dei cilindri lunghi, tipo spaghettoni che taglierete a una lunghezza di circa quattro centimetri. Spolverate sempre con un po’ di semola per evitare che la pasta si attacchi. Cominciate a “cavare” i cilindri con i polpastrelli che daranno loro la forma.

Intanto pulite il cavolo nero eliminando la costa centrale (per fare più in fretta potete “sfilare” le foglie con le dita. Lavatele bene sbollentatele per pochi minuti e scolatele bene. In una padella antiaderente mettete l’olio e l’ aglio che fare imbiondire leggermente e che poi toglierete.

Aggiungete il cavolo insieme a un po’ di peperoncino, salate e fate insaporire per pochi minuti. Cuocete la pasta in abbondante acqua salata e nel frattempo in un minipimer mettete il cavolo, il pecorino, le noci e frullate. Io preferisco il composto abbastanza grossolano, se troppo asciutto aggiungete un po’ di acqua di cottura della pasta. I cavatelli cuoceranno in pochi minuti, scolateli e uniteli al pesto mescolando bene. Se volete aggiungete altro pecorino dopo aver impiattato.

Giuditta Dina Lagonigro 

OLIO CAPITALE – Trieste 13°SALONE DEGLI OLI EXTRAVERGINI TIPICI E DI QUALITÀ.

Articolo di Giuditta Dina Lagonigro


È stata inaugurata venerdì, 15 marzo, la tredicesima edizione di Olio Capitale nella Stazione Marittima di Trieste, aperto al pubblico fino al giorno 18. L’evento riservato ai migliori oli extra vergine anche in questa edizione prevede una gara riservata a tre categorie: fruttato leggero, fruttato medio e fruttato intenso.

In gara ci sono più di 300 extravergini che arrivano da vari Paesi del Mediterraneo. Tre le giurie che hanno l’arduo compito di valutare i prodotti: quella degli assaggiatori professionisti, quella dei cuochi e ristoratori e quella dei consumatori finali. Tra i vari riconoscimenti è stato previsto un premio speciale -menzione d’onore Ex Albis Ulivis- assegnato all’azienda Intini di Alberobello (Ba) che si è aggiudicato anche il primo premio il “Fruttato medio” con l’olio extravergine Affiorato Blend;

la stessa azienda, tra gli altri riconoscimenti, nel 2018 ha ricevuto il premio “Il Magnifico 2018″per il miglior olio extravergine d’oliva in Europa.

Il primo premio per la categoria “Fruttato Intenso”è stato attribuito all’azienda Molino Virgen De Fatima (Spagna) per l’olio “Oleum Hiaspania”.

Per la categoria “Fruttato Leggero” ha vinto l‘Olio Mimì – Coratina, dell’azienda agricola Donato Conserva di Modugno (Ba) che ha ricevuto anche la menzione Young, riservata alle imprese costituite e attive negli ultimi cinque anni.Tra gli appuntamenti dedicati alle degustazioni guidate ce n’è stato uno particolarmente dolce nella quale due erano gli attori: l’olio extravergine Parovel e il cioccolato Peratoner con il maestro cioccolatiere Giuseppe Faggiotto che ha “per gioco”presentato una crema di nocciola e il cioccolatino Olio Capitale.

Elena Parovel, portavoce di un’azienda che, oltre alla qualità dei prodotti si distingue per le molteplici iniziative ha presentato un nuovo prodotto presente nella composizione della crema di nocciola: l’olio Unico da cultivar 50% bianchera insieme a altre quattro leccino, pendolino, marino e leccio di corno. L’etichetta di Unico è stata realizzata dall’artista triestino Maurizio Stagni.

Per il cioccolatino “tartufino” invece è stato utilizzato l’olio extravergine Ul ‘Ka, 100% bianchera, Tergeste Dop, per il quale la “Parovel vigneti e uliveti” ha ricevuto le prestigiose Tre Foglie assegnate da il Gambero Rosso. Altro importante appuntamento quello di lunedì, ultimo giorno di Olio capitale, durante il quale , ospiti d’eccezione del mondo della cucina d’autore hanno sottoscritto il primo Manifesto dell’Olio Extravergine d’Oliva. Lo chef Emanuele Scarello, in collaborazione con l’associazione JRE (Jeunes Restaurateurs d’Europe), insieme a Teo Fernetich (presidente Jre della Croazia), Uroš Facuč (presidente Jre della Slovenia), Alberto Tonizzo (rappresentante Jre del Fvg) e allo chef Paolo Zoppolatti, sosterrà una campagna di sensibilizzazione a favore dell’olio extravergine d’oliva. Attraverso un confronto tra produttori si concorderanno le linee guida di un progetto che si propone di far comprendere a tutti l’importanza, nella nostra alimentazione di un buon olio evo che è “un ingrediente fondamentale per la ristorazione di qualità e non un semplice condimento”.

Per quanto numerose siano state le presenze di aziende provenienti da Italia, Slovenia, Croazia, Grecia, Marocco, Spagna e Portogallo si sono registrate alcune defezioni dovute a una infausta annata olivicola 2018, specialmente nel sud Italia.

Ciò nonostante vasta è stata l’offerta. All’Oil Bar, luogo di “iniziazione”era possibile imparare a riconoscere pregi e difetti dell’olio, con la guida degli esperti dell’Unione Mediterranea Assaggiatori Oli (UMAO), allo stand dell’Ersa Fvg le cultiva regionali sono state sapientemente presentate dall ‘assaggiatrice Rita Costanzo; centinaia erano le etichette di oli Dop, Igp, biologici, italiani, stranieri, fruttati intensi, medi o leggeri insieme a ottimi prodotti della gastronomia dei luoghi di preferenza.

L’albero dell’ulivo durante i suoi seimila anni di storia si è ammantato di leggende, divenendo simbolo di importanti momenti della vita degli uomini. Il suo ramoscello è simbolo di pace ma forse non ci crediamo più giacché non l’unica pace che sta a cuore a molti è quella fiscale…Nella Bibbia l’ulivo viene citato più volte, in Grecia era sacro alla dea Athena. Il prezioso olio che si ottiene dalle migliaia di drupe, uguali ma diverse nelle varie cultivar, oltre all’alimentazione è stato utile ai guerrieri per cospargere e massaggiare i muscoli. Oggi lo ritroviamo in moltissimi prodotti cosmetici. Pare che sia arrivato a noi attraverso frati Benedettini e Cistercensi che raccomandavano di piantare ulivi. Ma, nonostante il glorioso passato, l’ulivo rimane il Calimero dell’agricoltura, seppur non sia nero. Anzi, il nero può essere associato al terribile batterio della Xylella fastidiosa, un batterio che è stato preso sottogamba oppure volutamente poco considerato. Il cambiamento climatico è una concausa dello shock meteorologico che contribuisce a indebolire gli alberi d’ulivo, nel sud Italia, in Grecia e domani chissà… L’ulivo è come Calimero perché non c’è ancora una reale mobilitazione della politica e soprattutto dei consumatori. Manca purtroppo, una corretta informazione che faccia comprendere l’importanza di un buon olio extravergine d’oliva nella dieta quotidiana e che promuova una scelta oculata dei prodotti. Sono ammirevoli gli agricoltori, ormai e per fortuna sempre più giovani, che con passione illustrano il frutto del loro lavoro e che non devono essere lasciati soli. Certo ci sono anche gli imbonitori ma, per l’appunto, un consumatore preparato più fare il distinguo. Non c’è più tempo. Urge una collettiva e ferma presa di posizione in difesa della Terra che poi è un gesto di autodifesa giacchè noi giriamo insieme al pianeta. A tutti voi, seppur virtualmente, offro un ramoscello d’ulivo.

oliocapitale.it

Le foto di Olio Mimì e del Molino Virgen de Fatima sono prese dai rispettivi siti web.

Vitovska – Il vino della della Pietra

 

 

 

 

 

 

Si respira sempre aria buona a Villa Severi centro di aggregazione sociale che, con il parco naturale di otto ettari di superficie, rappresenta una delle principali aree verdi attrezzate di Arezzo. Le attività si svolgono anche all’interno, dove ampie sale ospitano eventi, come quello organizzato tra i tanti, dalla Delegazione Ais (Associazione Italiana Sommelier) di Arezzo, lo scorso undici ottobre.

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