Come ci “guidano” le Guide?

Si discute da qualche tempo sul considerevole  numero di guide ai vini che affollano librerie ed edicole, fra poco inizierà la sfilata… Strumenti utili, di avviamento  per neofiti e di consultazione per  enoapassionati le guide non riescono però a raccontare tutta la produzione dei vini di qualità perché non tutti i produttori sottopongono i loro prodotti al “giudizio” dei degustatori chiamati a svolgere il delicato compito di dare un voto sotto forma di grappolo, bicchiere, stelle e vai con la fantasia…Mi sono sempre chiesta, pur facendo parte io stessa di una commissione di degustatori/assaggiatori, quale sia il reale pensiero dei vignaioli che si sentono giudicati da persone della cui competenza a volte, devono fidarsi sulla parola, salvo poi a ricredersi nel caso in cui si ritrovino davanti a feroci  bocciature che, sono certa, digeriscono mal volentieri perché dietro una bottiglia di vino c’è sempre un gran lavoro. Ma tutto fa parte del gioco e bisogna accettare ogni parere se si decide di entrare nel circuito, riservandosi di approfondire la discussione durante le numerose e affollate  manifestazioni enologiche e le degustazioni che caratterizzano ormai le serate di molti enonavigatori…

Per capire un po’ meglio come si svolgono le degustazioni per una guida, abbiamo rivolto qualche domanda a Cristina Burcheri, coordinatrice della guida Vini Buoni d’Italia, per il Friuli Venezia Giulia.

 

 

 

 

 

 

 

 

G:L.Quando nasce la guida Vini Buoni d’Italia e quali sono i vini “consigliati”?

C.B. Nasce una decina d’anni fa per consigliare vini autoctoni.

G.L. Chi è il curatore?

C.B. Mario Busso che ne è anche il fondatore. Da quando poi la guida è entrata nel circuito di Touring gli si è affiancato Luigi Cremona, ingegnere romano, giornalista e scrittore con la passione dei viaggi e della gastronomia. Il FVG lo divido con Paolo Ianna che degusta le doc Grave,Latisana, Annia, Lison-Pramaggiore e Cof… con le docg Picolit e Ramandolo.

G.L.Da quando tempo vi collabori?

C.B.Da un lustro.

G.L.Come avvengono le selezioni, chi è chiamato a degustare i vini e in che modo si svolgono le sedute?

C.B.Ogni coordinatore, protagonista in prima linea attraverso le sue scelte, è totalmente libero di scegliere la formula che reputa migliore per la degustazione che porta alla selezione dei vini (e le aziende) da inserire nella guida e da mandare alle finali. Personalmente sento bisogno di confrontare costantemente il mio gusto e giudizio con quello di un ristretto e fidato gruppo composto da professionisti del settore e wine lovers. Il metodo d’analisi quindi è la condivisione del giudizio.

G.L. Perchè la scelta dei vini da vitigni autoctoni?

C.B.Riprendo le parole di Mario Busso  che si possono leggere anche sul sito di vinibuoni. La guida è  “ispirata alla tradizione enologica italiana evolta a valorizzare le radici locali, il territorio e la tipicità”. Ma la guida è anche un progetto un work in progress: già nel 2012 ha aperto le degustazioni alla vicina Istria, e dall’edizione 2013 anche alla Slovenia a riconoscimento del grande lavoro che i vignaioli di oltrefrontiera stanno portando avanti. Inoltre è presente la sezione dedicata agli spumanti italiani metodo classico curato dall’Onav (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vino).

G.L.E’ un modo per incoraggiare i vignaioli a valorizzare di più il territorio?

C.B.Anche, ma non solo. La leggo maggiormente come strumento dedicato al viaggiatore che può trovare indicazioni utili su vini e sapori tipici del territorio che visita.

G.L.Nel corso degli anni quale riscontro avete avuto da parte di vignaioli e pubblico?

C.B. Le aziende che hanno deciso di inviarci i vini sono decisamente aumentate.Ho avuto lodi e critiche che, anche più dei commenti positivi, ci fanno migliorare di anno in anno.

G.L.Quest’anno le selezioni finali si sono svolte in Friuli Venezia Giulia.

 C.B.Sì, grazie ad Ersa Fvg ed all’ospitalità sincera del Comune di Buttrio (Ud)  e dalle sua Pro Loco.

G.L.Prima di parlarci dei risultati  raccontaci dei vini, pensi che nel corso degli anni vi siano stati cambiamenti, in meglio o in peggio, nuove tendenze?

C.B.I cambiamenti sono naturali. I vini si evolvono. Le mode cambiano. Credo però che i vini buoni rimangano vini buoni nonostante il trascorrere del tempo.  Amo i grandi classici.

G.L.Voi degustate bianchi, rossi, macerati, con quale criterio li “giudicate”?

C.B.Tipicità e piacevolezza sono due parametri fondamentali.

G.L.Qualcuno obietta che spesso i vini presentati sono appena imbottigliati,devono ancora stabilizzarsi e quindi non possono dare il meglio…Cosa ne pensi tu e raccontaci se avete discusso  tra coordinatori e con lo stesso curatore della guida.

C.B.E’ assolutamente vero tant’è che degustare vini (bianchi) dell’annata tra maggio e giugno non è facile e l’errore e sempre dietro l’angolo. E’ un argomento su cui da anni riflettiamo, in sede regionale e nazionale.

G.L.Parliamo ora di Buttrio, mi sembra che l’evento abbia avuto molto successo.Quante corone ha ottenuto il Friuli Venezia Giulia? Novità, riconferme?

C.B.Per me il successo è stato doppio sono io. Da una parte è venuto dall’ottimo livello di gradimento per l’organizzazione espresso dagli altri coordinatori regionali. Dall’altra dai vini premiati e dalla qualità sempre più alta  delle etichette portate alle finali.Se parliamo poi dei vini coronati del Friuli Venezia Giulia ovviamente, per me, tutti i vini che ho portato alle finali erano corone (Corone e Golden Star, per la guida Vini Buoni d’Italia,  sono i simboli del massimo dei voti).La chiave d’interpretazione dellescelte della commissione che ha giudicato l’ho individuata nell’equilibrio e nell’eleganza.  Ho anche apprezzato la capacità di cogliere l’unicità di alcuni vini macerati proposti.

Ringrazio Cristina Burcheri , ricordo che tra i nostri articoli troverete tutte le Corone e le Star Golden assegnate in Italia e mi permetto di suggerire ai gentili lettori, di prendere sicuramente le guide quale punto di partenza ma di non considerarle dispensatrici di verità assolute. Solo l’esperienza personale, di  seria ricerca e di confronto potrà creare quel patrimonio di conoscenza attraverso il quale si potrà esprimere un parere, mai definitivo, sulle sensazioni degustative che ogni vino ci procura.

Giuditta Lagonigro

 La foto della commissione degustatori è di Liliana Savioli

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Come ci “guidano” le Guide?2

A guide to guides?

A today’s topic is about the increasing number of wine guides that “grow” on the shelves of libraries and news-stands, and soon the new issues will be available. Of course they are a useful tool both to introduce newbies to the world of wine and for wine-lovers as a reference. However it’s almost impossible to cover the entire production of high quality wines since not all the wine-makers submit their products to the evaluation of expert tasters, who carry on the delicate task of rating a wine awarding bunches of grapes, stem-glasses, stars and so on…As a member of a panel of sampling/tasting experts, I often wonder what can be the true feeling of the vine growers and wine makers when they eventually accept to subgo the assessment of their products on the only basis of confidence in the skills of people who might also express a soundly negative opinion. Of course they will dramatically change their minds and turn out rather upset since the background of each and every single bottle of wine is always an expert and hard work and a sound know-how. However this is the game and every opinion must be accepted if the will is to enter into the magic circle, and delay to deepen the matter during some of the many and crowded oenological events, meetings and tastings that make the wine explorers’ evenings very busy.

 Willing to know more about how tastings are effected when the purpose is to draw out a guide we have raised some questions to Ms Cristina Burcheri, who is coordinator of the guide Vini Buoni d’Italia, for region Friuli Venezia Giulia.

G.L.            When was created the guide Vini Buoni d’Italia and which are the wines therein proposed?

C.B.            About ten years ago, with the purpose to promote autochthonous local wines.

G.L.            Who is the person in care for the editing?

C.B.            Mr Mario Busso, who is      also the founder. When the guide joined the Touring distribution chain, Mr Luigi Cremona – an engineer from Rome who is  a journalist and a writer, an enthusiastic traveler and a gastronomist too – stepped in. Myself, I share the Friuli-Venezia Giulia area with Mr Paolo Ianna, who covers the tastings in the DOC Grave, Latisana, Annia, Lison-Pramaggiore and Colli Orientali del Friuli areas, along with the DOCG Picolit and Ramandolo.

G.L.            How long have you been cooperating?

C.B.            About five years.

G.L.            How are the selections carried on, who is asked to taste the wines and how do the panels take place?

C.B.            Each coordinator, who is also the forefront responsible for his own choices, is absolutely free to choose the tasting formula he deems the best one in order to select the wines (and the wine-houses) that will be entered in the guide and concur for the winner’s spot.  My personal belief is the need to compare continuously my feelings and my opinions with those of a limited and reliable group of expert tasters and wine lovers. Therefore the analysis method is to share the assessment.

G.L.            Why the choice of wines made from autochthonous vines?

C.B.            I wish to recall what Mr Mario Boss wrote on the site Vinibuoni. www.vinibuoni.it. The guide  is “inspired by the Italian oenological tradition and is aimed to enhance the local roots, the country and its unique features”. However the guide is also a work-in-progress project. In fact since 2012 the tastings involve the neighboring Histria, and – from the 2013 issue – the tastings will cover also Slovenia, as an appreciation of the impressive work that the cross-border wine-makers are actually performing. Moreover there is a special section completely dedicated to the Italian sparkling wines produced with the classic method. Said section is in care of the ONAV association (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vino), which gathers the Italian wine tasters.

G.L.            This seems to be a way to encourage wine-makers to enhance their country’s features?

C.B.            Of course, but this is not the only reason. I perceive it mainly as a tool for the traveler who seeks useful information about local wines and typical food from the country he’s visiting.

G.L.            What kind of feedback could you notice from wine-makers and from readers, along the years?

C.B.            I could notice a consistent increase in the number of wine-houses that decided to let us have their products. I received praises and criticisms too, but it’s from these latter – rather than from the positive remarks – that we take advantage for a continuous improvement.

G.L.            This year’s final selections took place in Friuli-Venezia Giulia.            

C.B.            That’s true. We must thank for this ERSA FVG, as well as the Municipality of Buttrio (Udine) and of the Pro Loco association for their kind and genuine welcome.

G.L.            Prior to the results, please tell us something about the wines: in these later years did you notice improvements, declines or new trends?

C.B.            Changes are a natural happening. Wines develop. Fashions also change. By all means I believe that a good wine will always remain a good wine, despite the time passing by. I love the great, classic wines.

G.L.            You usually taste white, red and macerated wines. Which is the evaluation standard?

C.B.            These are the main principles:  they must be typical and pleasant.

G.L.            Someone argues that the wines presented are often just bottled, they still must settle, so they can’t perform at their best level… Could you tell us your opinion and report any discussion that might have taken place among coordinators and also with the editor of the guide.

C.B.            True! Absolutely true. Tasting a (white) wine of the current vintage year during May and June proves to be rather difficult, it’s therefore always possible to make a mistake. It’s a very long time that this matter is a subject of many discussions and reflections.

G.L.            Now let’s speak about Buttrio. The event has been largely successful. How many crowns were awarded to Friuli-Venezia Giulia? New entries? Old friends?

C.B.            The event has been successful under two points of view. On one side we can report a premium level of appreciation for the entire organization, coming also from the other fellow coordinators of other regions. On the other side light is shed on the prize-winning wines and on the increasing quality of the finalist products. To mention the “crowned” wines of Friuli-Venezia Giulia, in my opinion all the wines presented were worth a crown (Crowns and Golden Stars, for the guide Vini Buoni d’Italia, mean the top level award).  I deem that the panel expressed their assessments on the basis of balance and elegance. I have also much appreciated the skill in spotting the unique features of some macerated wines here presented.

I wish to thank Ms Cristina Burcheri. Please remember that on our site you can find a list of all the Crowns and the Golden Stars awarded to Italian wines, however please also note that a guide represents a sound milestone, but do not consider it as an absolute and final judgment. It’s only our personal experience, built over years of researches and comparisons, which will lead to an opinion – never an ultimate one – about the tasting sensations that come from every single wine.

Giuditta Lagonigro

Translation by Mabira Piccaro

 

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