Doc Friuli Venezia Giulia -Intervista a Pierpaolo Penco-Direttore del Consorzio di Tutela Vini Doc isonzo

Lo scorso  24 gennaio, durante un incontro tra il Dott. Claudio Violino, Assessore alle Risorse Agricole della Regione Friuli Venezia Giulia e i rappresentanti dei Consorzi  di tutela Doc Friuli Annia, Doc Friuli Aquileia, Doc Friuli Colli Orientali e Ramandolo, Friuli Grave, Friuli Isonzo, Friuli Latisana, sono stati ufficializzati il Consorzio dei Consorzi della Doc Friuli Venezia Giulia con la presidenza pro-tempore per il primo triennio di Giorgio Badin-Presidente del Consorzio di tutela vini Doc Isonzo e il Comitato per il riconoscimento della Doc Friuli Venezia Giulia presieduto dal Pierluigi Comelli, -Presidente del Consorzio di tutela vini  Cof e Ramandolo. Per saperne di più abbiamo intervistato il Dott. Pierpaolo Penco-Direttore del Consorzio di Tutela vini Doc Isonzo.

GL : Dott. Penco, dopo vari incontri  tra i rappresentanti dei Consorzi di tutela vini della regione e  discussioni vivaci  finalmente è stato messo un punto fermo. Perché è stata avvertita l’esigenza di una DOC Friuli Venezia Giulia?

Penco: -La Doc Friuli Venezia Giulia vuole essere uno strumento tecnico  e promozionale per supplire ad una carenza piramidale qualitativa della regione.  Il progetto prevede un disciplinare che potrà anche abbassare le rese in vigna, determinando un livello qualitativo medio alto con punte di diamante nelle varie Doc.-

GL: Chiariamo un punto che potrebbe aver creato malintesi , si parla di Doc Friuli o Doc Friuli Venezia Giulia.- (ndr A chi non abita in FVG  è necessario far presente che sia i Friulani che i Giuliani  avvertono molto forte il senso di appartenenza al proprio territorio e alle proprie peculiarità..).

Penco: -Sin dall’inizio si è parlato di Doc Friuli Venezia Giulia, non  ci possono essere  alibi su questo punto. Il produttore è libero di scegliere cosa scrivere sull’etichetta.  La Doc Friuli non è una ricaduta ma una piattaforma  da cui partire per spingere verso l’alto la denominazione, per uscire dalla bassa qualità e qualificare le intrinseche caratteristiche di ciascuna Doc che rimane autonoma nell’insieme. Abbiamo un eccellente esempio dalla Borgogna che identifica un solo territorio pur avendo 100 Denominazioni di Origine Controllata (AOC/DOC). –

GL::Non posso non chiederle come mai il Consorzio Collio-Carso non rientri nel Comitato.

Penco:- I rappresentanti del Consorzio Collio Carso   hanno partecipato ad alcuni incontri organizzativi, sono stati accolti alcuni loro suggerimenti, è stato proposto di creare una denominazione per la produzione di Ribolla ferma solo nelle Doc Collio e Collio Isonzo con un rigido disciplinare a parte per la Ribolla spumantizzata. Ripeto che la Doc Friuli Venezia Giulia è uno strumento tecnico che lascia ampia autonomia ai singoli produttori. Lo stesso Conte Attems (nel 1964 fondò il Consorzio Tutela vini del Collio del quale fu presidente fino al 1999) era favorevole alla Doc Friuli Venezia Giulia con punte di diamante al suo interno.-

GL: Che tempi si prevedono per l’ottenimento della Doc Friuli Venezia Giulia?

Penco: -Si procederà con una raccolta di firme di almeno il 30% dei produttori vitivinicoli che insistono sul territorio. La documentazione sarà presentata agli uffici competenti del Friuli Venezia Giulia, al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e poi all’Unione Europea. Prevediamo circa due anni per raggiungere l’obiettivo.-

GL: Quale sarà il ruolo del Consorzio dei Consorzi della Doc del Friuli Venezia Giulia?

Penco:- Il Consorzio dei Consorzi (non a scopo di lucro) si occuperà della promozione dei  vini del FVG, presenterà progetti alla regione Friuli Venezia Giulia piuttosto che all’Ersa  (Agenzia Regionale per lo Sviluppo Rurale), con un’attività di programmazione di eventi  e manifestazioni con lo scopo precipuo di  presentare i vini  del Friuli Venezia Giulia in tutto il mondo.-

Grazie per la disponibilità al Dott. Paolo Penco, noi seguiremo passo passo il viaggio della istituenda Doc Friuli Venezia Giulia.

Giuditta Lagonigro

2 Commenti

  • AdriLinda

    27 gennaio 2012 at 09:46 Rispondi

    Grazie delle informazioni dottor Penco. Ma vorrei segnalare che TUTTI i media televisivi , i giornali di settore, e TUTTI i siti web sul vino… ..parlano e scrivono SOLAMENTE della “nuova” DOC FRIULI….la VENEZIA GIULIA non è MAI menzionata. Forse perché
    il nome è troppo lungo?

  • Pierpaolo Penco

    27 gennaio 2012 at 13:17 Rispondi

    I media cercano sempre la semplificazione, quindi parlare di Friuli è più semplice.
    Inoltre la gran parte della produzione è, effettivamente, in Friuli e gli stessi produttori parlano prevalentemente di Friuli.
    Il Disciplinare darà loro libertà di scelta, come già avviene ora per “Friuli Isonzo” e “Isonzo del Friuli” o per “Collio” e “Collio Goriziano” (basta guardare le retroetichette di molti vini).

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