L’importanza delle analisi diagnostiche in viticoltura

Articolo di Maddalena Nuzzi

Terroir, clima, lavoro in vigna, uve, enologo, gestione della cantina, scelte in cantina; questa in sintesi è la qualità intrinseca di un vino. E’ strategicamente importante analizzare il terreno agrario per una conseguente corretta gestione agronomica delle colture.                                                                                      Del terroir , fattore produttivo primario per la viticoltura, nonché risorsa naturale, si andrà ad analizzare la tessitura, la sostanza organica, il ph, il calcare totale, la percentuale di azoto, di fosforo, di potassio perché, gli eventuali eccessi o carenze, potranno portare a scompensi che ne condizioneranno la produzione, attuando così delle azioni correttive e, nello specifico l’indicazione delle sostanze con relative quantità da utilizzare e distribuire con la concimazione.

Quindi, quando è buona prassi eseguire le analisi del terreno?  

Quando  si vorrà valutare se le pratiche agronomiche utilizzate sono corrette; quando si verificano sintomi di carenze o basse produzioni dallo scarso valore commerciale.

Le analisi del terreno consentono di conoscere le sue qualità e potenzialità, di agire tempestivamente rappresentando così un potente mezzo di miglioramento della produttività e della qualità. 

Ma l’attenzione si concentra solo in vigna?

Tecnologie innovative e buone pratiche in cantina andranno a mantenere i risultati ottenuti in vigna.   A conferma  di quanto, l’impegno del dott. Teodosio D’Apolito titolare della Vinifare Wine Consulting       che, attraverso l’analisi diagnostica su matrice uva e vino, in maniera preventiva, identifica la presenza del Brettanomyces bruxellensische facilmente prolifera e colonizza superfici e prodotto regalando indesiderati difetti quali: panno bagnato, sudore di cavallo, sentore di stalla, di vernice, di plastica, di pelle, di cuoio. Stiamo parlando di un lievito che quando attacca altera gli aromi.

Cosa fare? Intanto la prevenzione è fondamentale, la sanificazione e la pulizia degli ambienti delle superfici, delle attrezzature, dei contenitori in primis perché, qualora la sua presenza venisse  rilevata, sarebbe difficile da  estirpare e facilmente andrebbe a espandersi,  poi  il controllo del ph del vino, l’aggiunta del biossido di zolfo, filtrazioni sterili prima dell’imbottigliamento.

A tal proposito Teodosio suggerisce la tecnica della LAMP (Loop Mediated Isothermal Amplification) che permette di lavorare su quantità esigue di prodotto (vino) dopo la preventiva omogeneizzazione del quantitativo in vasca per evitare che i lieviti si depositino e con una riduzione dei tempi di diagnosi e costi contenuti.

Le foto sono di proprietà della Vinifare Wine Consulting di Teodosio D’Apolito- Torre Santa Susanna (Br)

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