Marko Fon -Il solista del Carso sloveno-

Era una sera di fine inverno,la bora sferzante sibilava e  quasi tagliava i volti, anche i muri delle case  cercavano di difendersi dalla potenza del vento.Solo sei sagome  intirizzite ma decise a rimanere salde sulle gambe si aggiravano alla ricerca del num. 3a, in località Brje a Komeno -Slovenia-indirizzo dell’abitazione di Marko Fon. Finalmente i sei pellegrini  videro una luce accendersi, una porta che si apriva ed un giovanotto che li guardava:-E’ lei Marko Fon? Si sono io, prego, accomodatevi-.La conversazione stentava a decollare, c’era una sorta di studio reciproco ma l’atmosfera si allentò quando cominciammo a rivolgere a Marko una serie di domande sul suo lavoro, sui vigneti…Il vignaiolo si rivelò!

Marko Fon è un personaggio fuori dagli schemi, è un vignaiolo solitario che prima della vigna studia, analizza e segue il “terreno”.Sul Carso ci sono tre tipi di terra, dal colore della stessa si può risalire alla sua età.  Per Marko, non sembri banale, la terra è fondamentale per ottenere un ottimo vino.”E’ la terra che deve essere sana,nel Carso si trovano anche alcuni cru. Per il Terrano ad esempio, serve tanta terra affinchè la pianta vada in profondità, per la Vitovska  la terra deve essere più  leggera, la Malvasia richiede terra con più struttura”. Auber, Komen,Pliskovic,Tomaceva sono alcune particelle che Marko Fon lavora personalmente “perchè bisogna ricordarsi bene dove sono i piccoli appezzamenti di terra..”.Quattro ettari di vigneti disseminati in un’area di sette km.”Negli anno 90 i contadini-vignaioli hanno cominciato a vendere Terrano sfuso. Una volta il Terrano era una scorta per l’inverno  come le patate e i crauti.”Marko ha due vigneti di Malvasia su piede franco, una vigna di sessanta ed una di cento anni. Le vigne più giovani sono sottoposte a reinnesti per dar loro la giusta quantità di terra. Marko ha reinnestato un vigneto di Terrano con la Malvasia.

Come spesso avviene, dalla teoria si passa alla pratica, nel nostro caso alla degustazione.

Vitovska 2009.

La Vitovska, ci racconta Fon, difficilmente ha i vinaccioli maturi. La Vitovska che degustiamo, macerata anch’essa in cortile, è rimasta 25 mesi in botte grande.

Malvasia 2009- 12,8° 

Da vigneti di 20 anni, macerazione nella pressa, in cortile per un giorno,non ha subito fermentazione a causa della temperatura troppo bassa.Di colore giallo ambra,consistente, al naso fruttato con sentori di canditi e agrumi che si ritrovano anche in bocca. A casa lo abbiamo abbinato  ad un trancio di tonno marinato in succo d’arancia e appena scottato,matrimonio perfetto!

Malvasia Riserva 

Da vigneto piede franco, la macerazione  che dura tre-quattro giorni, parte dai chicchi d’uva che vengono setacciati attraverso una rete.Resta in botte grande per due anni insieme a un po’ di uva da appassimento. Color ambra, al naso erbe aromatiche, frutta disidratata, miele, con una sapidità che ricorda le brezze che arrivano dal vicino mare.Caldo, secco, inebriante.  La prova di botte della Malvasia, senza aggiunta di uve appassite è floreale, con un bouquet di erbe aromatiche. Elegante.

Malvasia 2009

Vigneto piede franco, vendemmia 9/10 ottobre 2009, solo 140 bottiglie!  Una vera chicca, un vino sontuoso…

Terrano 2007

 Qui i vinaccioli erano maturi…Affinato in botti in rovere da 500l, il vino è di color  rosso rubino brillante,un po’ chiuso all’inizio, dopo qualche minuto esprime sentori floreali e  fruttati (piccoli frutti rossi), tannini morbidi.

Giuditta Lagonigro

 

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