JNK – VINI SENZA TEMPO

La firma è di Giuditta Dina Lagonigro

Šempas , già Sanpasso è un  piccolo ma accogliente paese sloveno, nella parte bassa della Valle del Vipacco,  a pochi chilometri da Nova Gorica, quindi dalla stessa Gorizia. È un territorio  vocato all’agricoltura con molte aziende vitivinicole che con discrezione e silenziosamente popolano la regione Primorska che dall’entroterra, attraversando il Carso, passando tra frutteti, uliveti e vigneti, arriva fino al mare, sull’assolata costa adriatica.

Boleslav Mervič

Kmetija Mervič, – JNK è una delle protagoniste di quei luoghi. Tre ettari e mezzo di vigneto distribuito in varie particelle che si trovano fra i 100 e i 350 metri s.l.m. Elemento fondamentale è la ponka, terra con formazioni stratiformi di marne e argilla, ricca di sostanze minerali che danno corpo e struttura ai vini.

L’azienda, raccontano Kristina e suo padre Boleslav, ha origini antiche, seppur con qualche interruzione. Il primo, piccolo vigneto fu impiantato da Ivan Mervič  -JNK era il suo soprannome- nel 1820. Il figlio Peter nel 1910 impiantò altre viti di uve autoctone ma la seconda guerra mondiale, si sa, portò distruzione e si riusciva a sopravvivere solo vendendo o scambiando prodotti agricoli insieme a vino e  grappa. Solo nel 1977 Oscar, Andrej e Boleslav ripresero l’attività vitivinicola. Boleslav, da sempre affiancato da Kristina, staccatosi dai fratelli, ha dato una diversa impostazione al lavoro in vigna e nella produzione dei vini. Chardonnay, Malvasia, Pinot bianco, Ribolla gialla, Sauvignonasse (Tocai), Sauvignon, Cabernet Sauvignon e Merlot sono le uve allevate. La vendemmia è manuale con una meticolosa selezione dei chicchi che vengono posti a macerare per tempi variabili: 3-5-8 giorni per le uve a bacca bianca e 30-40 giorni per le uve a bacca nera. Il passaggio successivo è l’affinamento in botti di varia grandezza  (dipende dai vini e dalle annate), dove sostano per  qualche anno. Dopo l’imbottigliamento sono messi in vendita l’anno successivo. Kristina e suo padre Boleslav nel racconto rivelano  grande passione ma soprattutto spirito di sacrificio e perseveranza. –“ Le rese sono molto basse; è importante che l’uva sia  sana e che giunga a perfetta maturazione. I tannini proteggono ma devono maturare”-. 

In un’intensa mattinata abbiamo assaggiato:

Malvasia

Malvasia 2015 – Tre  giorni di macerazione, da vigne vecchie più di trentacinque anni; quest’anno con profumi più intensi che immediatamente arrivano al naso. È cicciona, con un’acidità ben presente, salinità finale che lascia un po’ di amaro nel lungo finale. Rimane in barrique usate per sedici mesi circa (dipende dalle annate). È una Malvasia importante, immessa nel mercato dopo 4/5 anni; la Malvasia 2015 è già disponibile ancor prima delle annate 2013 e 2014, a dimostrazione che ogni annata ha un suo corso e percorso; per l’uva e il vino i calendari seguono tempi diversi.

Jakot.È  2015 Tocai – È ancora molto giovane, sprigiona profumi di fiori bianchi, note vegetali, delicatamente aromatico. Rimane quattordici mesi circa, in barriques vecchie. Quest’annata è stata complicata mentre ci si aspetta grandi cose da Jakot.È 2019, ci dice Kristina.

Jacot. È 2008 È stata una buona annata; il vino si presenta con un sentore balsamico e una “acidità volatile”, non eccessiva, che sappiamo bene, è la spalla forte del vino. Le erbe aromatiche si sovrappongono; è un vino asciutto, secco e deciso; non è ancora in commercio. 

Chardonnay 2010 – Nota potente di alcol che dopo fa spazio a un guizzo mentolato, cui seguono profumi di erbe aromatiche e poi arriva la vaniglia. È un vino ampio, grasso, morbido con un’acidità ancora presente che lo sostiene. Solo 28/30 quintali di resa per ettaro, neanche 850 g di uva per pianta, per concimare la terra si utilizza il letame. Nel 2010 la pioggia abbondante ha lavato anche lo ioidio, l’uva è stata raccolta per ultima.

Ribolla gialla 2011 -Bello il suo color ambra con riflessi dorati e il suo piglio deciso; al naso fiorellini di campo ed erbe aromatiche;  è asciutta, con una leggera astringenza. “- La Ribolla vuole terra magra, la ponka  (terra fatta di marna e arenaria insieme) e il caldo; le vigne esposte al sole della mattina sono le migliori”- ci dice Boleslav Mervič.

Sveti Mihael 2012 – Da  poco in commercio. Il nome è quello della vigna, a 350 metri s.l.m.  da cui provengono le uve di Pinot bianco e Sauvignon che  sono le protagoniste di questo vino. Al naso si susseguono profumi di fiori ed erbe aromatiche che ricordano le colline nella tarda primavera, cui seguono frutta bianca e spezie. Il vino rimane dodici mesi in botti usate, da 500 litri.  Quella del 2012 è stata una buona annata.

Sveti Mihael 2013 -Non è ancora pronto, anche se si rivela già  scattante, agile, dinamico.

Merlot 2011 – Nonostante un bel po’ di anni alle spalle ha un’acidità ben presente e contemporaneamente smussata, ben integrata con i tannini non invadenti. Al naso è vegetale, con sentori di muschio, corteccia d’albero, bosco e sottobosco. Rimane due anni in vecchie botti da 500 litri.

C’è una storia particolare che caratterizza l’etichetta delle circa diecimila bottiglie di vino prodotte da JNK e la racconta Kristina. “-L’immagine rappresenta  un fossile Mervicia exima gen , conchiglia unica al mondo, ritrovata nel 1967, nella palude Barje di Lubiana, dallo zio Joze che era lì per motivi di studio. Il nome della gemma, dal color perla, riporta il cognome della famiglia. L’etichetta è dedicata a zio Joze. Il vino è come un fossile, può durare tanti anni…“- Parola di Kristina Mervič.

Kmetija Mervič, Šempas 57/c – 5261 Šempas, Slovenija – jnk.si

Degustazioni durante una cena poliphenolica…

É consuetudine affermata e confermata dagli anni, quella degli gli amici poliphenolici, di incontrarsi periodicamente a cena, trasformando l’appuntamento in un momento didattico… Alcune volte si decide di scegliere e degustare alla cieca vini dello stesso vitigno, di diverse annate, provenienti da differenti zone. Altre volte ciascuno porta il suo contributo in base al menù. In questa circostanza la cena era a base di pesce, adatta a una serata estiva:insalata fredda di orzotto con pomodorini gialli e rossi, tocchetti di formaggio primo sale, olive verdi e nere condite, zucchine e melanzane grigliate, crostini con patè di branzino, calamari, alici (chiamati sardoni in Friuli Venezia Giulia), filetti di gallinella e patatine fritte, accompagnati da verdure; pesche marinate, e dolci vari preparati homemade da alcuni poliphenolici. Non ci sono foto del cibo, credeteci sulla fiducia.

Il viaggio attraverso i vini ha toccato varie regioni d’Italia ma anche l’estero: Germania,Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna.

LEZER 2017 -Azienda Foradori IGT Teroldego, 12,5° – Mezzolombardo (Tn)- Triple A (agricoltori,artigiani,artisti). Vino rosato che nasce dall’assemblaggio di diverse prove di vinificazione in differenti contenitori (cemento, anfora, acciaio);prima della commercializzazione viene affinato in cemento per quattro mesi. È un vino “leggero” come dice il nome ma nel contempo fine, consigliato in abbinamento con antipasti o comunque con piatti non impegnativi.

PFALZ 2017 Riesling 12° Deutscher Qualitätswein-Muschelkalk- Tomas Hensel. Il Riesling si afferma con la sua freschezza, con un’acidità spiccata, di sicuro darà il meglio di se nel tempo.

Korsic Friulano 2018 13,5° Doc Collio -Azienda Rodolfo Korsic – San Floriano del Collio(Go); vino potente, elegantemente rappresentativo del Tocai della tradizione.

Korsic Malvasia 2018 14°Doc Collio-Azienda Rodolfo Korsic-San Floriano del Collio (Go); la Malvasia-ultimo prodotto dell’Azienda Korsic- e il pesce sono in perfetta sintonia.

Surliè 2018 Azienda Mariotti, vino frizzante ottenuto da uve Fortana dell’Emilia, Ferrara, Parco del Delta del Po, con il tradizionale metodo di rifermentazione in bottiglia. È un vino che incuriosisce per le sue caratteristiche, nasce infatti da vigneti a piede franco della fascia dunosa del Bosco Eliceo, su terreno sabbioso e piante centenarie che “risentono della vicinanza del mare e delle sue brezze”.

Ramandolo Il Longhino dell’Azienda Dario Coos – Loc. Ramandolo Nimis (Ud), da uve Verduzzo giallo- è un vino giovane, fresco, non stucchevole ottenuto dalla primizia di Ramandolo.

Giuditta Dina Lagonigro

Appuntamento diVino in giardino

Articolo di Maddalena Nuzzi

Un atteso, assolato pomeriggio d’inizio giugno e un giardino pensile di oltre 1000 mq. hanno accolto la dinamica delegazione delle Donne del Vino di Puglia, anzi, delle diVine di Puglia e i loro vini. 

Siamo nel centro storico di Lecce, presso la storica dimora Muratore 

per partecipare all’iniziativa “Appuntamento in giardino” promossa dall’APGI Associazione Parchi e Giardini d’Italia, nel primo weekend di giugno , che ha come obiettivo la riscoperta delle ricchezze storiche, botaniche, artistiche e paesaggistiche custodite all’interno dei giardini italiani.

Quattordici etichette tra bollicine, bianchi, rosati e rossi a dare forma a un caleidoscopio di colori e note odorose   integrate con disinvoltura  ai muretti a secco, alla maestosa jacaranda, al falso pepe, al ginko biloba, al bagolaro dell’Etna, ai bambù, alle palme, ai profumati agrumi, ai melograni, alle vivaci buganville, ai capperi selvatici.

Il giardino si racconta e fa da cornice alle diVinecon le loro storie e con le storie dei loro vini, storie di quotidiana fatica in vigna, storie di territori, di tradizioni ma anche di innovazione, un riecheggiare di voci e  palpabile passione di un gruppo di donne unite e amiche.

Un pomeriggio a dimostrare che il vino è il migliore degli accessori da sfoggiare, mai banale e scontato, fautore di nuove amicizie e affinità e suggellatore di quelle già esistenti. Sempre sul pezzo le vulcaniche signore a proprio agio tra i delicati fiori come tra i filari del vigneto con il sorriso, unico comune denominatore, che le diVinenon faticano a sfoggiare.

Ma il quadro non è completo, RosachiaraMaurizio, perfetti padroni di casa,hanno permesso tutto questo, hanno aperto  le porte della loro storica dimora ai numerosi ospiti deliziandoli con  percorsi sensoriali a tutto tondo che hanno visto protagonisti i vini e i prodotti gastronomici del territorio: formaggi, focacce, taralli, frutta di stagione.  

Un’esperienza sensoriale dalle 18.00 alle 21.00, tradotta in armonia dai diVinivini delle diVine.

Grazie Dimora Muratoree grazie Donne del Vino di  Puglia.

 Arrivederci!

www.dimoramuratore.it

www.ledonnedelvino.com – puglia@ledonnedelvino.com

Giusi Terribile come il suo primitivo: intenso e straordinario

Articolo di Maddalena Nuzzi

Giusi Terribile

“Le donne  preferiscono il vino bianco” : ad  affermarlo è uno studio del Dipartimento di Scienze Biodinamiche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano, assieme a quello di biologia dell’Università di Pisa. La motivazione? Genetica.  “Le divine creature” sarebbero più sensibili alla percezione del gusto amaro/astringente , caratteristica appartenente più ai rossi.

A mettere in discussione questa affermazione è Giusi Terribile, una donna che ha trasmesso il suo carattere ai vini, facendo assumere al termine  “terribile” il significato di  “intenso e straordinario”.                                                                                                       Il tutto ha inizio nel 2014 quando Giusi compra due ettari e mezzo di vigna di alberelli di Primitivo di Manduria di circa venti anni, che quasi da subito conduce in regime biologico con il solo utilizzo di rame e zolfo.  Terra rossa, calcarenite, ottima esposizione solare, buona ventilazione e influenze marittime impreziosiscono  il suo vino dalla buona mineralità e dal giusto grado di acidità. L’artigianalità è il diktat della cantina Terribilecon  mani femminili che  sistemano i grappoli nelle cassette  in vendemmia  a metà agosto. Bassa resa, diraspatura, soffice pigiatura e fermentazione a temperatura controllata, tutto a vantaggio della qualità.                                                                                                                    Due sono i vini che Giusi produce. Il primo è il  Primitivo Salento IGP “Terribile”:primitivo in purezza custodito in 3800 bottiglie per un anno e mezzo dopo un affinamento di circa dieci mesi in barriques  di rovere americano.  Un nettare rosso rubino intenso dai riflessi violacei , tipici del primitivo, frutta matura, vaniglia e chiodi di garofano a esibirsi sul palcoscenico sensoriale olfattivo.

E in bocca? Equilibrio, eleganza e  straordinaria nota acida a legittimare la persistenza e l’attitudine all’invecchiamento.                                                                                                                                                           Il secondogenito della nostra “woman in red”  è un –  Primitivo Negramaro Salento IGP “Carattere Terribile”, 60% Primitivo di Manduria  e 40% Negramaro. I due vitigni vengono lavorati separatamente; mentre il Negramaro staziona esclusivamente in acciaio, il Primitivo viene affinato per circa dieci mesi in barriques di rovere americano di secondo passaggio. Alla fine i due sono uniti per un blend che  stazionerà per un anno e mezzo, in sole 2600 bottiglie. Rubino, complesso al naso  con  un fruttato di ciliegia matura e un floreale di rosa, liquirizia, pepe bianco e vaniglia, in bocca eleganza e acidità completano l’opera. Entrambi i vini, come si confà ai grandi solisti, non avranno bisogno di supporto alcuno per essere goduti ma accostati a sformati di pasta generosamente conditi, a carni in umido o alla brace e alle più tradizionali  zuppe di legumi, sapranno valorizzarli ma allo stesso tempo convoglieranno l’attenzione su di loro stessi regalando emozioni straordinariamente intense. Lo giuro!!!

Giusi Terribile- 73013 Galatina (Le) -0039 335 6192061-cantineterribile.it

Assosommelier – In partenza nuovi corsi

L’Assosommelier, associazione costituitasi da qualche anno in Umbria, sta diffondendosi in tutta Italia attraverso attività tese alla divulgazione della cultura del vino, dell’olio e di altre bevande nobili, tra le quali vi sono corsi aperti non solo a professionisti ma ai numerosi appassionati delle materie. Siamo lieti di annunciare un corso organizzato da Maddalena Nuzzi, nostra compagna di viaggio lungo le strade del vino e non solo e soprattutto Delegata Assosommelier Puglia. Il corso di I livello da sommelier di Assosommelier partirà il 1° aprile 2019, presso il Laboratorio Urbano Officine UFO di Casamassima (BA). Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito www.assosommelier.it, inviare una e mail a corsi@assosommelier.it o a maddalena1604@gmail.com oppure telefonare al numero 3202236958. L’Assosommelier Puglia ha anche una pagina FB. Buon lavoro!

I TRE GIORNI DA PECORA…PECOR’È

 

 

 

 

 

 

Ha chiuso i battenti con soddisfazione degli organizzatori e di tutti i partecipanti a vario titolo, il numero zero della Sagra della Pecora, svoltasi  ad Altamura dal 14 al 16 settembre, nell’accogliente giardino del ristrutturato Monastero del Soccorso. Ideazione, progettazione e realizzazione sono state curate dall’  associazione AlGraMà.

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Corsi da Sommelier-Qual è la scelta migliore?

 

 

 

 

 

 

Da parecchi anni, nel bene e nel male, siamo inondati da notizie, recensioni e pubblicazioni che riguardano l’enogastronomia. Preparare da mangiare più o meno bene, con buone materie prime,  senza ambizioni stellari, riesce a molti; conoscere le origini dei vitigni, qualche nozione di enologia, i vini  fino alle  loro degustazioni, è opera più ardua. In aiuto a tutti gli aspiranti Sommelier arrivano le varie associazioni a cui ci si affida per sviluppo dell’apparato sensoriale. Molto interessante, a tal proposito, è uno studio che non ha rilevanza scientifica ma si basa su dati ripresi dalla realtà, quindi comunque attendibili. Siamo lieti di proporlo all’attenzione dei lettori…

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