FIVI 2019-IL MERCATO DEI RECORD

La firma è di Giuditta Dina Lagonigro

Si ha bisogno sempre di qualche giorno per riordinare le idee dopo un’intensa giornata trascorsa al Mercato della FIVI – quest’anno con la novità dei tre giorni- svoltosi a Piacenza il 23/24/25 novembre. Come da copione, per quanto ci si applichi nella elaborazione di un percorso più o meno tracciato, almeno sulla cartina, dopo la prima azienda comincia il vorticoso giro interrotto, piacevolmente, da saluti a vecchi amici anche da parte di altri amici, fermate non programmate ma dettate dalla curiosità o dalla intercettazione di produttori che erano sfuggiti allo schema iniziale… In un modo o nell’altro le ore scorrono velocemente, anche troppo. Per chi ancora non dovesse saperlo ricordiamo che FIVI è l’acronimo di Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, che a oggi conta più di 1300 soci ed è nata con lo scopo di rappresentare la figura del vignaiolo davanti alle istituzioni. Il Mercato della FIVI, diventato itinerante anche se in proporzioni diverse, si svolge ogni anno a Piacenza Expo dal 2011. L’edizione 2019 ha registrato la partecipazione di ben 626 vignaioli e di circa 22.500 visitatori.

Per espressa volontà degli organizzatori i banchi di assaggio sono in ordine sparso per evitare , metaforicamente parlando, confini regionali, consentendo in tal modo di approfondire la conoscenza tra vicini. Mi sono adeguata e per non sprecare tempo ho assaggiato vini bianchi e rossi in ordine sparso, dovendo ovviamente tralasciarne alcuni tra quelli presentati dalle varie aziende. Io ho cominciato dalla emme…

Mazzone Azienda Agricola – Ruvo di Puglia (Ba).

Dandy Igp rosato, Nero di Troia, vino apparentemente leggero che conquista con i suoi profumi delicati di piccoli frutti rossi. Il nome richiama l’idea di un vino elegante come solo “un giovanotto alla moda” può essere…

Trousse Igp Puglia bianco, Minutolo in purezza ( il Traminer del sud…) Grande aromaticità e persistenza ma senza essere invadente.Anche qui il nome, per la peculiarità del Minutolo, è stato associato a un indispensabile ed elegante accessorio da donna…

Surliè Igp Puglia Malvasia bianca- Vinificata in botti grandi, viene poi affinata sui lieviti pertanto al naso è complessa, in bocca è equilibrata, senza essere sopraffatta dal legno.

Filotorto Igt Murgia Nero di Troia. È uno dei vini di punta, prodotto solo nelle migliori annate. Robusto, elegante, varietale.

Lucy Spumante Metodo Classico da uve Bombino bianco. Ultimo in ordine di arrivo, conquista con le sue note fragranti, il vivace perlage e una spiccata acidità che lo rendono scattante.

Pietraventosa- Gioia del Colle (Ba).

Un crescendo di sensazioni organolettiche che fanno comprendere le varie sfumature del Primitivo.

Est Rosa IGT Murgia rosato – Vino da bevute spensierate, seppur abbia i suoi 13,5^; racchiude i sentori della Murgia con fiorellini di campo, infiorescenze di erbe aromatiche, piccoli frutti rossi. Tutto si risente amplificato in bocca e ciò invita ad altri sorsi. Il nome è stato scelto anche per giocare con le lettere e dare interpretazioni diverse, cimentatevi!

Volere Volare Igt Puglia Primitivo Non filtrato, è un vino di buona struttura non eccessivamente impegnativo, nel senso che la sua complessità si nasconde dietro una invitante freschezza.

Le Vigne di Luca AttanasioManduria (Ta)

Primitivo Igp Salento rosato – Tonalità cerasuolo, un vino di grande impatto che lascia il segno in tutti i sensi… Profumi di fiori di campo a cui seguono note di lampone, ribes e ciliegie croccanti.I suoi quasi 16^di alcol non si sentono, almeno ai primi sorsi…

Dodecapolis primitivo Salento Igp Il nome è in ricordo dell’antica Dodecapoli Messapica. Il vino ha i profumi varietali di un Primitivo che, scaldato dal sole ha reso l’uva ricca di profumi. Affinato in acciaio conserva la grande struttura di un vino potente e senza fronzoli.

Librante Primitivo di Manduria Dop L’affinamento in barrique per dodici mesi conferisce al vino un’elegante morbidezza, pur rimanendo ben in equilibrio con una buona freschezza, nonostante i 16,5^.

Dalla Puglia alla Valtellina, dal Primitivo al Nebbiolo è stata questione di qualche attimo…

AR.PE.PE Società Agricola – Sondrio

Rosso di Valtellina 2017– Chiavennasca è il nome proprio del Nebbiolo di Valtellina, in questo caso si tratta di vitigni posti a circa 400 m s.l.m. È un vino apparentemente semplice, in realtà è il prodotto di una viticoltura eroica e in cantina, di un affinamento delle uve in botte grande che gli conferisce una bella personalità.

Il Pettirosso- Valtellina Superiore Docg 2016 – È una bella storia quella del pettirosso che arriva in cantina a preannunciare quasi un presagio.Una botte aveva una perdita e bisognava sostituirla immediatamente… Il vino ha profumi di frutti di bosco e di spezie. In bocca il tannino, non aggressivo rivela il lungo periodo di affinamento in botte e poi in bottiglia.

Weinhof KOBLER Magrè sulla strada del vino BZ.

Oberfeld Grauer Burgunder 2018 Alto Adige Doc -Pinot grigio elegante con i suoi profumi fruttati e fine al palato. Una curiosità:l’etichetta rappresenta i sei vigneti dell’azienda, stilizzati.

Gewürztraminer Feld 2018 Alto Adige Doc Rosa, chiodi di garofano, spezie, con residuo zuccherino basso, un Gewürz non stucchevole.

Armin Kobler per i suoi vini ha scelto il tappo a vite.

Pierluigi Zampaglione Azienda Agricola – Calitri (Av)

Don Chisciotte Fiano-Campania 2018

Vino macerato che rimane a contatto con le bucce all’incirca dieci giorni, ( il tempo varia a seconda delle annate) in vasche di acciaio. È un Fiano fresco, vivace, giovane, con una personalità decisa, figlio di un territorio dal clima aspro che lo rende invincibile.

Moroder-Viticoltori nel Conero- Frazione Montacuto (An)

Vasta la gamma dei vini presentati, fermi, spumanti e dolci, due i miei assaggi.

Moroder Zero 2018 Rosso Conero Doc. Il vino, uno degli ultimi prodotti dell’azienda, senza solfiti aggiunti ha una buona bevibilità, lascia tracce di profumi di frutti di bosco e in bocca è fresco e godibile.

Moroder Dorico Conero Riserva D.O.C.G.Montepulciano in purezza è il vino di punta dell’azienda. Anche in questo caso si manifestano profumi dei luoghi in cui crescono le viti: viola, ciliegie che si ritrovano in bocca e che si allineano con un tannino elegante.

Bele Casel Asolo Prosecco Asolo D.O.C.G. – Caerano di San Marco (Tv)

Un’altra bella storia di vignaioli “svegli in un sogno realizzato”dopo molti sacrifici. Luca e Paola Ferraro ne sono i portavoce. Tra le varie tipologie di Prosecco il protagonista è:

Asolo Prosecco Colfondo Docg da uve Glera,Bianchetta trevigiana e Perera– Stessa base di partenza degli altri Prosecco “ma invece di fare la seconda rifermentazione in autoclave la fa in bottiglia, come un Metodo Classico”. Un ritorno al futuro del Prosecco della tradizione.

Azienda Agricola Sergio Arcuri Vini Artigianali Bio – Cirò Marina- KR

Aris Cirò DOC Rosso Classico Superiore 2016 da uve Gaglioppo, affinamento in tini d’ acciaio per diciotto mesi . Poche migliaia di bottiglie per un vino schietto e deciso, che ricorda, com’è naturale che sia, i profumi portati dal vento che soffia tra terra e mare…

Azienda Agricola Bajaj – Monteu Roero (Cn)

Prometheus – Vino bianco ottenuto da sole uve Arneis con vinificazione in anfora. Ultimo nato sulla scia degli orange wine – vini macerati. Promette bene con il suo bel colore giallo dorato; dopo quaranta giorni di macerazione in anfora, l’Arneis diventa più polposo, con sapidità e tannino che si prendono per mano senza spintonarsi…

Montenidoli – San Gimignano (Si)

Vernaccia 2011 – Vino austero con una evoluzione gradevolissima. Complimenti!

Josko Sirk, tra i massimi esponenti dell’ enogastronomia in Friuli Venezia Giulia, alla Fivi è in veste di rappresentante del gruppo Amici Acidi, cinque produttori di aceto che intendono riportare alla memoria dei consumatori, l’antico e vero sapore dell’aceto. Sirk Aceti, Acetaia San Giacomo, Mieli Thun,Pojer e Sandri e Baron Widmann sono i fautori di un progetto che restituisca la dovuta dignità all’aceto che viene prodotto rispettando tre regole: materia prima di qualità, tempo e temperatura. Imperdibile, tra gli altri utilizzi dell’aceto, è una lieve vaporizzazione sullo zucchero filato…

Non poteva mancare un saluto agli amici del Friuli Venezia Giulia per un brindisi.

Raccaro Società Agricola- Cormons (Go) Friulano 2018 Doc Collio- un vino potente per corpo e struttura.

Korsic Wines . Loc. Giasbana San Floriano del Collio (Go) Friulano 2018 Doc Collio con profumi di erbe aromatiche e il leggero amaro, varietale, della mandorla.

Due aziende vicine ma vini con caratteristiche diverse perché ogni zolla di terra ha il suo respiro…

La prima regola del degustatore è quella di assaggiare i vini con un palato neutro (bisognerebbe mangiare un po’ di tempo prima…) però è difficile non lasciarsi tentare dai profumi che arrivano dallo stand riservato alla gastronomia. Bombette pugliesi, salumi e formaggi locali, quest’anno anche il panino con il polpo, dolci, caffè, tutte materie prime di qualità, naturalmente.

Appuntamento al prossimo anno e ad maiora sempre.

Borgo Conventi inaugura il nuovo wine shop.

wine shop Tenuta Borgo Conventi

Si è svolta lo scorso sabato, 23 novembre la cerimonia inaugurale del nuovo Wine Shop di Borgo Conventi. La famiglia Moretti Polegato, che da qualche mese ha acquistato la Tenuta di Farra d’Isonzo, è legata al nome di Villa Sandi, prestigiosa azienda veneta, che si trova a Crocetta del Montello (TV), ai piedi delle colline trevigiane del Prosecco. Nell’occasione dell’apertura del nuovo punto vendita della Tenuta Borgo Conventi, Giancarlo Moretti Polegato, Presidente di Villa Sandi e la gentile consorte, signora Augusta, hanno accolto autorità civili, militari ed ecclesiastiche, vignaioli del territorio insieme ai numerosi collaboratori e amici. L’occasione è stata data dall’apertura del nuovo wine shop, in pratica un accogliente punto vendita nel quale, nuovi visitatori e storici clienti dell’azienda potranno degustare, scegliere e acquistare i vini di Borgo Conventi e di Villa Sandi.

Nel saluto di benvenuto Giancarlo Moretti Polegato ha dichiarato la sua soddisfazione nell’aver acquisito la Tenuta Borgo Conventi “storica realtà produttrice in un’area a grande vocazione e di prestigio, coronamento di un sogno per chi, come noi, è sempre guidato dalla ricerca della qualità e dell’eccellenza, rispettando le identità del territorio”…Anche la signora Augusta Pavan Moretti Polegato ha salutato i presenti e ringraziato il gruppo di lavoro dell’azienda, che garantisce la continuità lavorativa.

La Tenuta Borgo Conventi nasce su un territorio fertile e vocato alla viticoltura. Trenta gli ettari di vigneti che si estendono tra il Collio con la- ponka -roccia friabile-, una volta fondo del mare, la quale rilascia salinità e mineralità ai vini bianchi della Doc Collio e l’Isonzo, il fiume dal color smeraldo che durante le piene “nutre”i vigneti che sorgono nella zona, da cui nascono i vini della linea Fiori del Borgo, Doc Isonzo; a questi si affianca una linea di Cru. Circa trecentomila sono le bottiglie prodotte, naturalmente i vini bianchi, da uve autoctone e internazionali, costituiscono la parte più cospicua ma non mancano vini rossi, anch’essi molto apprezzati.

Per il brindisi augurale la famiglia Moretti Polegato ha scelto di offrire un calice di Friulano 2018 Doc Collio, per ribadire il rispetto del territorio e dei suoi abitanti.

Giuditta Dina Lagonigro

borgoconventi.it – villasandi.it

Orange wine – L’Onav degusta e ne discute

Orange wine

Si è svolta a Monfalcone, nel bar-ristorante Brocante, una serata organizzata dall’ONAV (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vino) – sede di Gorizia, dedicata alla degustazione di sette orange wine. L’enologa Sandra Martellos presentando l’evento, ha sottolineato l’importanza di conoscere quella tipologia di vini che si discosta dai vini cosiddetti “convenzionali”. La degustazione è stata guidata da Liliana Savioli, sommelier e giornalista, la quale ha raccontato la storia degli orange wine, -questa è una definizione d’impatto immediato ma non esauriente-.

In estrema sintesi e come abbiamo già avuto modo di scrivere, il termine orange, per convenzione indica vini non propriamente color arancione, ma con mille sfumature, prodotti da uve bianche vinificate in rosso.     Attraverso la macerazione, le bucce rilasciano antociani e tannino, fondamentali per l’evoluzione del vino. Non vi sono interventi chimici, nessuna filtrazione, l’obiettivo è ottenere “vini naturali”, cioè nel massimo rispetto della natura. 

Liliana Savioli

Non vi sono disciplinari, non vi sono testi guida, nulla è codificato, racconta Liliana Savioli. La storia degli orange,vini macerati o vini naturali, in Italia comincia in Friuli Venezia Giulia, nella provincia di Gorizia, località Oslavia. I precursori sono i georgiani, (Georgia russa), con una antichissima storia vitivinicola alle spalle. La relatrice ha raccontato anche la sua interessante esperienza vissuta durante un viaggio in quei territori.

Ecco i vini degustati

Pecorino Doc “Machaon” 2017-Ausonia (Abruzzo) – Sentori di fiori, sicuramente riporta alla mente la vegetazione della terra di produzione, poi miele e una nota balsamica; in bocca arriva la presenza di un leggero tannino e di una spiccata acidità.

Giorgio Clai Sveti Jacob Malvazija 2016 Buje -Istria bianca-Croazia. La Malvasia emerge prepotentemente con i suoi sentori che raccolgono i profumi del mare ma anche della vegetazione di collina. Anche in bocca prevale la salinità in equilibrio con una leggera e attesa tannicità.

Il Carpino – Malvasia 2015. Si rientra in Friuli Venezia Giulia, a San Floriano del Collio, Località Sovenza (Go). Solo 0,5 ettari, con impianti risalenti al 1942. Un suggerimento a chi dovesse stappare a casa questo vino: apritelo almeno un’ora prima per consentirgli di esprimere i suoi profumi floreali, fruttati e di erbe aromatiche che ritroverete in bocca.

Skerk Ograde 2016 – Vitovska, Malvasia, Sauvignon, Pinot grigio, più o meno in uguali percentuali. Siamo a Prepotto, sul Carso triestino, laddove la Bora spazza l’umidità dai vigneti. Al naso si avvertono subito sentori agrumati, soprattutto di pompelmo rosa. Le uve danno un contributo al vino che risulta ampio al naso, conservando in bocca i sentori di ciliegia.

Malvasia Podveršič 2015 -La nuova, meravigliosa cantina in località Monte Calvario, ancora in fase di ultimazione, custodisce vini che lasciano un ricordo indelebile. La Malvasia 2015 è elegante nella sua tipicità, con i profumi di erbe aromatiche e spezie che si rincorrono. Tamara Podveršič, presente alla degustazione, ha porto un saluto ai presenti.

Malvasia Skerlj 2013 – Sul Carso triestino, località Sale -Sgonico-. Ha sei anni ma una importante spalla acida che insieme alla spiccata mineralità rendono il vino un affidabile testimonial del Carso triestino.

Paraschos 2014 Orange one – Da uve Friulano,Malvasia istriana e Ribolla gialla. L’azienda è in località Bucuie, a San Floriano del Collio (Go). La macerazione con le bucce in tini separati e il lungo affinamento di 30 mesi danno al vino una tale intensità che richiede necessariamente un po’ di tempo per comprenderlo e assaporarlo.

Naturalmente durante la degustazione si è acceso un animato confronto ricco di spunti per approfondire l’argomento orange. L’importante è non arroccarsi sulle proprie posizioni ma aprirsi, con curiosità, al resto del mondo.

Giuditta Dina Lagonigro

Angiolino Maule – Vino e Natura

Articolo di Claudio Toffoletto

Angiolino Maule

Andar in visita da Angiolino Maule è sempre una gioia perché hai sempre qualcosa da imparare, vedere e capire. 

Angiolino, vignaiolo della storica Azienda “La Biancara” nel cuore delle colline vulcaniche di Gambellara, è un punto di riferimento importante per molti produttori di vini artigianali. È il fondatore dell’Associazione VinNatur che al momento comprende “oltre 170 produttori di nove, diversi Paesi, ognuno con la sua storia un sogno comune: produrre vino naturalmente buono, con le persone e con l’ambiente”. La sua filosofia di rispetto per la natura è parte fondamentale  per la riuscita di un gran vino, privo di aiuti chimici da parte dell’uomo. 

Esperienza di Garganega: le mie degustazioni.

Garg’n’go 2018: Vino da uve Garganega di  prima rifermentazione messo in bottiglia a Febbraio con mosto di Garganega appassita. Vino Frizzante leggero, piacevole da aperitivo sentori di mela verde, pompelmo e fiori bianchi.

Sassaia 2018: Vigneti sulle Colline Sorio: Uve Garganega e una piccola parte di Trebbiano. Fermentazioni spontanea in botti di rovere e imbottigliato a Maggio successivo alla vendemmia. Si presenta di un color giallo paglierino, note aggrumate, frutta gialla, salvia e sentori minerali.

Pico 2017:  Cru di uve Garganega da Vigneti più vocati di Gambellara. Fermentazione spontanea, macerazione di 4 giorni e affinamento in botti a 15hl per un anno. Si presenta con un bel colore dorato, al naso salvia menta buccia d’arancia e una grande mineralità.

 Pico 2006 e 2001:   Vini strepitosi che possono far capire dove può arrivare la Garganega ma soprattutto capire la straordinarietà del lavoro di Angiolino Maule.

angiolinomaule.com

Giornata mondiale del tumore al pancreas – 21 novembre -Bari

LA SALUTE È MADE IN SUD, LA LOTTA AL TUMORE DEL PANCREAS PARLA PUGLIESE

Riflettori puntati su Bari il 21 novembre. SOS conoscenza di una patologia dilagante

Associazioni alleate per vincere: Unipancreas con A.P.O. Puglia, Slow Food Murge, Il Sogno di Arlecchino e il Nastro Viola scendono in campo per il buono & salutare

Batte un cuore pugliese nell’Associazione Unipancreas Onlus ed è per questo che il 21 novembre, in occasione della GIORNATA MONDIALE DEL TUMORE AL PANCREAS, i riflettori saranno puntati su Bari.

Le famiglie preoccupate e i pazienti, affetti da uno dei tumori più rapidi e pericolosi, troveranno una risposta alle loro mille preoccupate domande. Sarà, infatti, aperto a tutti e a partecipazione gratuita il Workshop organizzato da Unipancreasunitamente alla Condotta Slow Food delle Murge che si terrà giovedì 21 novembreore 18.30 – 21, al Grand Hotel delle Nazioni di Bari sul Lungomare Nazario Sauro n. 4.

Sorpresi per l’inatteso abbinamento fra gli appassionati di tipicità di Slow Food e l’associazione Unipancreas? Fra i pochissimi passi in avanti di questi decenni nella lotta contro la temibile patologia c’è una sola certezza: la prevenzione si fa a tavola e in palestra! E la cura per chi, purtroppo, si è già ammalato? La ricerca avanza e per Unipancreas, che ha sede a Verona, dopo le azioni in Veneto e Lazio, la Puglia è una tappa di importanza strategica. Il Tacco d’Italia ha il triste record della obesità a livello nazionale. Qui, però, abbonda anche la generosità. Il numero dedicato PRONTO PANCREAS045-4858022, nato quattro mesi fa, è stato donato dall’azienda Tecnodigital di Altamura. A ciò si aggiunge che il noto professionista che risponde al telefono, per aiutare chi vuol saperne di più del tumore al pancreas, è il lucano dott. Raffaele Pezzilli, già presidente dell’Associazione Italiana Studio Pancreas (AISP).

In occasione del 21 novembreGiornata Mondiale del Tumore al Pancreas, a Bari tante associazionisaranno alleate: Il Sogno di Arlecchinol’A.P.O. (Associazione Prevenzione Oncologica) Puglia Onlus insieme a Unipancreas e Slow Food Condotta delle Murge. Molto forte anche il segnale da parte delle istituzioni: parteciperanno il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e il sindaco di Bari Antonio Decaro. Nel mondo accademico, fra gli altri, segnaliamo la partecipazione del prof. Loreto Gesualdo direttore della Scuola di Medicina dell’Università di Bari.

GIORNATA MONDIALE DEL TUMORE AL PANCREAS

WORKSHOP, LA LOTTA AL TUMORE DEL PANCREAS: 

RECENTI CONQUISTE E PROSPETTIVE FUTURE

BARI 21 novembre 2019 ore 18

GRAND HOTEL DELLE NAZIONI, Lungomare Nazario Sauro n. 7

Ore 18.30 SALUTI ISTITUZIONALI (sono tutte presenze confermate)

Þ  Michele Emiliano, presidente Regione Puglia

Þ  Antonio Decaro, sindaco di Bari

Þ  Vito Montanaro, direttore Dip. Promozione della Salute Regione Puglia

Þ  Loreto Gesualdo, direttore Scuola di Medicina UNIBA

Ore 18.45 – 19.45 RELATORI

§  Prof. Laura Di Renzo, docente di Nutrizione Clinica, Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione, Università di Tor Vergata (Roma) su

“Prevenzione e dietoterapia personalizzata nel tumore del Pancreas”           

§  Dott. Giovanni Butturini, Presidente Ass. Unipancreas Onlus, responsabile Chirurgia epato-bilio-pancreatica “Ospedale Pederzoli” Peschiera del Garda, su “Recenti conquiste e prospettive future per il tumore del pancreas”

MODERATORE

o   Michele Polignieri, medico veterinario igienista degli alimenti ASL BA e critico gastronomico

ORE 19.45 LE FAMIGLIE DOMANDANO

o   CONFRONTO APERTO CON IL PUBBLICO

INTERVENTI PROGRAMMATI

Þ  Nicola Curci, presidente Slow Food Condotta delle Murge

Þ  Antonio Lippolis, presidente A.P.O. (Associazione Prevenzione Oncologica) Puglia Onlus

Þ  Raffaele Pizzilli, gastroenterologo – Referente PRONTO PANCREAS

ORE 21 DEGUSTAZIONE dei produttori sostenibili selezionati

La Gubana come tradizione comanda…

La Gubana è un tipico e rinomato dolce del Friuli, preparato con pasta lievitata ripiena di uva passa, noci, pinoli e altri ingredienti che ogni famiglia serba in tra segreto. Nel libro “Mangiare e bere friulano”l’autrice Giuseppina Perusini, scrive che la parola gubana deriva da -guba- termine sloveno che significa piega e fa riferimento a raccolte di ricette d’epoca medievale e rinascimentale, nelle quali si ritrovano testimonianze di un dolce ripieno di un trito di noci, mandorle, fichi, datteri e miele con cui si farcivano due sfoglie di pasta…

Giacomo Brandolin e la sua mamma

Non è così antica ma di sicuro risale al secolo scorso la ricetta della gubana con cui il giovane Giacomo Brandolin ha avviato la sua bella realtà imprenditoriale, con la determinazione di recuperare e far conoscere una ricetta artigianale degli anni trenta, ereditata dalla nonna Maria.La Gubana nasce sul confine orientale tra Italia e Slovenia come dolce pasquale e naturalmente anche nonna Maria il sabato di Pasqua ne preparava in gran numero, le cuoceva nel forno della zia che si trovava oltre confine e poi le regalava ad amici e parenti. Non è stato semplice , racconta Giacomo, riuscire a creare una ricetta scritta con la grammatura precisa degli ingredienti perché la nonna “andava ad occhio o a un tanto”… Ci sono voluti mesi per raggiungere, pesando gli ingredienti, la stessa gubana che la nonna preparava quasi a occhi chiusi. La pazienza e la costanza sono stati premiati dal risultato. La Gubana de L’Antica Ricetta, questo è il nome scelto da Giacomo Brandolin per la sua ditta, è un dolce che colpisce già con il suo profumo. In bocca è soffice, si sentono tutti gli ingredienti che non perdono il loro sapore e non si sovrappongono, creando un amalgama perfettamente equilibrato. La gubana è soffice, non ha bisogno di essere intinta in alcun distillato o vino dolce, come si usa solitamente fare. Però Giacomo ha pensato a un abbinamento che si è dimostrato vincente, quello con l’Elisir di noce SanZuan.

Elisir di noci SanZuan

Si tratta di un infuso di noci raccolte la notte del 23 giugno, come tradizione vuole, ma, com’è comprensibile, vi sono altri ingredienti segreti che rendono unico l’elisir SanZuan. Elegante anche la bottiglia con la testa del tappo in prezioso legno di noce.

Queste sono le buone notizie del mondo del lavoro: convinzione, fermezza e volontà nel segno della tradizione, guardando verso il futuro.

Giuditta Dina Lagonigro

lanticaricetta.com – email: info@lanticaricetta.com – Via Capriva,10 Cormons (Go)

Caseifici agricoli-Open day 2019-

Un sabato di fine estate, con cielo terso e temperatura ancora elevata, dopo una passeggiata sul Carso triestino si trasforma in un giorno da ricordare. Tutto parte dall’evento Open Day- Caseifici Aperti 2019, giunto alla seconda edizione svoltasi il 14 e 15 settembre a livello nazionale. Il fine della manifestazione è quello di presentare al pubblico ciò che avviene in un’azienda agricola che alleva anche animali da latte e naturalmente lo produce. Il periodo migliore è quello in cui gli alberi e l’erba sono rigogliosi e gli animali possono stare fuori, all’aria aperta. Noi siamo andati a trovare l’azienda Gruden -Zgobar in Località Samatorza -Sgonico, non lontano da Trieste. Oltre a coltivare ortaggi e frutta il progetto più impegnativo, come dice Dimitri Zgobar, è stato quello di tornare all’allevamento di vacche, capre maiali e di trasformare il latte in formaggi e salmi, soprattutto prosciutto, dai maiali.

Non mancano vigneti per la produzione di due vini autoctoni: la Vitovska ed il Terrano. Proprio questi due vini, insieme ad alcuni formaggi sono stati i protagonisti di una insolita degustazione guidata dalla sommelier, giornalista, Liliana Savioli.

Insolita perché oltre l’abbinamento migliore è stato ricercato e poi trovato degustando i vini serviti a due diverse temperature.

Sei le tipologie di formaggi in assaggio, presentate e illustrate da Alberto Canova, il “casaro” dell’azienda. Nella prima parte stracchino (formaggio veneto/lombardo importato anche in FVG), malga (formaggio dolce semigrasso) e stravecchio, con una stagionatura di diciotto mesi.

La lavorazione dei formaggi avviene a latte crudo, munto e trasformato in azienda ogni giorno. Si utilizzano gli stessi fermenti lattici del latte. Latte, caglio e sale sono gli unici ingredienti e la lavorazione dipende dal tipo di formaggio che si vuole produrre. Nel latte ci sono tre tipi di proteine principali: la caseina, l’albumina e la globulina. Per un formaggio con breve tempo di stagionatura si usa la caseina a pezzi grossi, per un formaggio a lunga stagionatura si deve eliminare la maggior parte di umidità, quindi la caseina viene tagliata molto sottilmente prima di avviare la cottura.

I numerosi e attenti partecipanti alla degustazione guidati da Liliana Savioli, hanno individuato attraverso profumi e sapore le caratteristiche organolettiche dei formaggi, giocando seriamente ad abbinare i vini serviti alla giusta temperatura, con il Terrano con un temperatura appena più bassa rispetto a quella di cantina.

Nella seconda parte, con i due vini a temperatura più alta (quindi abbastanza caldi per semplificare), sono stati presentati tre formaggi caprini: la caciotta con lavorazione a pasta morbida, con piccola occhiatura e stagionatura di quindici giorni, il latteria, con un’occhiatura spontanea e irregolare con stagionatura di trenta giorni e il latteria stagionato per sessanta giorni.

Vivace è stato lo scambio di opinioni con pareri a volte contrastanti. I vini, con caratteristiche molto diverse, hanno creato un bel trambusto a livello gustolfattivo. Certo è che, durante la degustazione si è determinata un’atmosfera di grande curiosità e interesse, obiettivo primario per quanti organizzano siffatti eventi.

gruden zbogar.com

Giuditta Dina Lagonigro

Damijan Podversic – Un sogno che si realizza.

Parte della nuova cantina Podversic

Vent’ anni di sogno, un cammino iniziato seguendo le orme del nonno e poi del padre, scelte difficili dettate dalla consapevolezza di andare oltre convenzioni e disciplinari, superando confini mentali con la determinazione di chi ha un progetto che coincide con la visione della sua vita e cerca di andare fino in fondo, a tutti i costi. Parliamo di Damijan Podversic, vignaiolo di Gorizia, figlio di una terra al confine con l’odierna Slovenia che ha subito le brutture di una guerra fratricida, di cui ancora sono visibili tracce che rendono ancora più vivi i dolorosi ricordi. Il sostegno della famiglia- la moglie Elena e i tre figli- è stato ed è fondamentale; infatti per la nostra visita abbiamo una giovane ma ormai esperta “guida”: Tamara Podversic. Siamo in località Monte Calvario, percorriamo una strada che si fa spazio tra gli alberi prepotenti di un fitto bosco e, curva dopo curva giungiamo alla sommità della collina che tra i vigneti, con discrezione svela una sorpresa: la nuova “cantina” Podversic, il sogno che si realizza.

La famiglia Podversic, racconta Tamara, si è sempre occupata di vino. Durante la guerra alcuni ettari sono andati perduti, la storia si rinnova con 6000 metri di vigneto di Malvasia, Tocai e Chardonnay ( fino a oggi base del Kaplja ma in via di sradicamento) in zona San Floriano, ereditati dal nonno.

Sul Monte Calvario sono impiantati 10,5 ettari di vigneto in totale- Ribolla gialla con viti di diverse età, posti in lembi di terra a loro confacenti- e Pinot grigio. “Per ottenere un gran vino sono importanti tre fattori: la terra vocata alla frutticoltura, legata a un concetto di non irrigazione, l’acqua che viene trovata dalle radici e la varietà dei vitigni autoctoni dei quali va rispettato il carattere.”

Le vendemmie sono tardive e non sono fissate in giorni precisi. L’uva va seguita fin quando non è veramente pronta. Le parti importanti di un grappolo sono la buccia e i semi. Questi sono portati alla massima maturazione, facendo attenzione a vendemmiare un attimo prima che l’acino si stacchi dal grappolo.

Il seme deve essere maturo…

Fra qualche tempo la nuova cantina diventerà operativa e tutte le fasi della vinificazione saranno effettuate in un ambiente straordinariamente suggestivo. Essa è stata progettata dall’architetto Ignazio Vok, purtroppo scomparso qualche mese fa. Un uomo visionario, della vecchia guardia, che guardava oltre…La cantina, orientata a nord, è interrata, visibile solo in parte nel rispetto del territorio, ma anche costruita con l’intento di essere funzionale, giacché in tal modo la temperatura interna rimane costante.

Il panorama circolare…

Si sviluppa su tre livelli con sale sovrapposte e comunicanti tra loro, ha forma troncoconica come le botti in cui si affina il vino, la lavorazione dell’uva comincerà dall’alto.La forma ovale, scelta per le sale dall’architetto Vok è stata voluta per dare un senso di continuità agli ambienti.

Un concetto architettonico che è anche una metafora, quella della continuità del lavoro dalla vigna alla cantina, la vita in continuo divenire. Il progetto ha considerato tre elementi fondamentali per una cantina: temperatura e umidità costanti e aria pulita in circolazione. La temperatura costante è assicurata dalla posizione interrata della costruzione, l’umidità costante è data da marna e arenaria (ponka), lasciate a vista con la funzione di filtrare l’aria ed evitare condense.

Il ricambio di aria sarà garantito dalla presenza di griglie, sbocco di un sistema di tubi sotterranei collegati all’esterno, fino al bosco. Anche la sala degustazioni, cuore della cantina è stata progettata per consentire la massima concentrazione durante l’assaggio dei vini, senza alcun elemento che possa distrarre i presenti. -“La natura rimane fuori perché il vino, quando l’uva arriva in cantina non è più parte di essa, quindi bisogna concentrarsi su ciò che è diventata”- afferma Tamara.

Tamara Podversic

Una zona veramente magica è la cantina storica costituita da un anello di cemento che avvolge un semi cono di roccia, la ponka a vista che è la parte più viva, il polmone, il respiro della cantina.

Tanto lavoro è stato fatto ma ancora un po’ di tempo servirà per completare quello che è quasi un tempio, un luogo spirituale, reale espressione del credo della famiglia Podversic.

Nel frattempo le degustazioni continuano nella cantina di famiglia, a Gorizia dove abbiamo con piacere assaggiato : Nekaj 2015 – Malvasia 2015-Ribolla Gialla 2015 – Kaplja 2015, gustati in calici eleganti ed ergonomici, disegnati anch’essi dall’architetto Vok.

Le uve dopo la vendemmia manuale fermentano con buccia e seme per circa tre mesi, in pratica da quando parte la fermentazione tumultuosa fino al termine della malolattica (processo enzimatico successivo alla fermentazione alcolica, durante il quale l’aggressivo e pungente acido malico si trasforma in acido lattico, più delicato, che rende più stabili i vini).Il vino rimane nelle botti per tre anni, per evitare ossidazioni. Qui avviene la microssigenatura, nelle bottiglie il vino mantiene la freschezza.


Nei vini si ritrova davvero il sapore dell’uva, nel confronto anche il meno esperto coglie la differenza tra i vitigni. Ciascuno ha la sua personalità. Per Damijan il vino dev’essere dorato, con riflessi diversi che cambiano secondo le annate. La mineralità del territorio (sapidità che rimane sulle labbra), la croccantezza (il vino deve sapere di uva) e il ritmo dell’ annata sono i fattori imprescindibili per ottenere un vino fatto come natura comanda, elegante, che mira a raggiungere la perfezione.

Un anelito presente in ogni sorso di vino…

Grazie a Tamara Podversic che con professionale discrezione trasmette la passione di un’intera famiglia che ha accompagnato Damijan alla realizzazione di un sogno.

CUCINA SICILIANA di popolo e signori 2

Cucina Siciliana di popolo e signori 2 –  è il titolo dell’ultimo libro di Martino Ragusa, gastronomo, scrittore, giornalista, pubblicista, blogger, autore televisivo e teatrale, medico psichiatra, agrigentino di  nascita che, dopo aver vissuto per decenni a Bologna girando anche per il mondo, è tornato in Sicilia, a Ribera, in una casa circondata da un magnifico giardino dove tra le altre cose si occupa dei suoi ulivi, dell’orto e delle  galline. -222 ricette tradizionali e innovative- tante sono le storie di ogni singolo piatto, frutto di una minuziosa ricerca storica che completano, si spera non definitivamente, un percorso iniziato con il primo volume: Cucina Siciliana di popoli e Signori -216 ricette tradizionali e innovative-.

 “Se è vero che mangiamo ricordi” afferma Mario Liberto, scrittore siciliano, giornalista e poeta cui è stata affidata la prefazione del libro, Martino Ragusa recupera attraverso la sua memoria sensoriale fatta di vista, olfatto e gusto, ricette senza tempo, sempre alla moda, intrise di storia, cultura, tradizioni…Attraverso il recupero di codici alimentari testimonia la fusione di sapere e sapori, assemblati dalla cucina siciliana che ha saputo mediare la cultura gastronomica orientale con quella occidentale…”

L’introduzione di Martino Ragusa è prima di tutto una pagina di storia personale, attraverso la quale rende partecipi i lettori di un frammento di  vita familiare. Leggendo la narrazione di una parte della   sua infanzia ci sembra di essere accanto a lui, mentre osserva la sua mamma, dalla quale  ha appreso quelle che potremmo chiamare  le linee guida, le basi;  insomma  è come se avesse già da piccolo frequentato un corso di cucina a più livelli. Il lettore potrà gustare e assaporare la descrizione di momenti  sereni, soprattutto nei giorni di festa come Natale o Pasqua,  trascorsi a eseguire ciò che  mamma e zia –le generalesse- ordinavano alle truppe formate da figlie adolescenti e da bambini. Non intendo anticipare altro dell’ introduzione  dell’Autore, che di per sé è già un mini racconto. Certo è che il libro si sfoglia con gli occhi di un bambino stregato dai colori delle belle fotografie e con il languore di un adulto cui viene fame già leggendo le ricette. 

Queste sono frutto di un lungo percorso di studio e di ricerca. Sono state tutte provate e la scelta finale ha favorito quelle che rispondono al gusto contemporaneo; quelle “impresentabili a tavola” sono comunque citate.

Il mio entusiasmo anche per quest’ultimo lavoro di Martino Ragusa è assolutamente parziale. Ho il piacere di conoscerlo personalmente da molti anni e posso affermare di essere stata testimone diretta della sua meticolosità, non solo tra i fornelli. Del resto la mia è solo una flebile voce rispetto all’amore che fans e followers  tributano a Martino Ragusa,  che indossi le vesti di scrittore, gastronomo, di autore televisivo,  teatrale, di blogger…

“Quando Martino cucina, le mani sono ai fornelli e la mente va ai libri. Quando scrive, le dita battono sulla tastiera ma la mente prova un ingrediente, tiene d’occhio una cottura, prepara l’allestimento del piatto.” (Cit.)

Quando si legge un libro di ricette di Martino Ragusa, gli ingredienti si animano attraverso il racconto della loro storia, fino a formare il capolavoro che ciascuno di noi potrà ripetere, grazie alle esatte indicazioni dell’Autore.

“Ricette siciliane tra passato, presente e futuro” buone a tutte le latitudini.

Cucina Siciliana di popoli e signori 2 – 222 ricette tradizionali e innovative di Martino Ragusa – Edizioni Momenti.

Da non perdere il precedente :

Cucina Siciliana di popolo e signori-216 ricette tradizionali e innovative di Martino Ragusa – Edizioni Momenti.

Il blog di Martino Ragusa: martino ragusa.it

Giuditta Dina Lagonigro

Farra Wine Festival 2019

Con discrezione e grande impegno organizzativo è giunto alla quinta edizione il Farra Wine Festival- Food & Wine Experience che si svolgerà il 24 agosto nella Corte dell’azienda Colmello di Grotta, in via Gorizia 133, a Farra d’Isonzo, dalle 19.00 alle 23,30. Milena Colucci, la mente organizzativa dell’evento, quest’anno riserverà ancor più sorprese in una manifestazione ricca di protagonisti, in persona e in materia del mondo dell’enogastronomia e dello spettacolo.




Saranno in degustazione vini di rinomate cantine di Farra d’Isonzo, del Collio, del Carso, del Brda (Collio Sloveno), della Vipavska (valle del Vipacco-Slo), e del Cof (Colli Orientali del Friuli), che saranno abbinati a pietanze preparate da ristoranti, wine bar e attività agro alimentari ben conosciuti nel territorio e non solo. Per concludere caffè e digestivo…

Per gli appassionati di vini macerati e per chi vorrà cominciare a conoscerli sarà predisposto l’angolo degli Orange Wine con aziende che a pieno titolo rappresentano quella tipologia di vini.

Ospiti due regioni italiane, Puglia e Sicilia, con i loro prodotti enogastronomici.

Scendiamo nei particolari:

Il benvenuto con Piè di Mont – Cuvée Spumante Metodo Classico.

Per il Contado di Farra d’Isonzo: Bressan Fulvio-Borgo Conventi-Colmello di Grotta-LaBellanotte-Jermann-Villa Parens-Tenuta Villanova

Per il Collio, Carso e Cof: Scolaris-Ferlat-Castelvecchio-Ca’Ronesca-Roncus-Bastianich.

Per l’angolo Orangewine: Radikon-Paraschos-La Castellada-Franco Terpin- Dario Princic.

Per l’angolo regionale: Cooperativa Elorina per la Sicilia (Noto) e Tenuta Viglione per la puglia (Santeramo in Colle).

Per gli assaggi di cibo e prodotti del territorio saranno presenti: La Ghironda-Ai Due Leoni-Agli Antenati-La Chef Mobile-Enoteca dell’Impero-Al Refolo Hosteria Creativa-Il Ciant dal Rusignol-Azienda Agricola Li.Re.Ste.-I Mieli di Romans-Il Forno Storico-Veliscek Società Agricola- Società Agricola 4 Principia Rerum-Mirco Snaidero Affettatrici-La Glacere-Osteria al Molino-Osteria Vite Selvatica-Agriturismo Drejce-Cantine Terre Petrussa-La Boatina-Ristorante 1883-Ristorante Buzinel-Osterija Zogica-Gredic Castelletto di Zegla-Castello di Kromberk- Che Lumaca-Istra Tartufi Italia- L’oca Golosa.

I prodotti siciliani in degustazione: Patè di pesce – Pomodori secchi-Caciocavallo ragusano semistagionato- Pasticceria alla mandorla.

I prodotti pugliesi: Pane di Altamura Dop e Olio extravergine d’oliva.

A conclusione il caffè Goriziana Caffè e il “nobile digestivo” offerto dall’ANAG -Assaggiatori grappe- delegazione di Gorizia.

L’intrattenimento sarà affidato al DJ Luca Persolija e a Pasquale Gentile, presentatore e animatore goriziano. Collegamenti anche con la trasmissione Videobook di TV Caffè 24.

Interverrà, arrivando da Altamura, in missione per conto della Murgia, il gruppo musicale de Uaragniaun, con canti e musiche della tradizione popolare pugliese, in particolare della Murgia barese.

Il costo del biglietto è di €40, in prevendita €35.

Per info: Milena cell. 347 0678042 e-mail milena.colucci@inwind.it

www.farrawinefestival.eu

www.uaragniaun.com

g.d.lagonigro