I TRE GIORNI DA PECORA…PECOR’È

 

 

 

 

 

 

Ha chiuso i battenti con soddisfazione degli organizzatori e di tutti i partecipanti a vario titolo, il numero zero della Sagra della Pecora, svoltasi  ad Altamura dal 14 al 16 settembre, nell’accogliente giardino del ristrutturato Monastero del Soccorso. Ideazione, progettazione e realizzazione sono state curate dall’  associazione AlGraMà.

AlGraMà, acronimo che racchiude tre cittadine, Altamura, Gravina e Matera, è un concetto che va oltre il limite geografico. Essa, infatti è stata costituita da cinquanta soci fondatori, tra cui dieci soci sostenitori, i quali insieme a partners , soggetti pubblici e privati, si pone l’ obiettivo di coordinare le risorse di un territorio, cercando di valorizzarne le peculiarità nel rispetto dei singoli comuni. Pecor’è è stato uno tra i primi eventi organizzati da AlGraMà proprio nel periodo dell’anno in cui si conclude il raccolto dei cereali  e si attendono i raccolti della vendemmia e poi delle olive.

 

 

 

 

 

 

L’atmosfera di una comunità pastorale qual è stata e, in parte ancora è Altamura, è stata ricreata con grande impegno dagli organizzatori  i quali, con  entusiasmo e dedizione si sono adoperati per accogliere i visitatori in un mondo ricordato da pochi e sicuramente sconosciuto alle nuove generazioni. Il giardino del monastero è stato diviso in più settori, ciascuno con un tema diverso ma inevitabilmente legato all’altro. Antichi manufatti in lino, rigorosamente lavorati a telaio, ceste, setacci, pentole di rame,  hanno fatto da cornice alla zona “assaggi” . Orecchiette, Pecora alla “Rzzaul”, salsiccia al fornello, i piatti preparati dalle cuoche di Pecor’è e dai Mastri Macellai  aderenti alla Federcarni/ Confcommercio : Luca Casamassima, Diego Cornacchia, Pasquale Di Leo, Pasquale Lomurno.

 

 

 

 

 

 

 

A seguire, in un turbine di meraviglia per il curioso visitatore, l’angolo dei ricordi, con il materasso imbottito di lana che, per comprensibili ragioni di igiene, veniva aperto e rifatto almeno una volta all’anno, dopo aver lavato la lana che era al suo interno; molto interessante guardare la filatura della lana da parte di un fanciullo che speriamo tenga ben viva nella sua memoria quella esperienza.La zona riservata a gentili signore-nonne che insegnavano a fare orecchiette e capunti ha battuto alla grande i cooking show che inondano le programmazioni televisive e non solo…Tenere le pecorelle di razza altamurana che si sono concesse alla curiosità di piccoli e grandi.

 

 

 

 

Importanti i laboratori organizzati dalla vulcanica Tonia Massaro, Presidente della Confcommercio di Altamura,  dedicati ai bambini che hanno letteralmente  messo le mani in pasta, Infatti, con l’aiuto di un panificatore del Consorzio Pane di Altamura DOP,(Denominazione Origine Protetta  hanno impastato e dato forma a una piccola pagnotta di pane, poi infornato e personalizzato con il bollino della DOP, riportante il nome di ciascuno. Grande meraviglia ha suscitato la dimostrazione di un casaro che ha trasformato in tempo reale, il latte in formaggio, così come stupore hanno provocato le api del produttore di miele che ne ha svelato i segreti. Il tutto esaurito si è registrato anche per i laboratori dedicati alla degustazione-abbinamento cibo, vino e birra, anch’essi organizzati con il patrocinio della ConfCommercio di Altamura.

Nella prima serata la carne di pecora è stata preparata in tre versioni. Pecora alla Rzzaul -la “rzzaul” in dialetto altamurano è un orcio di terracotta nella quale i pezzi di carne vengono posti insieme a patate, cipolle ed erbe della Murgia,ciascuno ha il suo ingrediente segreto…-

. L’orcio è posto  in un forno, meglio se a legna, all’interno del quale la carne cuocerà almeno per quattro ore.L’altra versione è stata la pecora “cipoddata”, cotta, in umido, con una certa quantità di cipolla, in questo caso sono state utilizzate le dolcissime cipolle di Acquaviva, diventate una sorta di crema, dopo la lunga cottura, che hanno arricchito la già gustosa carne di pecora, senza appesantirla. L’altra portata è stata un classico: costicina di pecora e salsiccia di maiale e pecora (una novità), cotte al fornello. Il Dott. Michele Polignieri, Medico veterinario, igienista dell’ area veterinaria ispezione e controllo degli alimenti di origine animale, presso l’ASL di Bari, ha ricordato che Altamura, fino a qualche decennio fa rappresentava un punto di riferimento per gli allevatori. La pecora di razza altamurana ha importanti peculiarità che consentivano grande resistenza a una malattia provocata dalla puntura delle zecche.  Purtroppo oggi sono rimasti pochi capi per cui ben vengano manifestazioni a ricordo e per nuovo sviluppo della tradizione pastorale della città. Comunque per i consumatori deve essere importante la qualità della vita degli animali.

“L’ambiente è fondamentale per la crescita dell’animale, prova ne è la differenza tra il latte di animali allevati al pascolo e i derivati provenienti da allevamenti a regime intensivo”. Per la carne, tra le altre cose, è importante un’adeguata frollatura… La questione si è ripresentata durante il secondo laboratorio dedicato ai formaggi al quale, oltre al Dott. Polignieri, ha partecipato il Prof. Michele Faccia, Docente Universitario e referente regionale dell’ONAF,(Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggi). Il Prof. Faccia ha illustrato i requisiti che deve aver un latte di qualità soffermandosi a raccontare come si degusta un formaggio.

Varie le tipologie   presentate da due aziende: ricotta fresca, formaggio fresco,  treccia, canestrato di varia stagionatura, fino al dessert con la ricotta al forno al limone e con gocce di cioccolato. Due le aziende vitivinicole che hanno accompagnato gli assaggi di cibo.

 

 

Per la carne di pecora l’Azienda Colli della Murgia di Gravina, ha presentato due vini rossi: Symbol IGP , da uve biologiche selezionate e Mazzaro IGP da uve Aglianico e Cabernet Sauvignon.

 

 

 

 

 

Due vini robusti con caratteristiche diverse che ben si sono prestati al “gioco degli abbinamenti” cui la platea ha partecipato. Presente anche il micro birrificio Birra del Console (Monopoli), che ha offerto due   birre artigianali aromatiche.Con la pecora  alla rzzaul ben si accompagnava  anche un cocktail alle erbe della Murgia, preparato da Skyzzo- Daniele, eclettico patron del winbar Tomodivino  (Altamura).

 

 

 

 

 

Interessante anche l’accostamento dei tre  vini bianchi, dei quali uno passito, proposti dall’Azienda  Mazzone, di Ruvo di Puglia.

Terre Bianche, Bombino bianco IGP Murgia e Surliè, Malvasia bianca IGP Puglia, per accompagnare i formaggi; il passito Collezione Jazzisti,  IGP Murgia da uve Minutolo in abbinamento alla ricotta al forno. Molto animato è stato il confronto con molte domande da parte dei presenti.

 

Importante è ricordare anche i momenti dedicati all’arte con la mostra fotografica curata da Vito Squicciarini, giovane talento da seguire con attenzione e la mostra di arte di Francesco Lorusso, con opere deliziose dedicate naturalmente allapecora di razza altamurana…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Di vario genere ma tutti egualmente trascinanti gli spettacoli musicali che si sono alternati durante la Sagra della Pecora, conquistando bimbi, giovani e adulti.

 

Non si può non menzionare la Tavola Rotonda con l’ambizioso tema: Pecor’è…Passato e futuro dell’ovinocultura Murgiana a cui hanno partecipato vari esponenti del mondo universitario, agricolo, associativo, per cominciare a lavorare insieme per ridare nuovo impulso alla vocazione “silvo-pastorale”(cit.) all’intera Murgia.

 

Grande progetto quello di AlGraMà che, come ha affermato il suo Presidente, Avv. Giovanni Moramarco, intende coinvolgere l’intero quadrilatero della Murgia Appulo Lucana, mettendosi in rete, facendo squadra con progetti e risorse comuni per la valorizzazione del passato in chiave moderna, concreta e propositiva. Bravi tutti per l’ottimo lavoro di squadra.

Giuditta Dina Lagonigro

www.algramamurgia.it

 

 

 

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