Simon di Brazzan – La tradizione non ostacola l’innovazione…

 

I vini di Simon di Brazzan

Daniele Drius è un pacato ma volitivo vignaiolo che, nel giro di qualche ora, ci ha dato una bella lezione di viticoltura e viticultura .

 

 

 

Siamo a Brazzano di Cormons (Go), nell’azienda Simon di Brazzan. Daniele ha ereditato dal nonno, ancora ben presente nell’azienda, non solo i tre ettari di vigna, che nel tempo sono diventati tredici,   ma tutte le basi del sapere poi elaborato attraverso  varie sperimentazioni, con l’obiettivo ultimo di produrre buoni vini nel massimo rispetto della salute della Terra e degli uomini.

Daniele Drius

L’azienda da dieci anni si è convertita al biologico per poi seguire un percorso di agricoltura biodinamica: gestione dei trattamenti fitosanitari, sovesci con semi di erbe di diversi tipi, per esempio…Tutto si  fa affinché la pianta, in questo caso la vite, stia bene.Le varietà autoctone, quali Friulano e Malvasia, ben rispondono alla “disciplina biodinamica”, anche se buoni risultati si ottengono pure con il Sauvignon e il Pinot grigio.Daniele segue le viti giorno per giorno, decide che è giunto il momento di vendemmiare quando, dopo aver assaggiato i vinaccioli, si rende conto che l’uva è matura al punto giusto.”Ogni essere vivente, quindi anche una pianta, è sulla terra per moltiplicarsi, per dare la vita… Il vinacciolo non ancora pronto viene protetto dalla pianta che secerne sostanze repellenti naturali, tali da respingere anche animali predatori”… Il nonno lasciava l’uva a contato con le bucce per una notte, Daniele, seguendo i suoi insegnamenti, ha deciso di cambiare qualcosa.Sono stati fatti investimenti tecnologici, come la progettazione e realizzazione di un trattore con un carrello munito di una tettoia e di un meccanismo di refrigerazione, per consentire di mantenere l’uva quasi intatta fino all’arrivo in cantina. L’uva viene scaricata nella diraspatrice che elimina lo scheletro, l’acino viene schiacciato, meglio, pinzato come tra due dita. A seconda della quantità si decide di mettere l’uva nel vinificatore o direttamente nella pressa. C’è sempre il controllo della temperatura che viene mantenuta a 12°. La  mattina successiva l’uva viene sgrondata ( utilizziamo concetti semplici per semplificare) per poi essere pressata. In questa prima fase non si aggiungono solfiti. L’acido solforoso attraverso reazioni chimiche si  trasformerebbe in acido solforico che risulterebbe molto aggressivo per l’uva, sottraendo alle bucce componenti utili per la longevità del vino. Certo il mosto è più scuro ma a questo si ripara attraverso la “flottazione”, processo attraverso il quale si illimpidisce il mosto eliminando parti che renderebbero il vino poco elegante.Il mosto limpido viene posto nelle vasche d’acciaio dove si avvia la fermentazione.

Tini -Simon di Brazzan

Le fasi appena descritte sono riservate ai vini “base”. C’è un’altra linea prodotta da Simon di Brazzan riservata ai “vini d’annata” cosiddetti “vini della tradizione” come il Friulano e il Pinot Grigio, per la cui produzione i vi è un processo di vinificazione diverso, completato dopo molti esperimenti. Per codesti vini si raccoglie una parte di uve, circa un quintale e mezzo, in anticipo rispetto al resto.Si usa una piccola dose di solforosa che blocca i batteri acetici e i lieviti deboli, lasciando spazio ai lieviti più forti.Queste uve vengono poste in tini di legno nei quali si avvia una fermentazione, in presenza di bucce, che dura dai venti a venticinque giorni.Daniele, dopo vari esperimenti, ha compreso che, per ottenere buoni risultati bisogna che la fermentazione completi il suo ciclo, fino all’affondamento del cappello.

Daniele Drius

L’avvio della fermentazione è dato da lieviti biologici. Il vino rimane sui lieviti fino a marzo, nel frattempo si procede a mescolare i lieviti che restano sul fondo sia dei tini che nelle vasche d’acciaio.A marzo si fanno “le masse” prendendo parte dai tini e parte dalle vasche d’acciaio, cercando di salvaguardare le componenti tipiche del vitigno.Queste masse saranno aggiunte all’altro vino. Daniele Drius ritiene che, dopo molte prove, questa sia la strada giusta per valorizzare l’azienda di non grandi dimensioni. Circa 80.000 sono le bottiglie prodotte annualmente, la casa di famiglia si trova al crocevia che separa  il Collio dal  Cof (Colli Orientali del Friuli), su terre protette dalle Alpi e avvolte dalle brezze che giungono dal non lontano mare. Un paese dove tutti si conoscono, dove ancora si respira un’aria che profuma di buoni e solidali  rapporti di vicinato, di storie e tradizioni comuni…La cantina è adiacente alla casa, tutto comincia e tutto finisce, un ciclo familiare che si riflette nel ciclo dell’uva, raccolta, trasportata in cantina e custodita fino all’imbottigliamento, tutto fatto in casa alla vigile presenza del Nonno e della mamma di Daniele, importante figura di riferimento.

Passerella dei vini degustati

I vini

Blanc di Simon 2016 – 13,5°-  Doc Friuli  da uve Tocai Friulano – Un vino che attira immediatamente l’attenzione per i riflessi tra il dorato e il verdognolo che si alternano nel calice ma soprattutto per l’intensità e la varietà dei profumi: agrumi, sambuco, fiori bianchi che i ritrovano in bocca con la chiusura di un ammandorlato finale quale firma del vitigno. Un vino di grande “digeribilità”.

Malvasia 2016 -13,5°-  Doc isonzo del Friuli .Vi è una percentuale  (5%) di malvasia di Candia che contribuisce ad arricchire i sentori- prevalgono gli agrumi-e  a dare un’ inaspettata morbidezza dì ingresso in bocca con una immediata pulizia del palato che si prepara ad accogliere un altro sorso.

Rinè Blanc 2015 -13°- IGT Venezia Giulia, composto da Pinot bianco (50%), Sauvignon (25%),Malvasia (20%)Traminer (5%), dedicato alla nonna Caterina e quindi ci piace a prescindere.

Sauvignon 2016 -14°-Doc Isonzo del Friuli. Elegante al naso con note fruttate che prevalgono su quelle vegetali (foglia di pomodoro, peperone…). In bocca i sentori si materializzano prepotentemente e con una lunga persistenza.

Pinot Grigio 2016 -14°- Doc Isonzo del Friuli. È stato volutamente servito dopo il Sauvignon perché è un vino di grande struttura, ammiccante con la sua sfumatura rosa e il delicato fruttato che lo  caratterizza al naso e in bocca.

Pinot Grigio Tradition 2015 – 13,5°-IGT Venezia Giulia, metodo tradizionale di vinificazione per in Pinot Grigio ramato, 20 giorni di fermentazione e affinamento in botte da sette ettolitri.Il legno arricchisce la struttura del vitigno conferendo al vino un personalità decisa e asciutta.

Blanc di Simon Tradition 2012 -14°- IGT Venezia Giulia, 30 mesi di affinamento in botte grande e un mese i bottiglia prima della commercializzazione. Quasi esotico con profumi di albicocca , canditi e, inevitabilmente, mandorla. Inebriante, raggiunge i sensi con la sua naturale  potenza …La linea tradition è nata per  dare ad alcuni vini, la possibilità a di avere lunga vita…

Cabernet Franc 2015 -13,5°-Doc Isonzo del Friuli. Rosso rubino, con riflessi violacei porta al naso profumo di confettura con una sensazione leggera  vegetale. In bocca è più fresco di quello che appare dopo la prima olfazione. Il tannino non è aggressivo seppur il Cabernet potrà dare il meglio  di se fra qualche tempo…

Merlot 2014-13,5°- Doc Isonzo Friuli- Affinato per un anno  in botti di rovere da cinque ettolitri, ha sentori di frutti rossi, in bocca è asciutto e decisi, con tannini non prepotenti…

Verduzzo passito 2013- 16°- IGTVenezia Giulia – Dolce ma non stucchevole, secco, con un’ampiezza di profumi che si ritrovano in bocca, insieme alla voglia di bere un altro sorso.Le uve di Verduzzo vengono poste su grate sistemate in alto, in una parte adiacente alla cantina, a metà dicembre vengono spremute. Dieci quintali di uva all’anno, una sola barrique in cui il vino sosta due anni. Seicento bottiglie, solo per pochi…È perfetto con il formadi frant, antico formaggio friulano.

Tappo Diam orangine

Una curiosità: la scelta del nome Simon risale a decenni fa, allorquando la bisnonna di Daniel, rimasta vedova, delegò un certo Simon alla conduzione dell’azienda agricola. La gratitudine si esprime in molti modi…

Brindisi con Daniele Drius

“Quattro sono fattori che determinano la qualità del vino. La Terra esprime l’antica essenza, il Vitigno rappresenta la qualità potenziale, il Clima apporta la variabilità e l’Uomo, con passione, realizza l’eccellenza”.

Giuditta Dina Lagonigro

Azienda Simon di Brazzan -Via San Rocco, 17-Brazzano di Cormons (Go) Tel. 0481 61182

 

 

 

 

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