Il Negroamaro-Vitigno di Puglia

Il Negroamaro è un vitigno indissolubilmente legato alla storia vitivinicola della Puglia. Secondo quanto riportato nell’Atlante dei Vitigni di Puglia, i primi studi che lo riguardano risalgono al 1872, quando si parlava di un’uva coltivata soprattutto nel Salento “con grappoli mezzani e acini a forma di oliva, di nome Nero-Amaro, detto anche Niuru Maru, Nicra Amaro, Nero Leccese, Uva cane nel Capo di Leuca. Vi erano tracce anche in altri luoghi della Puglia e si presume che sia stato importato dai Greci insieme al sistema di coltivazione “ad alberello“. È molto interessante conoscere i nomi con cui il Negroamaro veniva identificato nelle altre zone: Cestoneia a Vico del Gargano(Fg),Amantunico a Gravina di Puglia. Anche nel circondario di Altamura, secondo l’ampelografo Giuseppe di Rovasenda, si allevava il Ranicuglio nero, coincidente con il Negroamaro. Nomi diversi, ma somiglianti caratteristiche del vino che ha un colore molto intenso, tannini ben presenti e in bocca una nota finale leggermente amara. 

I tannini sono sostanze naturali -polifenoli- che si trovano nella buccia, nei vinaccioli e nel raspo-(tannini catechici) che dal processo di vinificazione, fino all’affinamento nel tempo, conferiscono colore, più o meno accentuato e sono essenziali al sapore finale del vino; ci sono anche i tannini rilasciati dalle botti di legno che si chiamano gallici e si trovano nei vini che hanno subìto un processo di affinamento in botte. 

Il Negroamaro fu molto importante per dare nuovo vigore ai vitigni dopo la Fillossera che falcidiò anche la Puglia, agli inizi del ‘900.

Le uve contengono un’elevata quantità di zuccheri che trasmettono al vino una gradevole morbidezza. Il vino prodotto da sola uva Negroamaro (quando è giovane), ha una tonalità rosso rubino molto scuro, quasi inviolabile; i profumi, prevalentemente di piccoli frutti rossi e neri, come more, ribes e gelso, si ritrovano al gusto. Comunque, per quanto il vitigno sia lo stesso, ogni vino ha proprie caratteristiche che derivano dal territorio, dal tipo di vinificazione, dalle scelte del vignaiolo…

Il Negroamaro si può gustare anche nella versione “rosato” -fermo o spumante- che regala al naso profumi di fiori ed eleganti note fruttate. Il colore non deve ingannare perché anche il Negroamaro rosato, al contrario di un errato pensiero di alcuni, è un vino di grande struttura, ormai conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.

IL Negroamaro insieme ad altri vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Puglia, come la Malvasia nera, contribuisce alla produzione di vini delle DOC Leverano e Salice Salentino. 

Il Negroamaro rosso è perfetto in abbinamento a pasta con sughi succulenti e a carni di vario genere: manzo, maiale, salsicce, pecora, selvaggina, cotti secondo le tradizionali ricette locali ma attingendo anche ad altri luoghi. I vegetariani potranno gustarlo con molti formaggi. Il Negroamaro rosato è perfetto con una ricca zuppa di pesce, con pesce fritto, al forno o anche crudo, per gli appassionati…

Forma una coppia perfetta anche con carni bianche, torse salate e frittate, solo per fare qualche esempio.

Buona degustazione.

Giuditta Dina Lagonigro.

La fotografia è stata presa dal sito politicheagricole.it

Pane e vino simboli di vita

La firma è di Giuditta Dina Lagonigro

Il nostro pensiero, dopo la domenica delle Palme, volgerà alla Pasqua che arriverà in un momento, purtroppo ancora non terminato, di grandi sofferenze, per alcuni fisiche, per molti, psicologiche. Il mistero pasquale per i cristiani consiste nel “passaggio da questo mondo verso un mondo nuovo, nella gloria della resurrezione verso il Padre…” Il sacramento dell’Eucarestia, come recita il Catechismo della Chiesa Cattolica “rappresenta il sacrificio del Corpo e del Sangue del Signore Gesù, che si perpetua da secoli anche attraverso due elementi essenziali: il pane di frumento e il vino della vite, segni visibili attraverso cui Cristo stabilisce la comunione con i partecipanti.” L’Eucaristia è stata istituita da Gesù Cristo il Giovedì Santo -la notte del tradimento- mentre celebrava l’Ultima Cena con i suoi Apostoli,  lasciando la grande eredità  della celebrazione eucaristica nei secoli a venire. Quali caratteristiche devono avere il pane e il vino offerti durante l’Eucaristia? Secondo le norme del Codice di diritto canonico e dell’Institutio Missalis Romanis (documento che regola la celebrazione della Messa di rito romano), “il pane utilizzato nella celebrazione deve essere azzimo, esclusivamente di frumento e preparato di recente, in modo che non vi sia alcun rischio di decomposizione. È un grave abuso introdurre nella confezione del pane dell’Eucarestia altre sostanze, come frutta, zucchero o miele. Le ostie devono essere confezionate da persone che non solo si distinguano per onestà, ma che siano esperte nel prepararle e fornite di strumenti adeguati. Il vino deve essere naturale, del frutto della vite, genuino, non alterato, né commisto a sostanze estranee. Bisogna verificare con la massima cura, che sia conservato in perfetto stato e non diventi aceto. È assolutamente vietato usare del vino sulla cui genuinità e provenienza ci sia dubbio; occorre che il mosto, cioè il succo d’uva, sia fresco e conservato sospendendone la fermentazione tramite procedure che non ne alterino la natura”. Le parole vino e vite sono presenti nella Bibbia in molti versetti. Nell’Antico e Nuovo Testamento, numerosi sono gli episodi in cui il vino è presente quale segno di ospitalità, di gioia e quindi di vita. Ne Il Cantico dei Cantici al pari dell’amore, provoca turbamento e rende ebbri…Un racconto d’amore, come lo ha definito il cardinale Dionigi Tettamanzi è quello dello sposalizio a Cana di Galilea. “L’amore, è tanto meraviglioso quanto fragile” la mancanza di vino che può compromettere la riuscita della festa ci fa riflettere sulle ombre che potrebbero arrivare nella vita. Il vino dunque, anche nella Bibbia è simbolo di letizia, abbondanza e anche di rimedio per superare momenti di stanchezza; allegoricamente è gioia di vivere e sorgente di salvezza, nella quotidianità e soprattutto durante le festività, può accompagnare i nostri sereni momenti di convivialità, piacevolmente ma sempre moderatamente. 

L’articolo è stato pubblicato sul portale online algramà.it

Festival della Malvasia -Gusto raffinato del Mediterraneo-Portorose

La firma è di Giuditta Dina Lagonigro

Festival della Malvasia

Il Festival della Malvasia che si svolge da ben ventidue anni a Portorose, organizzato dall’Associazione dei viticoltori dell’Istria Slovena, è diventato un appuntamento sempre più attento a un vitigno protagonista della viticoltura di quei luoghi ma che porta con sé radici lontane. Il Festival della Malvazija – gusto raffinato del Mediterraneo-si è svolto  nei giorni 1 e 2 marzo, nelle sale dell’Hotel Slovenija. Grande e sentita la partecipazione dei vignaioli giunti dall’Istria e dalle zone del Kras (Carso), Brda (Collio),Vipavska Dolina  (Valle del Vipacco), dalla Hrvaska Istra (Istria Croata) e dall’Italia -presenti le istituzioni impegnate  nella promozione turistica del Paese- alla cerimonia di apertura del Festival.

Il sindaco di Pirano Denio Zaskovič ha riaffermato l’importanza della Malvasia quale vino dalle antiche origini, con un gran carattere ,“ che rende il comune di Pirano (di cui Portorose/ Portoroz  è una frazione), una destinazione importante e riconoscibile; la Slovenia il prossimo anno potrà fregiarsi del titolo di Regione Gastronomica Europea e i vini istriani potranno spianare la strada verso mercati esteri”…  

Ingrid Manhič, energica e infaticabile presidente dell’Associazione dei Viticoltori dell’Istria Slovena ha manifestato la sua soddisfazione per il percorso compiuto:- “La Malvasia istriana è diventata la regina del vino e il Festival ha assunto una portata internazionale. L’Istria è speciale perché si vive in amicizia e armonia, a prescindere dai confini…”- Il Festival della Malvasia è anche un’occasione d’incontro tra i vignaioli che discutono e si scambiano opinioni andando oltre l’assaggio dei vini”… In questa edizione uno dei momenti più importanti è stata la tavola rotonda in cui si è discusso di comunicazione attraverso i social media, per promuovere al meglio il marchio di ciascuna azienda. Molto elegante Tea Ivančič, Regina del Vino dell’Istria Slovena 2020, che ha salutato i presenti, confermando quanto le nuove generazioni dei vignaioli istriani si siano impegnate ad acquisire recenti  tecniche che hanno portato la Malvasia ad altissimi livelli qualitativi. Presente anche la delegazione dell’Associazione per lo sviluppo della cultura del bere Sommelier Slovenia, che da sempre collabora per la selezione dei vini.

Il presidente Ivan Peršolja ha rilevato l’importanza delle informazioni che i vignaioli devono dare ai consumatori, in modo che questi possano scegliere i vini con consapevolezza. La colonna sonora dell’inaugurazione ha visto quali protagonisti Julija Jogan e Gabrijel Jurīsevič, due giovani e bravi cantanti musicisti.

Per l’edizione 2020 sono stati esaminati 120 campioni di Malvasia suddivisi in sei categorie: spumanti (9 campioni), fresche (40 campioni), mature (44 campioni),macerate (33 campioni), con residuo zuccherino-dolci-(3 campioni), aromatizzate (1campione), valutate da due commissioni.   

Uno degli obiettivi degli organizzatori è creare le migliori condizioni non solo per degustare la Malvasia dei diversi produttori, circa settanta in questa edizione, ma per conoscerne il percorso, dalla vigna alla bottiglia, apprezzarle in abbinamento con gustose pietanze – soprattutto a base di pesce – che siano tradizionali o rivisitate, sempre nel rispetto della materia prima che deve essere freschissima.   Questo è lo scopo degli incontri organizzati parallelamente alle degustazioni di tutte le Malvasia presentate al pubblico. 

Laboratori

Qualcosa di branzino / Nekaj iz brancina

Tomaz Bevčič , pluripremiato chef del ristorante Rizibizi (rizbizi.si), a Portorose, ha regalato una lezione di pulizia e sfilettatura di branzino, offrendo poi quattro assaggi con differenti preparazioni. 

 La freschezza della materia prima, il recupero degli scarti, una grande tecnica con uno sguardo all’Oriente, trasformano il cibo in una grande emozione.  La Malvasia VinaPrelac Šinjora 2017  e La Malvasia Pètris Doc Collio 2018 hanno accompagnato l’assaggio del branzino, lasciando a ciascuno la scelta del miglior abbinamento.

Malvasie vincitrici del concorso Sommelier della Slovenia 2020.

Le degustazioni, alla cieca (cioè con le etichette coperte) delle Malvasia premiate dall’ Associazione Sommelier della Slovenia, sono state guidate dal sommelier Valentin Bufolin che con grande padronanza della materia, ha coinvolto i partecipanti invitandoli  a individuare i vini   ( dalle Malvasia spumantizzate fino a quelle dolci) secondo la personale classificazione per poi confrontarla con quella ufficiale.

La luce delle Malvasia

Liliana Savioli, sommelier, degustatrice sensoriale e giornalista, da anni di casa tra i produttori di Malvasia, per la ventiduesima edizione del Festival della Malvasia ha ideato un laboratorio con un tema inedito: sinestesia, Malvasia e arte. La sinestesia è una figura retorica proveniente dalla percezione che porta ad associare in una stessa immagine parole o parti di discors,o a sfere sensoriali differentiIn pratica si associa una sensazione, visiva o gustativa a un’altra sensazione apparentemente di altra natura (ndr).

 Ella ha illustrato come attraverso la vista, il gusto, l’olfatto e anche il tatto, viene emesso uno stimolo che arriva il cervello, viene filtrato dal sistema nervoso e poi costruito. La teoria è sicuramente più ardua da comprendere, quindi è meglio passare a esempi pratici. Dopo aver guardato un bel quadro quali sensazioni proviamo, pensiamo a un vino, quale per profumi e sapore potrebbe farci rivivere emozioni convergenti?

Per ogni categoria di Malvasia presentate al Festival è stato scelto un vino  cui è stato associato un quadro.

Malvasia spumantizzata

La Corda sensibile (Magritte)  – Malvasia metodo Charmat Vinakoper

Malvasia fresca

Un frutteto in primavera  (Manet) – Damjanič 2019 Parenzo/Istria Croata

Malvasia matura

Il club del giardinaggio (F. Botero)- Vinales, Smarje / Slovenska Istra

Malvasia macerata

Ritratto di Adele Boch-Baur (G.Klimt)- Steras 2015 Isola (no solfiti, lieviti            indigeni)

Malvasia dolce

Pane (Veno Pilon)  Santomas 2017.

Vivace il confronto tra opinioni a volte concordanti ma anche divergenti a dimostrazione che ciascuno ha giustamente, differenti punti di vista e questo è il bello di ogni dibattito.

L’influenza del legno sul profilo aromatico della Malvasia

Il laboratorio, molto tecnico, è stato guidato da Boštjan Zidar, enologo della cantina Vinakoper. Il legno gioca un importante ruolo e il suo utilizzo, nelle varie forme,  condiziona il risultato finale di un vino.

Quale tipo di Malvasia pianteremo?

Insolita quanto importante  è stata la degustazione di dieci Malvasia prodotte da altrettanti cloni ancora non certificati.  A illustrare lo studio dei vitigni  Tamara Rusjan e Andrja Škvarč, due professioniste che con grande preparazione hanno illustrato il lavoro svolto e quanto è in programma per dare un’identità ai cloni.

Il Refosco e le sue storie

Non solo Malvasia! Anche Terrano e Refosco sono stati protagonisti di una degustazione guidata da Tilen Praprotnik, esperto sommelier e vignaiolo. 

Refosco, Refosco dal peduncolo rosso, Terrano, cosa hanno in comune? Animata la discussione sulla comune origine dei vitigni ma sul diverso risultato che cambia secondo  territorio e vinificazione. 

La peculiarità del Festival della Malvasia –gusto raffinato del Mediterraneo-è quella di consentire l’assaggio di decine di Malvasia, di ascoltare i racconti dei vignaioli, i progetti, la voglia di sperimentare…L’annata 2019 presenta una Malvasia con una notevole carica aromatica ed elevata sapidità. I luoghi di produzione e la terra su cui le viti crescono, naturalmente rendono unico ciascun vino. Gli spumanti, con Metodo Charmat e Metodo Classico, hanno dato un’esauriente  panoramica  della Malvasia con “ le bollicine”, buona l’evoluzione delle Malvasia mature (dal 2018 indietro) che hanno raggiunto una   struttura potente e ben riuscite alcune Malvasia macerate. Una nuova presenza si è registrata tra  i vini italiani , la Malvasia di Candia giunta dai Colli Piacentini.

Molto numerose sono state le aziende premiate; ecco la scala dei punteggi e le aziende che hanno ricevuto i preziosi attestati.

75/ 80 medaglia di bronzo – 80/85 medaglia d’argento-85/90 medaglia d’oro, oltre 90 la Gran medaglia d’oro .

SPUMANTI: Vina Sanabor, Penina Pallidia 2015 Medaglia d’oro.

MALVASIA FRESCHEGrande Medaglia d’oro a Vina Markovič Malvazija 2019-Damjanič wines, Malvazija Istarska 2019 –Vina Frankovič, Malvasia 2019. Medaglia d’oro a Vinska Klet Franko Markovič, Malvazija 2019-Fakin Malvazija 2019- Kmetija Cigoi, Malvazija 2019-Vina Bric Malvazija 2019-Damijanič wines, Malvazija Istarska 2019-Terzolo Malvazija 2019- Vinogradništvo Ferran & Rupnik, Malvazija 50 2019-Vinska Klet Markezič Sv. Anton, Malvazija 2019-santomas, Malvazija Santomas 2019-Vinska Klet Robi & Dorjano Korenika, Malvazija 2019-Steras wines, Malvazija Saurin Hills 2019-Tomazič, Malvazija 2019-Vinales, Malvazija 2019-Vinarija Tomaz, Malvazija Avangarde 2019-

MALVASIA MATUREGrande medaglia d’oro a VinaKoper, Malvazija Capris-Medaglia d’oro: Vinska Klet Franko Markovič, Malvasia 2018-Degrassi Vinarija, Bomarchese Selekcija 2016-Primošič, Malvazija 2018-Vinales Malvazija 2015-Kmetija Mahnič, Malvazija 2018-Bregovi, Malvazija 2018-Vinska Klet Peroša, Malvazija 2018-Pervino, Malvazija Istarska 2018-Steras Wines, Malvazija saurin Hills 2018-Vina Frankovič, Malvzija  Korona 2018-Vipava 1894 Malvazija Terase 2018-Malvasia Istriana, Cuvee de Vigneron 2018-Venica & Venica, Petris Malvasia 2018-Damjanič wines, Malvazija Akacijaa 2016-Vinakras, Malvazija Prestige 2016- Vipava 1894, Malvazija Lanthieri 2018-Vina Markovič, Malvazija 2018-Vinales Malvazija 2018-Posestvo Brič, Malvazija 2018-Santomas, Malvazija Santomas 2018-Vinakras, Malvazija Elite 2018-Damjanič Wines, Malvazija Akacija 2017-Vina Guštin, Malvazija Premium 2017-Vinakoper, Malvazija Capodistria 2016-Vina Bordon, Malvazija 2018-Malvasia Istriana, Mlavazija La Fleur de Vin 2018-Vina Prelac, Malvazija 2018-Kmetija Jogan Damijan Malvazija Classic 2018-Bio Vina Montis & Eko Laura, Malvazija Montis 2018-Food & Wine Station trapan, Malvazija 2016

MALVASIE MACERATE Grande medaglia d’oro: Steras Wines, Malvazija Kocinski 2015-Vinaija Tomaz, Malvazija Sesto Senso 2017- Posestvo Polič Trūske, Malvazija Murva 2016-Medaglia d’oro: Zaro Malvazija Maceracija 2018-Vinska Klet Robi in Doriano Korenika, Malvazija Akacija 2015-Food & wine Station Trapan, Malvazija 2015-Domačija Razman, Malvazija Antiqua 2017 e Malvazija Petrea 2018-Fakin, La Prima 2018-Vina Zigante,Malvazija Istarska 2016-Vina Bordon, Malvazija Dora 2015-Ekološko Vinogradništvo Rodica, Malvazija Selekcija 2016-Zigante D.O.O. Malvazija 2018-Vinska Klet Markezič Sv. Anton, Malvazija 2017-Veralda  P.O. Ambra 2017-Vina Prelac, Malvazija Šiniora 2016-Domačija Razman, Antiqua 2016.

MALVASIA DOLCE (con residuo zuccherino) Grande Medaglia d’oro a Terzoni, Malvasia Aromatica di Candia 2015-Medaglia d’oro: SantomasMalvazija  Invasia  2017-Vinakoper, Malvazija Pozna Trgatev 2015.

www.festivalmalvazija.si

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Krimiso – Catarratto di Aldo Viola

La firma è di Giuditta Dina Lagonigro

Ci è voluto molto più di qualche minuto, come accade per vini con una spiccata personalità, per entrare con tutti i sensi nel Krimiso – Catarratto 2017 Terre Siciliane IGP di Aldo Viola. Non ho ancora avuto il piacere di conoscere personalmente il vignaiolo di Alcamo (Tp), che con nove ettari di superficie coltivata produce trentaduemila bottiglie per anno, di cui diecimila “in modo artigianale e naturale” ( fonte: viniveri.net).

Appena versato nel calice, il Krimiso, con il suo raggiante color dorato, ha sprigionato un intenso profumo di incenso, chiodi di garofano e subito dopo cannella. Questi sentori per quasi un’ora dalla stappatura hanno prevalso sugli agrumi che cercavano di farsi spazio…Anche in bocca si sono riproposte le stesse caratteristiche olfattive, con la stessa intensità. Dopo qualche ora le varie componenti che quasi scazzottavano tra loro, si sono acquietate. Sono emersi fiori di campo ed erbe aromatiche in un bouquet da Donzelletta che vien dalla campagna…Profumi di terra con intromissioni marine spinte dalla spiccata sapidità. In bocca, anche dopo un paio di giorni ( mi piace mettere a dimora vini che mi incuriosiscono o mi lasciano perplessa), seppur più delicatamente si sentono ancora le spezie, c’è un’attesa astringenza che non infastidisce anzi, pulisce il palato e, insieme a una moderata acidità invoglia a bere un altro sorso. Il nome è appropriato, parla della terra da cui arriva il vino se è vero, come ipotizzo, che possa ispirarsi al mitico fiume Crimiso di Sicilia(oggi fiume San Bartolomeo)… Chissà, appena possibile me lo farò raccontare.

Per l’abbinamento ho pensato a piatti a base di pesce e in particolare ad alcune ricette di Martino Ragusa, gastronomo, giornalista, scrittore, con le arance di Ribera. I suoi due ultimi libri “Cucina Siciliana di popolo e signori 1 e 2″ sono dedicati a gustose ricette tradizionali e innovative.

Io ho preparato un carpaccio di baccalà e arance ma naturalmente non c’è che l’imbarazzo della scelta.

www.aldoviolavini.it info@viniviola.it

ENOTECA DI CORMONS – UN BRINDISI LUNGO QUASI TRENT’ANNI

La firma è di Giuditta Dina Lagonigro

L’Enoteca di Cormons (Go), considerata il “centro del vino friulano”è nata nel 1990 con lo scopo di promuovere e valorizzare la produzione vinicola del territorio, con uno sguardo anche sui prodotti della gastronomia. Le varie anime riunitesi in cooperativa con un unico obiettivo, sono quelle dei più dei trenta vignaioli soci che, insieme alle varie amministrazioni comunali di Cormons, hanno creduto in un progetto, nel tempo rivelatosi valido: quello di accompagnare gli appassionati alla conoscenza dei vini delle Doc Collio e Isonzo. Uno degli appuntamenti annuali fissi, è la serata dedicata agli auguri per le festività natalizie e di fine anno. Un momento corale durante il quale, insieme ai vignaioli e ai collaboratori dell’enoteca, si ritrovano vecchi e nuovi amici.

La serata di fine 2019 è stata particolarmente emozionante. Nei mesi scorsi infatti, c’è stato un epocale cambio della guardia della presidenza e del consiglio direttivo. Dario Raccaro, presidente dell’enoteca per circa tre decenni ha lasciato spazio a un giovane vignaiolo: Michele Blazic. Anche il consiglio direttivo è composto per la maggioranza, da giovani vignaioli e naturalmente da un giovane rappresentante dell’amministrazione comunale.

La serata dedicata agli auguri è stata l’occasione per rinnovare i ringraziamenti al past president Raccaro da parte di Michele Blazic, con un percorso a ritroso, attraverso la visione di foto d’epoca. In regia Elena Orzan, conduttore in qualità di storico del territorio, nonché autore di testi e foto, il dott. Claudio Fabbro.

Lo scorrere del tempo attraverso vecchie fotografie, ha riportato alla mente, sin dal 1990, storie e volti di uomini e donne che si sono avvicendati nella collaborazione con l’Enoteca di Cormons. Un’intensa commozione ha pervaso l’aria nel ricordo di amici che hanno lasciato questo mondo. Ma si sa, panta rei, tutto scorre, l’importante è serbar la memoria… Al presidente Dario Raccaro è stata donata un’opera grafica con i volti -in caricatura-, di tutti i soci dell’Enoteca; una copia è stata affissa all’interno del locale.

L’augurio, oltre a quello di trascorrere serene feste, va all’Enoteca di Cormons e a tutta le sua squadra, di continuare a essere portavoce di una realtà che comprende non solo vino e gastronomia ma anche meravigliosi luoghi e gente ospitale.

enoteca-cormons.it

comune.cormons.go.it

Borgo Conventi inaugura il nuovo wine shop.

wine shop Tenuta Borgo Conventi

Si è svolta lo scorso sabato, 23 novembre la cerimonia inaugurale del nuovo Wine Shop di Borgo Conventi. La famiglia Moretti Polegato, che da qualche mese ha acquistato la Tenuta di Farra d’Isonzo, è legata al nome di Villa Sandi, prestigiosa azienda veneta, che si trova a Crocetta del Montello (TV), ai piedi delle colline trevigiane del Prosecco. Nell’occasione dell’apertura del nuovo punto vendita della Tenuta Borgo Conventi, Giancarlo Moretti Polegato, Presidente di Villa Sandi e la gentile consorte, signora Augusta, hanno accolto autorità civili, militari ed ecclesiastiche, vignaioli del territorio insieme ai numerosi collaboratori e amici. L’occasione è stata data dall’apertura del nuovo wine shop, in pratica un accogliente punto vendita nel quale, nuovi visitatori e storici clienti dell’azienda potranno degustare, scegliere e acquistare i vini di Borgo Conventi e di Villa Sandi.

Nel saluto di benvenuto Giancarlo Moretti Polegato ha dichiarato la sua soddisfazione nell’aver acquisito la Tenuta Borgo Conventi “storica realtà produttrice in un’area a grande vocazione e di prestigio, coronamento di un sogno per chi, come noi, è sempre guidato dalla ricerca della qualità e dell’eccellenza, rispettando le identità del territorio”…Anche la signora Augusta Pavan Moretti Polegato ha salutato i presenti e ringraziato il gruppo di lavoro dell’azienda, che garantisce la continuità lavorativa.

La Tenuta Borgo Conventi nasce su un territorio fertile e vocato alla viticoltura. Trenta gli ettari di vigneti che si estendono tra il Collio con la- ponka -roccia friabile-, una volta fondo del mare, la quale rilascia salinità e mineralità ai vini bianchi della Doc Collio e l’Isonzo, il fiume dal color smeraldo che durante le piene “nutre”i vigneti che sorgono nella zona, da cui nascono i vini della linea Fiori del Borgo, Doc Isonzo; a questi si affianca una linea di Cru. Circa trecentomila sono le bottiglie prodotte, naturalmente i vini bianchi, da uve autoctone e internazionali, costituiscono la parte più cospicua ma non mancano vini rossi, anch’essi molto apprezzati.

Per il brindisi augurale la famiglia Moretti Polegato ha scelto di offrire un calice di Friulano 2018 Doc Collio, per ribadire il rispetto del territorio e dei suoi abitanti.

Giuditta Dina Lagonigro

borgoconventi.it – villasandi.it

Damijan Podversic – Un sogno che si realizza.

Parte della nuova cantina Podversic

Vent’ anni di sogno, un cammino iniziato seguendo le orme del nonno e poi del padre, scelte difficili dettate dalla consapevolezza di andare oltre convenzioni e disciplinari, superando confini mentali con la determinazione di chi ha un progetto che coincide con la visione della sua vita e cerca di andare fino in fondo, a tutti i costi. Parliamo di Damijan Podversic, vignaiolo di Gorizia, figlio di una terra al confine con l’odierna Slovenia che ha subito le brutture di una guerra fratricida, di cui ancora sono visibili tracce che rendono ancora più vivi i dolorosi ricordi. Il sostegno della famiglia- la moglie Elena e i tre figli- è stato ed è fondamentale; infatti per la nostra visita abbiamo una giovane ma ormai esperta “guida”: Tamara Podversic. Siamo in località Monte Calvario, percorriamo una strada che si fa spazio tra gli alberi prepotenti di un fitto bosco e, curva dopo curva giungiamo alla sommità della collina che tra i vigneti, con discrezione svela una sorpresa: la nuova “cantina” Podversic, il sogno che si realizza.

La famiglia Podversic, racconta Tamara, si è sempre occupata di vino. Durante la guerra alcuni ettari sono andati perduti, la storia si rinnova con 6000 metri di vigneto di Malvasia, Tocai e Chardonnay ( fino a oggi base del Kaplja ma in via di sradicamento) in zona San Floriano, ereditati dal nonno.

Sul Monte Calvario sono impiantati 10,5 ettari di vigneto in totale- Ribolla gialla con viti di diverse età, posti in lembi di terra a loro confacenti- e Pinot grigio. “Per ottenere un gran vino sono importanti tre fattori: la terra vocata alla frutticoltura, legata a un concetto di non irrigazione, l’acqua che viene trovata dalle radici e la varietà dei vitigni autoctoni dei quali va rispettato il carattere.”

Le vendemmie sono tardive e non sono fissate in giorni precisi. L’uva va seguita fin quando non è veramente pronta. Le parti importanti di un grappolo sono la buccia e i semi. Questi sono portati alla massima maturazione, facendo attenzione a vendemmiare un attimo prima che l’acino si stacchi dal grappolo.

Il seme deve essere maturo…

Fra qualche tempo la nuova cantina diventerà operativa e tutte le fasi della vinificazione saranno effettuate in un ambiente straordinariamente suggestivo. Essa è stata progettata dall’architetto Ignazio Vok, purtroppo scomparso qualche mese fa. Un uomo visionario, della vecchia guardia, che guardava oltre…La cantina, orientata a nord, è interrata, visibile solo in parte nel rispetto del territorio, ma anche costruita con l’intento di essere funzionale, giacché in tal modo la temperatura interna rimane costante.

Il panorama circolare…

Si sviluppa su tre livelli con sale sovrapposte e comunicanti tra loro, ha forma troncoconica come le botti in cui si affina il vino, la lavorazione dell’uva comincerà dall’alto.La forma ovale, scelta per le sale dall’architetto Vok è stata voluta per dare un senso di continuità agli ambienti.

Un concetto architettonico che è anche una metafora, quella della continuità del lavoro dalla vigna alla cantina, la vita in continuo divenire. Il progetto ha considerato tre elementi fondamentali per una cantina: temperatura e umidità costanti e aria pulita in circolazione. La temperatura costante è assicurata dalla posizione interrata della costruzione, l’umidità costante è data da marna e arenaria (ponka), lasciate a vista con la funzione di filtrare l’aria ed evitare condense.

Il ricambio di aria sarà garantito dalla presenza di griglie, sbocco di un sistema di tubi sotterranei collegati all’esterno, fino al bosco. Anche la sala degustazioni, cuore della cantina è stata progettata per consentire la massima concentrazione durante l’assaggio dei vini, senza alcun elemento che possa distrarre i presenti. -“La natura rimane fuori perché il vino, quando l’uva arriva in cantina non è più parte di essa, quindi bisogna concentrarsi su ciò che è diventata”- afferma Tamara.

Tamara Podversic

Una zona veramente magica è la cantina storica costituita da un anello di cemento che avvolge un semi cono di roccia, la ponka a vista che è la parte più viva, il polmone, il respiro della cantina.

Tanto lavoro è stato fatto ma ancora un po’ di tempo servirà per completare quello che è quasi un tempio, un luogo spirituale, reale espressione del credo della famiglia Podversic.

Nel frattempo le degustazioni continuano nella cantina di famiglia, a Gorizia dove abbiamo con piacere assaggiato : Nekaj 2015 – Malvasia 2015-Ribolla Gialla 2015 – Kaplja 2015, gustati in calici eleganti ed ergonomici, disegnati anch’essi dall’architetto Vok.

Le uve dopo la vendemmia manuale fermentano con buccia e seme per circa tre mesi, in pratica da quando parte la fermentazione tumultuosa fino al termine della malolattica (processo enzimatico successivo alla fermentazione alcolica, durante il quale l’aggressivo e pungente acido malico si trasforma in acido lattico, più delicato, che rende più stabili i vini).Il vino rimane nelle botti per tre anni, per evitare ossidazioni. Qui avviene la microssigenatura, nelle bottiglie il vino mantiene la freschezza.


Nei vini si ritrova davvero il sapore dell’uva, nel confronto anche il meno esperto coglie la differenza tra i vitigni. Ciascuno ha la sua personalità. Per Damijan il vino dev’essere dorato, con riflessi diversi che cambiano secondo le annate. La mineralità del territorio (sapidità che rimane sulle labbra), la croccantezza (il vino deve sapere di uva) e il ritmo dell’ annata sono i fattori imprescindibili per ottenere un vino fatto come natura comanda, elegante, che mira a raggiungere la perfezione.

Un anelito presente in ogni sorso di vino…

Grazie a Tamara Podversic che con professionale discrezione trasmette la passione di un’intera famiglia che ha accompagnato Damijan alla realizzazione di un sogno.

NASCE 100 Acini – IL NUOVO VINO DELLA CANTINA LUCA GENTILE

Nasce “100 ACINI”, il nuovo vino TOP della “Cantina Luca Gentile”, a Cassano delle Murge (Ba), risultato di un progetto di controllo della qualità delle uve. 

Articolo di Maddalena Nuzzi.

E’ un Rosso Puglia IGT vendemmia 2018 e nasce come conclusione e coronamento di un “Progetto Qualità” promosso dalla “Cantina Luca Gentile” in collaborazione con “VinifareWine Consulting” per la scorsa campagna viti-vinicola. Le uve che ne compongono il blend provengono da vigneti selezionati – collocati nei comuni di Cassano delle Murge, Acquaviva delle Fonti e Gioia del Colle – appartenenti ad alcuni soci conferitori della cooperativa Gentile che hanno aderito a tale “Progetto”. Si tratta di vitigni a bacca nera tra quelli più rappresentativi del territorio delle Murge come la Malvasia, il Merlot, il Primitivo. Il progetto Qualità è partito un anno fa dalla consapevolezza che, per ottenere un grande vino è  necessario disporre di grandi uve. Una ricerca meticolosa della qualità è iniziata da questo assunto. La scelta dei grappoli migliori è stata determinata dalla conoscenza del loro contenuto in soluti e del relativo accumulo durante la maturazione. Per garantirsi un frutto di alta qualità, i vigneti sono stati sottoposti, nei vari mesi del loro ciclo vegetativo, a una gestione idrica che si rifà al metodo analitico di Barr e Weatherley; il controllo delle infezioni di Botritys sp è stato operato con metodi predittivi. Le uve sono state accuratamente per il loro corredo polifenolico e il contenuto di soluti attraverso il metodo Glories.Prima della raccolta sono stati effettuati campionamenti periodici degli acini destinati a degustazioni secondo il metodo ICV. Per la determinazione di tali parametri la cantina si è avvalsa di circa 3000 controlli analitici, di 20 paramentri controllati su 30 ettari vitati di 20 viticoltori coinvolti nello studio. Questi numeri hanno portato a un solo grande vino. 

Ma perché 100 ACINI? Ci risponde Vincenzo Gentile, presidente dell’omonima cooperativa: 

“100 ACINI é la quantità di bacche usate per l’analisi di maturità tecnologica e polifenolica delle uve. Solo dopo aver effettuato molteplici controlli analitici – oltre che degli acini – anche dei suoli e delle foglie, siamo arrivati a una selezione accurata e maniacale dei frutti migliori per l’ottenimento di questo vino. Una vera e propria “caccia alla qualità” nel variegato universo dei nostri vigneti”. 

Scheda:

Colore rosso rubino intenso con riflessi porpora. Naso intenso e complesso con note fruttate di mora, prugna e marasca, sentori speziati di vaniglia, cioccolato e caffè. Grande corpo, denso. In bocca ottimo equilibrio tra la sensazione pseudo-calorica e l’acidità. Tannino vellutato, notevole persistenza. Da apprezzare subito o destinare a invecchiamenti anche lunghi. Perfetto con piatti strutturati, con carni rosse, formaggi di media e lunga stagionatura. In etichetta il simbolo che rappresenta una bilancia, strumento fondamentale durante le operazioni: “Sono stati pesati gli acini per la determinazione della maturità tecnologica delle uve ma anche le foglie al fine di misurare il contenuto idrico relativo e gestire così la vigoria Il vino verrà ufficialmente presentato alla stampa lunedì 10 giugno, presso la sede di Cantina Gentile, in via Grumo, 1 a Cassano delle Murge, durante un evento in cui saranno illustrate tutte le fasi del Progetto Qualità e che culminerà con la degustazione guidata del vino 100 ACINI. 

Ecco il programma:

CANTINA GENTILE 

Vigneti della Cantina Gentile

Il 2 febbraio 1960 un gruppo di 25 agricoltori coordinati dal dott. Luca Gentile decise di unirsi in cooperativa allo scopo di valorizzare le uve locali. Nacque così, in una zona a ridosso della Murgia barese, la cantina Sociale di Cassano Murge, oggi intitolata al suo fondatore e lungimirante presidente per oltre un trentennio. Attualmente lo stabilimento che sorge su di un’area di 8.000 mq. circa, accoglie l’uva anche di comuni limitrofi da circa 500 soci vitivinicoltori, e ha una potenzialità di lavorazione di 6.000.000 di kg di uve e una capacità di stoccaggio di vini di lt. 5.450.000. La cooperativa conta attualmente 400 soci viticoltori che conferiscono annualmente circa 60.000 quintali di pregiate uve da vino. Nella lavorazione delle uve vengono usate moderne tecniche di vinificazione con controllo delle temperature di fermentazione, la cantina è dotata di una moderna linea di imbottigliamento. La maggior parte dei vigneti dei propri soci sorgono in zona D.O.C. “Gioia del Colle” dell’omonimo “Primitivo” varietà tipica autoctona. 

Cantina Luca Gentile – Tel. 080 763294 info@cantinagentile.it

– Teodosio D’Apolito – enologo e responsabile del Progetto Qualità

teodosiodapolito@tiscali.it – Tel.347 6176441

Flora Saponari e il suo Susumaniello – una donna e il suo vigneto.

Articolo di Maddalena Nuzzi

“I HAVE A DREAM”il mantra di una donna che è anche il suo vigneto. Un sogno di tre tomoli( il tomolo in alcune regioni del sud Italia è un’unità di misura utilizzata per i terreni coltivati a seminativo; il suo valore in Puglia, varia da provincia a provincia, per esempio in alcune zone del Salento è pari a 0,8 ettari) di terra in agro di Noci (Ba) coltivati a susumanielloun tributo ai suoi nonni;  quasi un copione già scritto, sì,  perché in Puglia la famiglia va in scena con i nonni come personaggi principali.

In psicologia questi sono un tesoro, fondamentali per lo sviluppo mentale ed emotivo, rappresentano un senso di protezione e vanno ad alleggerire il compito educativo dei genitori.  I nonni diventano, anzi sono, un punto di riferimento ed oltre all’amore incondizionato i nonni di Flora le hanno trasmesso un fazzoletto di terra calcarea e argillosa dalle mille sfumature odorose un tempo coltivato a grano.  Flora ne ha fatto un giardino di alberelli di susumaniello allevati a regime biologico; nessun impianto di irrigazione in una zona caratterizzata dal carsismo,  con tanto duro lavoro e dedizione in quel vino chiamato “tre tomoli rosa”; un elegante rosato di susumaniello,  vitigno dalla probabile origine  dalmata , molto diffuso nel brindisino e dalla abbondante produttività (susumaniello = somarello). 

Più volte abbiamo degustato il “Tre Tomoli Rosa” e nonostante i differenti andamenti nelle varie annate, quello che rimane immutata è la sua indiscutibile eleganza, un’eleganza a tuttotondo che parte dalla vista, presentandosi con una brillante nuance di rosa per poi esprimersi al naso in un ampio bouquet  fatto di fiori e piccoli frutti rossi con un inequivocabile riconoscimento di melagrana; il palato poi, andrà a confermare la sua eleganza e a far risaltare il suo indiscutibile carattere fatto di sapidità , freschezza e buona persistenza. Un vino per nulla banale , versatile nell’abbinamento , che andrà a sostenere e ad impreziosire preparazioni  a base di pesce, carni bianche ed ortaggi.

E, nel rispetto di quelle che sono le regole della giusta sequenza dei vini a tavola come nelle degustazioni, al rosato seguirà il “Tre Tomoli Rosso- grappoli eletti”, che entrerà in scena con il suo intenso rosso rubino, ciliegia matura, rosa ed erbe della macchia mediterranea; solo affinamento in acciaio per tannini in perfetto equilibrio e in sintonia  alla sua innegabile sapidità e freschezza, il tutto a renderlo lungo e persistente, da accostare perfettamente a succulenti piatti della tradizione  a base di sughi di carne bovina, suina e ovina,  ai più tipici “gnumareddi“ ed anche a carni alla brace o in umido accompagnate da purea di fave bianche.  

Signori e signore, la Puglia.

Vignaflora S.R.L. di  Saponari Filomena Via Alfredo Oriani 1 – Castellana Grotte (BACI) – vignaflora.it

Assosommelier – In partenza nuovi corsi

L’Assosommelier, associazione costituitasi da qualche anno in Umbria, sta diffondendosi in tutta Italia attraverso attività tese alla divulgazione della cultura del vino, dell’olio e di altre bevande nobili, tra le quali vi sono corsi aperti non solo a professionisti ma ai numerosi appassionati delle materie. Siamo lieti di annunciare un corso organizzato da Maddalena Nuzzi, nostra compagna di viaggio lungo le strade del vino e non solo e soprattutto Delegata Assosommelier Puglia. Il corso di I livello da sommelier di Assosommelier partirà il 1° aprile 2019, presso il Laboratorio Urbano Officine UFO di Casamassima (BA). Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito www.assosommelier.it, inviare una e mail a corsi@assosommelier.it o a maddalena1604@gmail.com oppure telefonare al numero 3202236958. L’Assosommelier Puglia ha anche una pagina FB. Buon lavoro!